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Le fiere, le opere d’arte e la loro conservazione. Alcuni consigli pratici per i collezionisti più attenti

del

Negli ultimi tempi Collezione da Tiffany si è concentrata sempre di più sul tema della corretta conservazione di una collezione. Quando parliamo di attività di conservazione rimaniamo sempre un po’ in dubbio sul reale significato, di cosa significhi nella vita pratica per un collezionista prendersi cura delle sue opere d’arte.

Come può fare per esporle correttamente? E se ne possiede alcune in depositi casalinghi, come si possono tenere d’occhio i parametri fondamentali per assicurarsi di non sbagliare e di non agire in modo pericoloso per l’incolumità delle opere?

Ma, prima ancora, come si fa ad essere sicuri di acquistare opere in buona salute? Quando si entra in una fiera, a cosa bisogna fare attenzione?

Francesca Gasparetto (restauratrice-conservatrice e fondatrice di arturo) e Sara Stoisa (restauratrice-conservatrice e art collection manager), in occasione di Artissima, forniscono una valida guida ai collezionisti lettori di Collezione da Tiffany. In questo articolo si confrontano su come muoversi all’interno di una fiera, quali sono le accortezze che in una grande esposizione temporanea come quelle fieristiche occorre avere per evitare di comprare pezzi che registrano già qualche problematica conservativa.

Partiamo da alcune domande e considerazioni.

La prima cosa da tenere in conto quando si pensa alle opere e alla loro conservazione è certamente l’aspetto merceologico, cioè da che materiali sono composte le opere che stiamo osservando. Nello specifico caso di Artissima, la Fiera didi Torino che ha preso il via proprio oggi nel capoluogo piemontese, il discorso è complesso perché oltre al materiale dobbiamo tenere presente anche il periodo storico delle opere, poiché si tratta di una delle molte fiere di arte in Italia che vanta eventi dedicati a tutti i periodi storici.

Perciò i materiali costitutivi sono i più vari. Per semplificarla, in questo articolo, ci concentriamo sulle opere di arte moderna e contemporanea, in particolare, per rimanere entro limiti gestibili da un non addetto ai lavori, sui dipinti su tela e sulle sculture polimateriche.

Consapevoli quindi di aver ristretto il campo di analisi, la prima domanda da porsi appena entrati in fiera e prima di decidere se affrontare o no un acquisto è: da cosa vediamo il buono stato di un’opera d’arte? In realtà, senza avere troppa paura, è bene sapere che quando si osserva un’opera in fiera non è molto differente dall’osservazione di un’opera esposta in mostra o in museo. La differenza è forse data dal grande afflusso di pubblico e dall’illuminazione fredda e piatta che spesso non permette di analizzare le opere in radenza. Sì, perché è proprio dalla radenza, cioè dall’osservazione laterale della superficie dell’opera, che si possono scoprire i danni più importanti. Per questo spesso conservatori e restauratori girano con una piccola torcia in tasca: proprio per illuminare lateralmente il dipinto e controllare le ombre che la materia proietta su se stessa rivelando o  meno deformazioni anomale.

Altro aspetto importante è sicuramente analizzare il grado di sporco superficiale, cioè se è presente polvere che potrebbe nel tempo inglobarsi allo strato pittorico più superficiale e macchiarlo. Attenzione infatti: se la polvere rimane troppo sulla superficie senza essere rimossa, può diventare sempre più pesante e “spingere” sulla pellicola pittorica causando danni irreversibili!

In caso di dipinti, altro aspetto da analizzare è il tensionamento della tela: un eccessivo rilassamento può portare a delle conseguenze abbastanza gravi, come sollevamenti di pellicola pittorica e cadute del colore. Inoltre, potrebbe essere sintomo di una pessima storia conservativa dell’opera o di una non buona resistenza dell’oggetto agli sbalzi termo-igrometrici che in una fiera sono molteplici.

A proposito di storia conservativa: cosa andrebbe chiesto al gallerista in fase di acquisto? Come prima di qualsiasi acquisto è fondamentale richiedere il condition report dell’opera o una scheda conservativa dettagliata compilati da un conservatore (che vi garantisce una corretta lettura del suo stato conservativo).

Per le opere datate, infatti, conoscerne il percorso compiuto di mano in mano e la sua storia conservativa è un ottimo elemento da confrontare con lo stato di fatto dell’opera nonché per capire come poterla gestire qualora diventasse vostra. A questi documenti sono spesso allegate fotografie o, in alcuni casi più tecnici, schemi grafici delle opere con mappature che indicano le aree compromesse o più delicate. Questo aiuta nel confronto e supporta la trattativa in fase di acquisto. Non è detto che si debbano comprare solo opere in perfetto stato conservativo, ma occorre essere consapevoli di come comportarsi una volta che l’opera entra in vostro possesso. Se siete arguti e se avete un amico conservatore potete addirittura fare un affare abbassando il prezzo facendo man leva su di un difetto conservativo dell’opera per poi farla restaurare dal vostro amico in un secondo momento!

Una volta che avete concluso l’acquisto e l’opera è vostra, sarà importantissimo sapere come trasportarla fino a casa. Ecco a voi allora alcune piccole nozioni sulla corretta movimentazione fai-da-te. Non dimenticate di premurarvi che l’opera, se stringete accordi per l’acquisto direttamente in fiera, venga trattata con la massima cura in fase di disallestmento dello stand e di trasporto fino alla vostra sede.

Un consiglio potrebbe essere di fotografare l’opera nel dettaglio al momento della stretta di mano per essere sicuri che, alla consegna, essa non abbia subito cambiamenti o peggioramenti conservativi. Il sistema della fiera, infatti, è un ambiente molto stressante per le opere sia dal punto di vista termo-igrometrico sia per il rischio di danni accidentali dovuto al grande afflusso di persone.

Con questi consigli in tasca ora non vi resta che andare a caccia con torcia e conservatore, buona fiera!

Collezione da Tiffany
Collezione da Tiffany
Nato il 5 giugno del 2012 da un’idea del giornalista e storico della critica d’arte Nicola Maggi, Collezione da Tiffany è il primo Blog italiano interamente dedicato al collezionismo d’arte contemporanea.

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