La nuova asta Great Masters from Modern to Contemporary Art, nata dalla collaborazione tra Catawiki e Collezione da Tiffany, si presenta come un appuntamento strategico per chi cerca opere caratterizzate da una documentazione d’archivio rigorosa e un potenziale di rivalutazione concreto. Fino al 9 febbraio, il catalogo mette a disposizione una selezione che spazia dai pilastri del secondo Novecento italiano alle ricerche più interessanti della fotografia e dell’arte materica contemporanea.
Tra rigore concettuale ed esplosione cromatica: da Boetti a Hirst
Mario Schifano. La sua Natura morta (1995-96), uno smalto e acrilico su tela di 60×80 cm, rappresenta in modo emblematico l’ultima e più libera fase produttiva del maestro. Con una stima tra i 23.000 e i 26.000 euro, l’opera è accompagnata dall’importante numero d’archivio Monica Schifano rilasciato proprio a gennaio 2025, a conferma di quanto il mercato sia oggi estremamente rigoroso sulla provenienza.

Accanto a Schifano, il catalogo si arricchisce di giganti come De Chirico, Kounellis e Warhol, creando un ecosistema di investimento dove la Pop Art dialoga con il Surrealismo e con le esperienze materiche e segnico-espressive di Scanavino e Baj.
Tra i lotti più attesi spicca immediatamente l’opera di Alighiero Boetti, Attirare l’attenzione, un ricamo su tessuto di 23×23 cm che incarna perfettamente la poetica dell’artista torinese. Con una stima che oscilla tra i 45.000 e i 65.000 euro, questo lotto non è solo un reperto di storia dell’arte, ma un simbolo di quella ricerca sull’ordine e il disordine che ha reso Boetti una blue-chip internazionale.

Accanto al rigore concettuale di Boetti, troviamo l’esplosione sensoriale di Damien Hirst con Garden of Dreams. Quest’opera, parte della celebre serie The Veils, è un omaggio al puntinismo di Seurat reinterpretato attraverso una libertà gestuale che trasforma il colore in una costellazione vibrante. Essendo un’edizione limitata di soli 75 esemplari, firmata a mano e montata sotto Diasec, rappresenta un’opportunità di acquisizione tattica per i collezionisti che guardano alla rarità come parametro fondamentale.

Fotografia d’autore

La fotografia si conferma un segmento in forte espansione, capace di attrarre sia il collezionista puro che l’investitore in asset culturali. Il catalogo presenta una chicca assoluta: un Contact Sheet di Bert Stern dedicato a Marilyn Monroe. Si tratta di una prova d’artista (Artist Proof 1/5) proveniente direttamente dalla collezione della famiglia Stern, firmata a mano dal fotografo che meglio di chiunque altro ha saputo immortalare la vulnerabilità della diva.

Oltre al glamour internazionale, l’asta offre uno sguardo profondo sull’avanguardia italiana con triptico Neo-Terrestre di Michele Zaza, datato anni ’70, è un’opera fondamentale dell’avanguardia italiana degli anni Settanta, in dialogo diretto con le ricerche dell’Arte Povera, conservato nelle cornici originali disegnate dall’artista. La sua stima tra i 7.000 e gli 8.000 euro riflette l’importanza di un autore che ha saputo indagare il rapporto tra corpo e spazio con una sensibilità metafisica.
Allo stesso modo, lo scatto di Mario Giacomelli della serie Caroline Branson da Spoon River riporta il collezionista nel cuore della fotografia italiana del XX secolo, dove il bianco e nero diventa un linguaggio poetico universale.
Nuove visioni contemporanee

Per chi guarda alle opere dirette degli artisti, la sezione curata da Maurizio Buquicchio offre uno spaccato innovativo sulle evoluzioni stilistiche contemporanee. L’astrazione di Cristine Balarine con Flamboyant landscapes introduce una dimensione monumentale. Con i suoi 248 cm di larghezza, l’opera tratta il paesaggio non come immagine, ma come vibrazione sonora e cromatica, sfidando la stabilità dello sguardo dello spettatore. In una direzione opposta, ma altrettanto magnetica, si muove l’iperrealismo di Ivan Pilis, che in Impressions No.29 esplora l’intimità del corpo attraverso l’uso dell’oro, creando un ponte tra la presenza fisica e la distanza della memoria.

Di particolare rilievo è il dittico di Jacopo Mattia Alegiani, appartenente alla serie Light on Black del 1997. Quest’opera segna il momento cruciale del passaggio dell’artista — noto negli anni ’80 come “The JA”, uno dei writer più attivi della scena graffiti — verso la pittura su tela. La tecnica mista, che fonde acrilico, spray e paste espanse, ricrea un effetto materico di grande impatto, anticipando riflessioni sul digitale e sulla scomposizione dell’immagine in unità visive che caratterizzeranno la sua produzione successiva.
La grafica d’autore come investimento culturale
Il catalogo si chiude con una sezione curata da Silvia Possanza di grafica di altissimo profilo, dove i nomi di Tom Wesselmann e Salvador Dalì dominano la scena. Il Nude (for sedfre) di Wesselmann del 1969 è una lezione magistrale sulla superficie come verità: l’artista Pop trasforma il desiderio americano in un’icona cromatica, dove il corpo frammentato diventa astrazione pura. Con una stima tra i 9.000 e i 10.000 euro, rappresenta un pezzo di storia della grafica newyorkese stampato dalla celebre Chiron Press. Per chi invece cerca il simbolismo onirico, l’acquaforte colorata di Salvador Dalì, Die Mythologie Argus Color, offre un raro esempio del surrealismo degli anni ’60 su carta giapponese.

Infine, la sezione grafica propone una vera rarità bibliografica e artistica: la cartella “Cinquanta incisioni originali di maestri italiani”, edita dal Bisonte nel 1976. Al suo interno si trova il gotha dell’arte italiana: Emilio Vedova, Pietro Dorazio, Arnaldo Pomodoro, Fausto Melotti e Achille Perilli, solo per citarne alcuni. Con 50 opere firmate e numerate, questa cartella non è solo una collezione di multipli, ma una mappatura completa del gusto e della ricerca calcografica del secolo scorso.




