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mercoledì, Gennaio 19, 2022

Artuner: sintonizzatevi sull’arte del collezionismo

del

Quando sua madre, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, ha iniziato a collezionare, Eugenio aveva appena tre anni. Oggi ne ha 26 e si può dire che sia letteralmente cresciuto circondato da opere d’arte contemporanea. Un ambiente privilegiato che, in particolare con la nascita della Fondazione di famiglia, racconta, gli ha «permesso di crescere a contatto con molti artisti e di stringere relazioni con curatori, galleristi, direttori dei musei e collezionisti di tutto il mondo». L’arte è, così, diventata una sua grande passione che oggi sta alla base di una delle più interessanti piattaforme web dedicate al collezionismo: Artuner, lanciata ufficialmente il 10 ottobre scorso.

Nicola Maggi: Come è nata l’idea di Artuner? Chi ha collaborato con lei per la sua realizzazione?

Eugenio Re Rebaudengo: «L’idea di Artuner nasce circa un anno e mezzo fa, durante il mio Master in Management alla London School of Economics, dove è stato sviluppato a livello teorico e premiato come migliore start-up del corso. La mia volontà di diffondere la passione per l’arte contemporanea e avvicinare un pubblico sempre più ampio all’arte del collezionare ha portato quel progetto a trasformarsi in realtà. Con Artuner voglio offrire quello che io stesso, come appassionato d’arte, cerco: accesso esclusivo ad opere straordinarie ed informazioni ed insights che mi possono aiutare nella scelta e mi danno importanti informazioni sul mondo dell’arte e del collezionismo. Al momento siamo un piccolo team internazionale, giovane e con formazioni diverse: dall’arte alla finanza alla tecnologia. Ci avvaliamo, però, per la realizzazione delle Curations (vere e proprie mostre online) di esperti internazionali del settore. Credo che avere un team internazionale sia molto importante, visto che lavoriamo, potenzialmente, sia con artisti che con clienti da tutto il mondo».

Eugenio Re Rebaudengo assieme alla madre Patrizia Sandretto
Eugenio Re Rebaudengo assieme alla madre Patrizia Sandretto

N.M.: A chi si rivolge la vostra piattaforma?

E.R.R.: «Artuner prende il suo nome dalla volontà di diffondere la passione per l’arte contemporanea. Con Artuner vogliamo sintonizzarci sull’arte del collezionare. Il nostro valore aggiunto è l’aspetto curatoriale: proponiamo opere d’arte di artisti di qualità e nei quali crediamo fermamente, con l’aiuto di esperti del settore.  Artuner si rivolge sia ad un pubblico di collezionisti esperti, che possono accedere ad opere attentamente selezionate, sia a chi si sta avvicinando al mondo del collezionismo, dando consigli e fornendo gli strumenti per un acquisto consapevole, sicuro e di qualità. Artuner vuole anche rispondere alle necessità del collezionista di oggi che, per ragioni di tempo, utilizza sempre più spesso la Rete per visionare, informarsi e accedere in esclusiva alle opere da acquistare. Infatti, il collezionare oggi avviene sempre più frequentemente tramite immagini digitali, quindi Artuner risponde ad un fenomeno che si sta già parzialmente consolidando».

N.M.: A differenza di altre piattaforme dedicate agli acquisti d’arte online, Artuner trasferisce nel web l’esperienza della galleria d’arte…

E.R.R.: «Esatto, il vero valore aggiunto è il forte taglio curatoriale: offriamo opere d’arte di artisti di qualità e nei quali crediamo fermamente, con l’aiuto di esperti del settore. Non vogliamo essere semplicemente un aggregatore passivo, dove mostrare le opere disponibili o (ancora peggio) i magazzini invenduti delle gallerie. Artuner è una piattaforma proattiva che propone con attenzione un limitato numero di opere con, a monte, un forte screening qualitativo. Il nostro obiettivo è quello di offrire sempre arte di grande qualità e rilevanza. In questo modo, chi acquisterà frequentemente da Artuner, avrà la possibilità di costruire una collezione di valore culturale, estetico e, perché no, anche finanziario».

La home page di Artuner
La home page di Artuner

N.M.: In futuro pensate di aprirvi anche alle aste online?

E.R.R.: «Al momento ritengo che il modello di vendita esistente sia quello che meglio si addice all’obiettivo di Artuner, evitando la pressione e le controindicazioni delle aste e basando, quindi, l’acquisto sulla oculata valutazione delle opere. In ogni caso, ritengo sia sbagliato escludere a priori scenari alternativi in futuro, in quanto è evidente come in ogni business sia fondamentale la capacità di adattarsi a nuove situazioni e reagire prontamente alle necessità dei propri clienti».

N.M.: Per la prima mostra avete scelto l’opera di Luigi Ghirri. Da dove nasce questa scelta?

E.R.R.: «La scelta nasce dalla convinzione che Luigi Ghirri sia il più importante ed autorevole fotografo italiano degli ultimi decenni. Poter offrire lavori così importanti di Ghirri è stata un’opportunità importante, nata graazie alla collaborazione di Filippo Maggia, direttore del Museo di Fotografia di Modena e curatore della mostra. Sono certo che i collezionisti sapranno apprezzare questa selezione di fotografie originali realizzate negli anni ‘80, eccezionali per la bellezza e l’importanza delle immagini, di dimensioni particolarmente grandi e in un perfetto stato di conservazione. Le opere sono straordinarie, molto rare e preziose e con valutazioni ancora assolutamente interessanti. In futuro su Artuner ci sarà una presenza di artisti “middle career”, già riconosciuti, e giovani artisti emergenti, ma con grande talento e prospettive di crescita. La seconda selezione che presenteremo sarà costituita da giovani pittori internazionali che si stanno però già affermando sul mercato internazionale».

N.M.: Conclusa la “mostra”  è sempre possibile acquistare le opere?

E.R.R.: «Uno dei sostanziali vantaggi di internet nei confronti di gallerie tradizionali è proprio la possibilità di non disallestire le opere una volta terminata la mostra. Quindi sarà sempre possibile visionare le curations passate e ottenere informazioni sui lavori che sono stati presentati nel tempo. L’unica differenza sarà la mancata esplicitazione del prezzo e quindi, nel caso dell’interesse all’acquisto, si dovrà richiederlo via mail o telefonicamente. Chiaramente non necessariamente le opere saranno disponibili, ma, qualora lo fossero, faremo sempre il possibile per soddisfare le esigenze dei nostri potenziali collezionisti».

N.M.: Qual è la provenienza delle opere messe in vendita su Artuner?

E.R.R.: «Il nostro focus è di offrire sempre opere di grande qualità, sia attraverso esclusive produzioni con artisti e collaborazioni con gallerie, sia attraverso opportunità nel mercato secondario con, quindi, accesso ad opere appartenenti a collezioni private. Nel caso della mostra in corso, ad esempio, questa selezione di opere di Ghirri apparteneva ad un collezionista privato che le aveva acquistate direttamente dall’artista negli anni ’80. Credendo fermamente nel valore dell’artista e nell’importanza delle opere, ho quindi deciso di offrire questa fantastica selezione, tenendomene però alcune per la mia collezione privata».

Grazie alla collaborazione con esperti internazionali di settore, uno dei punti di forza di Artuner è la messa a disposizione dei collezionisti di  informazioni ed insights che possono aiutare nella scelta
Grazie alla collaborazione con esperti internazionali di settore, uno dei punti di forza di Artuner è la messa a disposizione dei collezionisti di informazioni ed insights che possono aiutare nella scelta

N.M.: Un elemento fondamentale di Artuner è la trasparenza. Come vi siete mossi su questo fronte?

E.R.R.: «Una critica spesso mossa al mercato dell’arte è quella della mancanza di trasparenza. Su Artuner vogliamo offrire a tutti l’accesso a dati e informazioni, di modo che possano approcciarsi alle opere come i collezionisti “vip”. Questo è un ulteriore importante passo per rendere l’esperienza del collezionare più sicura e quindi aiutare i collezionisti a prendere con più tranquillità e sicurezza importanti decisioni d’acquisto».

N.M.: Infine. Artuner comprende anche una parte dedicata all’educazione. Che approccio utilizzate per “formare” gli appassionati di arte e i potenziali collezionisti?

E.R.R.: «Acquistare arte può essere un’esperienza intimidatoria e complessa. Per questo motivo è parte integrante e fondamentale di Artuner l’offerta di contenuti educativi, chiamati insights. La nostra piattaforma, infatti, non vuole offrire solo accesso all’acquisto di opere, ma vuole aiutare il collezionista nell’approfondimento della conoscenza dell’artista e delle mostre sul sito. Inoltre Artuner, grazie alla collaborazione con esperti, offre consigli utili per il collezionista, da come incorniciare le opere al corretto modo di appenderle, dai segreti per conservare perfettamente le proprie foto d’epoca ad una guida ai diversi tipi di stampe. Inoltre, visto che l’acquisto di un’opera d’arte è anche un investimento finanziario, una sezione sarà dedicata ad aggiornamenti e suggerimenti sul mercato dell’arte e sulle sue performance finanziarie. Un’altra sezione sarà, invece, dedicata a interviste a personalità internazionali del mondo dell’arte, che riportano la loro esperienza diretta ed importanti consigli sul collezionare. Dunque nella sezione educativa si vuole offrire ai visitatori di Artuner una costante panoramica per aiutare gli amanti dell’arte nella fantastica esperienza del collezionare».

Scoprite il mondo di Artuner su: www.artuner.com

© Riproduzione riservata

Nicola Maggi
Giornalista professionista e storico della critica d'arte, Nicola Maggi (n. 1975) è l'ideatore e fondatore di Collezione da Tiffany. In passato ha collaborato con varie testate di settore per le quali si è occupato di mercato dell'arte e di economia della cultura.
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  1. Finalmente si ha la sensazione che le argomentazioni di E. Re Rebaudengo per Artuner siano costantemente accompagnate dal senso della qualità. Torna al centro il rapporto con il collezionista, la cura e rieducazione nei confronti dello stesso.
    Non ci può essere mercato in Italia senza la consapevolezza che è la base culturale (compresi i rapporti empatici con i collezionisti) il terreno di cultura adatto alla rinascita del mercato dell’Arte.
    Si ha naturalmente la sensazione che Artuner sia una piattaforma di èlite, contrariamente all’idea di piattaforma “di strada” attinente l’attività del giovane gallerista Charlie.

    • Cara Anna, scusa il ritardo con cui ti rispondo. Sicuramente la differenza che cogli tra il progetto di Charlie Lioce e quello di Eugenio Re Rebaudengo esiste, ma credo sia legata più che altro alla differenza del mezzo utilizzato: una cosa è una gallerie fisica, un’altra una galleria “virtuale”. Detto questo, almeno le opere proposte nella prima mostra di Artuner, dedicata a Ghirri, hanno prezzi decisamente interessanti. Più che di una piattaforma di èlite, credo che la differenza maggiore sia proprio l’impostazione di fondo. Charlie lavora con talenti emergenti, Re Rebaudengo con artisti storicizzati. La cosa buona, a mio avviso, è che Artuner si propone, come giustamente sottolinei anche tu, non come una mera piattaforma commerciale (come spesso avviene nel web) ma anche come un luogo dove prendere confidenza con il mercato e con il collezionismo.
      Un caro saluto

      Nicola

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