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venerdì, Agosto 12, 2022

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Buone pratiche

Collezioni all’aperto: appunti per la conservazione

Molte collezioni d’arte presentano al loro interno una sezione di opere esposte all’esterno, collocate sui balconi o nei giardini, che rendono lo spazio accattivante, quasi magico. A volte si tratta di sculture monumentali o di dipinti murali realizzati sulla facciata delle dimore (spesso pensate site specific); altre volte si tratta di opere realizzate con giochi d’acqua, opere in legno, in ceramica, in pietra o anche realizzate con materiali sintetici. Spesso i materiali utilizzati per queste opere si ritrovano anche in lavori custoditi in ambienti confinati, ma dal punto di vista conservativo, quali sono le differenze? A cosa fare attenzione se si decide di collocare un’opera all’esterno?

Un bagaglio di informazioni tecniche

Molto spesso mi capita di dover restaurare opere di cui non si ha alcuna informazione su tecnica, materiali utilizzati e storia conservativa. Ma nel restauro, specialmente nel caso di opere d’arte contemporanea dove il messaggio artistico è intrinsecamente legato all’oggetto e alla materia che lo rappresentano, l’avere quante più informazioni possibili sull’opera ci permette di non prendere decisioni sbagliate. Tutte queste informazioni possono facilmente essere reperite al momento dell’acquisizione, senza dover ricorrere a supposizioni – spesso errate – o ad infinite ricerche. Quali domande porre dunque? E come farlo?

Guardare ma non toccare

Quando parliamo di danni antropici dobbiamo pensare non solo a situazioni estreme come agli atti vandalici o agli incendi dolosi, ma anche a piccoli gesti dovuti all’incuria, alla sbadataggine o all’inconsapevolezza dell’uomo. Quali sono gli errori da non commettere ed evitare quindi questo tipo di danni? Alcune semplici regole da adottare nella gestione quotidiana delle collezioni di opere d’arte che faranno la differenza.

No flash please!

“No flash please!” Quante volte ci è capitato di leggere questo cartello all’interno di spazi espositivi, chiese o musei? Questa, talvolta fastidiosa, richiesta ha motivi conservativi ben specifici, legati al fatto che la luce, con le sue radiazioni (UV e IR in particolare), è una delle principali cause del processo di degrado al quale tutte le opere d’arte (così come qualsiasi oggetto) sono, in misura differente, inesorabilmente sottoposti.

Ogni opera ha il suo tarlo

Alcuni esseri viventi possono essere causa di deterioramento per le opere d’arte. Questi sono detti agenti biodeteriogeni e si dividono in microrganismi, piante e animali. Ma come riconoscerli? Sembrano infatti innocue e minuscole creature ma i danni che portano possono essere grandi ed irreversibili. Quando non si riesce a prevenirli, diventa oltremodo fondamentale individuarli in tempo e agire.

Parola al tecnico. L’intervista come strumento di conservazione (pt. 2)

Nel precedente articolo si è parlato dell’intervista all’artista come strumento per la conservazione delle opere. Questo è, per il mondo della conservazione delle opere...

PERCHÈ PRENDERSI CURA DI UN OGGETTO DI DESIGN?

Perchè è importante parlare di cura degli oggetti di design? Pochi e semplici consigli per guardare i vostri oggetti con il giusto occhio attento

A cosa serve una mostra (pt.2). Raccomandazioni conservative per prestare in sicurezza la tua collezione

Il prestito delle opere d’arte per mostre di un certo spessore dona lustro alla propria collezione. Ma come fare a prestare in totale sicurezza e con la garanzia che ciò che parte tornerà nelle stesse condizioni? Alcuni passaggi a cui fare attenzione e alcuni strumenti di cui avvalersi per prestare in serenità.

Quando il restauro costa più dell’opera

Prima di procedere con il restauro è prassi comune chiedere al restauratore un progetto di intervento con il relativo preventivo di spesa. In questo caso, il collezionista potrebbe essersi trovato ad accertare con stupore che il preventivo dell’intervento di restauro abbia superato il valore dell’opera stessa. È possibile ciò e perché avviene? E cosa si può fare in questi casi?

Come sfuggire al falso in arte

I professionisti impegnati nel campo della conservazione dei beni culturali possiedono senz’altro molti strumenti che possono aiutare nell’identificazione di un’opera falsificata. Tuttavia non c’è dubbio che il processo che sottende l’autenticazione di un’opera non sia impresa semplice, ma richieda competenze, tempo, confronto, studio e – data la non sempre univoca natura dei risultati – possa dare talvolta origine a un acceso dibattito tra le parti coinvolte. Come in questo scenario il collezionista può rendersi utile tutelando allo stesso tempo l’autenticità della propria collezione?

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