Sulla dignità della diversità e sulla ricchezza dell’inclusione se ne parla spesso e mai abbastanza. Temi sociali ma anche temi che riguardano oggetti. Temi che mettono insieme persone e oggetti. Per raggiungere il nostro obbiettivo parleremo di diversità non disgiungendola dalla parola importanza.
Continuiamo il viaggio all’interno delle professioni del mondo dell’arte e dentro il ruolo del conservatore che come un direttore d’orchestra o come un sarto, deve saper mettere insieme, armonizzare e far uscire il meglio da molteplici elementi diversi.
Non solo la gestione delle collezioni e del loro mantenimento, oggi il conservatore e la conservatrice hanno nuove sfide che si aggiungono a quelle del passato.
Rendere accessibile il patrimonio, elaborare i contenuti, creare narrazioni a più livelli ed occuparsi della loro comunicazione a più registri, significa adattare il messaggio e creare partecipazione.
Non esiste una scuola di pensiero unitaria riguardo alla conservazione della New Media Art. Per questo il dialogo tra artisti, conservatori e collezionisti è più che mai essenziale
Il patrimonio culturale è tante narrazioni. Non importa l’angolatura e la prospettiva da cui si narra e si vede un’opera. Ogni molteplice spazio che intercorre tra le persone e l’opera, sono l’opera.
Nuove commissioni, riallestimenti, acquisizioni e progetti educativi ridisegnano per l’autunno 2026 il rapporto tra il museo e il proprio patrimonio
Che cosa significa oggi costruire...
Da Prato alle nuove geografie del contemporaneo, il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci presenta una stagione costruita sulla trasmissione di idee, materiali e...
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