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mercoledì, Luglio 6, 2022

Aste: Santomaso e Boetti guidano il catalogo Cambi di dicembre

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Calendario ricco di appuntamenti per il mercato italiano delle aste e, dopo Farsetti e Il Ponte, oggi ci dedichiamo al bel catalogo di arte moderna e contemporanea messo insieme dalla casa d’aste Cambi che lo batterà venerdì 18 dicembre nella sua sede di Milano: 252 i lotti suddivisi in due sessioni, la prima alle ore 10 del mattino e la seconda alle ore 15.

La prima sessione si apre con una una interessante selezione di carte a firma di alcuni dei nostri maggiori artisti del primo Novecento. E proprio la carta credo sia da considerasi la protagonista di questa prima parte d’asta. Tra i lavori in catalogo, ad esempio, spicca un bel nucleo di studi di Lucio Fontana (lotti 37-46) che ben completerebbero una collezione che già include opere del padre dello Spazialismo.

LOTTO 46 – Lucio Fontana, Studi per parete spaziale, 1958. penna a sfera blu su carta, cm 32×25

Sempre rimanendo in ambito italiano, è di un certo interesse anche la parentesi dedicata al Gruppo San Lorenzo, con opere di Marco Tirelli, Piero Pizzi Cannella e Bruno Ceccobelli.

Molto più stimolante la seconda sessione che si apre subito con un bel gruppo di collage di carte colorate di Fortunato Depero e poi fogli di Mario Sironi, Enrico Prampolini, Alberto Martini e Duilio Cambellotti per arrivare ad un cartone del 1915 di Cagnaccio di San Pietro: Velocità di Luce – Forza di un Paesaggio, che appartiene alla brevissima partentesi futurista dell’artista che di lì a poco si sarebbe accostato al Realismo Magico.

LOTTO 160 – Ubaldo Oppi, La jeune fille sentimentale, 1920-1922. Olio su masonite, cm 64×50

Proprio alla corrente tenuta a battesimo, nel nostro Paese, da Massimo Bontempelli, appartengono due pregevoli lavori di Ubaldo Oppi dei primi anni Venti: La Jeune Fille Sentimentale del 1920-1922 (lotto 160 – Stima: 50-70.000 euro) e L’Ingegnere del 1926 (lotto 162: stima: 30-40.000 euro), entrambi. Subito dopo, abbiamo un piccolo gioiello di Alberto Savinio, Centaurino (1950) valutato 40-60.000 euro.

LOTTO 163 – Alberto Savinio, Centaurino, 1950. Tempera su tela, cm 17,5×20

Mentre al lotto 174 troviamo, invece, un interessante lavoro di Salvatore Scarpitta datato 1949: Composizione (Io e mio padre), un olio su tela valutato 25-35.000 euro e che ci porta agli inizi della carriera dell’artista italo-americano.

Quello, per intendersi, dei primi anni romani di matrice espressionista prima e astratto-figurativa poi, che lo porteranno a sfociare nell’Informale e ad arrivare, così, alle tele estroflesse e alle sue famose “bende”.

 

LOTTO 174 – Salvatore Scarpitta, Composizione (Io e mio padre), 1949. Olio su tela, cm 81×75

Al lotto 175 abbiamo, poi, una composizione di Atanasio Soldati del 1950 (stima: 30-35.000 euro) che ci porta, rapidamente, al primo top lot del catalogo Cambi, il bellissimo Verso Matera di Giuseppe Santomaso del 1960 (lotto 181, stima: 100-150.000 euro).

LOTTO 181 – Giuseppe Santomaso, Verso Matera, 1960. Olio su tela, cm 162×130

Passato un bel lavoro di Enrico Baj del 1963 – Folla in Rivolta – arriviamo così ad una notevole sezione dedicata alle carte – matite ed acquerelli – di Giorgio Morandi dove spiccano due belle nature morte, rispettivamente del 1963 (lotto 199, stima: 40-50.000 euro) e del 1957 (lotto 2000, stima: 50-60.000 euro).

LOTTO 200 – Giorgio Morandi, Natura morta, s.d. 1957. Acquarello su cartoncino, cm 16×23,2

Sempre per quanto riguarda le opere su carta, il catalogo della casa d’aste genovese include anche due bei lavori di Oscar Kokoschka, Frutta (1948), e di Vasilij Kandinskij, Composition (1934), proposti ai lotti 201 e 202 con una valutazione di 25-35.000 euro e 45-55.000 euro.

Seguono un collage-frottage di Max Ernst del 1968 e un bel lavoro del 1966 di Emilio Isgro – presente anche con altre opere: Paolo e Francesca (Lotto 209, stima: 25-35.000 euro).

LOTTO 209 – Emilio Isgro, Paolo e Francesca, 1966. Carta fotografica montata su legno, cm 127×182

Continuando nella lettura del catalogo Cambi, veramente ricco di spunti e suggestioni, passano sotto i nostri occhi, lavori di Aldo Mondino, Piero Gilardi, Agostino Bonalumi, Arnaldo Pomodoro.  Fino ad arrivare a Non parto. Non Resto (lotto 226), biro di Alighero Boetti del 1979 valutato 100-150.000 euro.

LOTTO 226 – Alighiero Boetti, Non parto non resto, 1979 ca. Penna biro su carta, 2 elementi, cm 100×70 cad.

Sembre di Boetti abbiamo, infine, un bel lavoro su carta del 1978, Da cento a cento, preceduto da un pregevole lavoro del 1989, di Antonio Dias artista brasiliano, figura di spicco dei movimenti concretista e Tropicália. Insomma, anche Cambi per questo inverno ha messo insieme un catalogo di notevole interesse che fa ben sperare.

 

Nicola Maggi
Nicola Maggi
Giornalista professionista e storico della critica d'arte, Nicola Maggi (n. 1975) è l'ideatore e fondatore di Collezione da Tiffany. In passato ha collaborato con varie testate di settore per le quali si è occupato di mercato dell'arte e di economia della cultura.
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