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giovedì, Dicembre 8, 2022

Aste: ecco il catalogo di Martini Studio d’Arte

del

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Sono 181 le opere selezionate da Martini Studio d’Arte – che ha appena compiuto 10 anni di attività come casa d’aste – per la sua vendita n. 30 di arte moderna e contemporanea che sarà battuta, in due sessioni: sabato 15 ottobre alle ore 10 (lotti 1-96) e domenica 16 ottobre alle ore 13 (lotti 97-183). Dalla qualità mediamente alta, l’asta Martini di ottobre presenta una rosa piuttosto ampia di generi ed artisti all’interno della quale, però, è possibile individuare alcuni nuclei specifici dedicati alla Pittura Analitica e al Gruppo del Cenobio; alla Poesia Visiva, che ultimamente sembra essere oggetto di un rinnovato interesse da parte dei collezionisti italiani, e all’Arte Cinetica e Programmata. E proprio a quest’ultima corrente appartiene l’opera scelta per la copertina del catalogo: Reech, lavoro del 1973 di Victor Vasarely proveniente da una collezione privata e proposto con una stima di 60-80.000 euro.

Tra i lotti che saranno battuti nella sessione mattutina del 15 ottobre, ce ne sono 4 che meritano secondo noi un’attenzione particolare. Il primo porta la firma di Mino Ceretti. Fondatore, alla fine degli anni Cinquanta, del movimento del Realismo Esistenziale e protagonista del dibattito per il superamento dell’Informale che animò la scena milanese in quel periodo, Ceretti è presente nel catalogo Martini con un’opera del 1965Immagini di un giorno (lotto 23, stima di 3-4.000 euro), appartenente gli anni in cui inizia a lavorare nella direzione di una rinnovata ricerca figurativa con la necessità di rintracciare i valori costitutivi dell’atto pittorico, e al cui centro si collocano i problemi di frammentazione, di disgregazione e di riaggregazione dell’immagine.

LOTTO 23 - Mino Ceretti, Immagini di un giorno, 1965.
LOTTO 23 – Mino Ceretti, Immagini di un giorno, 1965.

Interessante anche il nucleo di opere legate agli artisti che, tra il 1962 e il 1963, composero  il cosiddetto Gruppo del Cenobio la cui ricerca prendeva le mosse, ancora una volta,  dall’esigenza di un superamento dell’Informale, il cui apice creativo si stava via via esaurendo. Il Gruppo – a cui tre anni fa è stata dedicata una importante retrospettiva al Palazzo delle Stelline di Milano (Il Gruppo del Cenobio – Nel segno del segno) –  era composto da Agostino Ferrari, Ugo La Pietra, Ettore Sordini, Angelo Verga e Arturo Vermi, tutti presenti nella prima sessione dell’asta anche se con opere appartenenti, principalmente, alle esperienze individuali sviluppate nei decenni successivi dai singoli artisti. Tra quelle storiche da segnalare 61 – 19, tempera su tela di Agostino Ferrari del 1961 (lotto 41, stima: 6-7.000 euro).

LOTTO 41- Agostino Ferrari, 61-19, 1961
LOTTO 41- Agostino Ferrari, 61-19, 1961

Più o meno a metà sessione, lotto 47, troviamo Continuità beta (1962) di Francesco Guerrieri, uno dei protagonisti delle ricerche gestaltiche, programmate e strutturaliste degli anni Sessanta e Settanta. Proposta in asta con una stima di 4-5.000 euro, l’opera precede, seppur di poco, la nascita del Gruppo 63 – fondato alla fine del 1962 con Lucia Di Luciano, Lia Drei e Giovanni Pizzo – ed è un buon esempio dei suoi lavori strutturalisti. Guerrieri è un artista che gira poco in asta e quest’opera è certamente la migliore vista nei cataloghi degli ultimi 8 anni.

LOTTO 47- Francesco Guerrieri, Continuità beta, 1962
LOTTO 47- Francesco Guerrieri, Continuità beta, 1962

Sfogliando le pagine di questa prima sessione, dopo alcuni lavori di Hsiao Chin ed uno, molto bello, di Tsai Hsia Ling (Senza titolo, 1957) incontriamo un interessante nucleo di opere di Poesia Visiva con un bel focus sul fiorentino Gruppo 70 che comprende lavori pregevoli di Sarenco, Lucia Marcucci, Lamberto Pignotti ed Eugenio Miccini. Di quest’ultimo, in particolare, viene presentata l’opera La rivolta del 1972 (lotto 72, stima: 10-12.000 euro) che è uno dei primi esempi della sua produzione tipica degli anni Settanta, in cui Miccini introduce nel suo lavoro, senza perdere la sua caratteristica matrice ideologica, i linguaggi della quotidianità e della cultura popolare, lavorando in particolare sul rebus.

LOTTO 72 - Eugenio Miccini, La rivolta, 1973
LOTTO 72 – Eugenio Miccini, La rivolta, 1973

Veniamo così alla sessione pomeridiana del 16 ottobre dove sono concentrate le opere più importanti dell’asta n. 30 di Martini Studio d’Arte. La vendita si apre con una ricca selezione di opere di Pittura Analitica. Qui indicare i lavori migliori non è facile, vista la qualità elevata di molti dei lotti presentati, tra cui diverse opere storiche di Paolo Masi, esempi di quelle Tessiture – come il Senza titolo del 1976 al lotto 101 – e di quei Cartoni che inizia a creare dal 1974/75 in poi e appartenenti agli anni di Zona, lo spazio no-profit gestito dal collettivo che lo vede al fianco di Maurizio Nannucci e Mario Mariotti. E se ai lotti 103 e 110 troviamo due interessanti lavori di Claudio Olivieri e Enzo Cacciola, un’attenzione particolare va riservata alle due delle opere di Elio Marchegiani presenti in catalogo e che sono tra i primissimi esempi delle sue celebri Grammature di Colore, entrambe del 1973: lotti 112 e 113 (stima: 15-20.000 euro). Come pregevoli sono i tre lavori storici di Giorgio Griffa – Verticale del 1977 (lotto 116), Obliquo del 1976 (lotto 117) e il il piccolo Obliquo del 1971 (lotto 122) – e Due strisce grigie modificate (1975, lotto 118) di Riccardo Guarnieri.

LOTTO 112 - Elio Marchegiani, Grammature di colore, 1973.
LOTTO 112 – Elio Marchegiani, Grammature di colore, 1973.

Si arriva così alla parte finale dell’asta quasi tutta dedicata all’Arte Cinetica e Programmata. Qui, oltre al Vasarely citato in apertura, interessante è il lotto 140: Doppia struttura quadrata in cartoncino argento (1964) di Manfredo Massironi, fondatore, assieme ad Alberto Biasi (presente al lotto 138 con una Dinamica Visiva del 1973), Ennio Chiggio, Toni Costa e Edoardo Landi, del Gruppo N che si scioglierà proprio nell’ottobre del ’64. Pregevole neanche il lotto 142: Ludoscopi. 173 – 174, Espansione ottagonale + traslazione curva – raccordo (1981) di Paolo Scirpa proposto con una stima di 30-40.000 euro.

LOTTO 140 - Manfredo Massironi, Doppia struttura quadrata in cartoncino argento, 1964
LOTTO 140 – Manfredo Massironi, Doppia struttura quadrata in cartoncino argento, 1964

Infine, tra gli ultimi lotti si segnala – oltre ad un piccolo nucleo di lavori di Tano Festa e Franco Angeli – Boxeurs, tela del 1965 a firma di Titina Maselli. Opera dall’importante curriculum espositivo e presentata in asta con una stima di 30-40.000 euro, Boxeurs è un esempio emblematico del suo lavoro degli anni Sessanta in cui riaffronta le tematiche tipiche degli inizi della sua carriera – in particolare del suo periodo newyorchese (1950-1955) – che ripropone però con una rappresentazione più fredda e piatta, attraverso l’uso di piani bidimensionali e colori antinaturalistici, costituendo così effetti che l’hanno fatta considerare prossima agli esiti della pop art.

 

Nicola Maggi
Nicola Maggi
Giornalista professionista e storico della critica d'arte, Nicola Maggi (n. 1975) è l'ideatore e fondatore di Collezione da Tiffany. In passato ha collaborato con varie testate di settore per le quali si è occupato di mercato dell'arte e di economia della cultura.
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