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Corrado Cagli. Tra sperimentazione e piacere dell’immagine: la Buy or Bid Sale di Bertolami Fine Art

del

Una mostra virtuale dedicata a Cagli, online fino al 30 dicembre

Fino al 30 dicembre Bertolami Fine Art, in collaborazione con la Galleria Emmeotto, presenta la mostra virtuale Corrado Cagli. Tra sperimentazione e piacere dell’immagine. L’esposizione, interamente ospitata sulla piattaforma digitale della casa d’aste, riunisce 43 opere con stime comprese tra 250 e 18.000 euro e propone una lettura ampia e strutturata del percorso di uno degli artisti più complessi e influenti del Novecento italiano.

La particolarità del progetto risiede nell’adozione di una modalità di vendita innovativa per il mercato italiano: la Buy or Bid Sale, un sistema ibrido che unisce la possibilità di acquistare direttamente l’opera con un meccanismo competitivo gestito in busta chiusa, rendendo l’esperienza d’acquisto più dinamica, flessibile e personalizzabile.

La Buy or Bid Sale: un nuovo modello per il collezionismo digitale

Bertolami Fine Art è tra le prime realtà italiane ad aver sviluppato un formato capace di integrare una mostra online con una modalità di vendita interattiva. La Buy or Bid Sale consente a ogni visitatore di scegliere come intervenire: chi desidera assicurarsi immediatamente un’opera può farlo tramite l’opzione Buy, che attiva un’acquisizione diretta al prezzo pubblicato.

Chi invece preferisce un approccio più strategico può utilizzare l’opzione Bid, presentando una propria offerta riservata che rimane sigillata fino al termine della mostra. Alla chiusura, il sistema compara tutte le offerte e assegna l’opera a quella più alta.

Si tratta di un meccanismo che introduce una dimensione nuova nel panorama italiano, collocandosi a metà strada tra asta e vendita privata. La possibilità di calibrare il proprio coinvolgimento, unita alla riservatezza delle offerte, rende il processo particolarmente adatto a un pubblico eterogeneo, da chi vuole comprare subito a chi preferisce muoversi con maggiore discrezione. Un approccio che dialoga bene con la figura di Cagli, un artista che ha attraversato il Novecento sperimentando linguaggi, supporti e processi.

Un modello pensato per un collezionismo sempre più digitale

Questa doppia modalità non è un semplice esperimento, ma un dispositivo attentamente studiato per incontrare un pubblico in evoluzione. I collezionisti internazionali, solitamente abituati a piattaforme rapide e flessibili, trovano un processo di acquisto immediatamente familiare; i collezionisti italiani possono invece avvicinarsi gradualmente a una forma più agile di transazione, senza rinunciare alla componente competitiva. 

L’obiettivo non è solo innovare, ma ampliare il raggio di azione del mercato dell’arte digitale, rendendo la fruizione e l’acquisizione delle opere più accessibili, snelle e adattabili ai diversi modi di collezionare.

Alcune opere sono già state aggiudicate, come L’attesa (lotto 10, 1950), venduta per 13.500 euro.

Lotto 10_Corrado Cagli_L’attesa, 1950

Le radici figurative: un linguaggio che sta cambiando

Il catalogo si apre con opere come Atleta (lotto 12, 1940), stimato 2.000 euro. Si tratta di un lavoro che conserva ancora la struttura della Scuola Romana, ma in cui già si percepisce una tensione interna, un superamento delle forme stabili che aveva caratterizzato gli anni Trenta. È un’opera che permette di capire come il passaggio all’astrazione non sia stato improvviso, ma frutto di una progressiva ridefinizione della figura.

Lotto 12_Corrado Cagli_Atleta, 1940

Il 1950 come soglia: Cagli dopo l’esilio

La parte centrale dell’asta ruota attorno ai lavori del 1950, anno cruciale nel rientro dell’artista in Italia e nella sua rielaborazione delle esperienze americane.

Kalamara (lotto 2), con una stima di 18.000 euro, rappresenta il vertice economico della vendita, ma non necessariamente il punto più “risolto” del percorso: più che un’opera definitiva, appare come un nodo dove gesto, simbolo e colore si sovrappongono senza cercare una sintesi. Lo stesso vale per Gabel il Gac (lotto 5, 16.000 euro) e per Migratori (lotto 7, 15.000 euro), opere che mostrano la densità di quel momento ma anche la sua irrequietezza.

Lotto 5_Corrado Cagli_Gebel il Gac, 1950

La presenza di più lavori dello stesso anno offre un’occasione rara: osservare come Cagli sperimenti soluzioni diverse senza abbandonare del tutto l’idea di composizione, mantenendo un equilibrio mobile tra struttura e improvvisazione.

Il rallentamento del gesto: Cagli a metà degli anni Cinquanta

Con Enigma agricolo (lotto 43, 1955), stimato 8.000 euro, il linguaggio si fa più controllato. Il riferimento agricolo del titolo non è illustrativo, e la materia non procede più per accumulo rapido. Le forme si compattano e suggeriscono una fase di maggiore concentrazione, come se l’artista stesse selezionando il proprio vocabolario visivo.
All’interno dell’asta, quest’opera introduce una pausa necessaria, una zona di transizione che permette di leggere in modo più articolato il passaggio dal gesto libero del 1950 al rigore analitico degli anni successivi.

Lotto 43_Corrado Cagli_Enigma agricolo, 1955

Il segno come struttura: Cagli negli anni Sessanta

Il percorso prosegue con lavori come Senza titolo (lotto 18, 1968), stimato 450 euro, e Anacrusi (lotto 30, 1968), valutato 500 euro. Qui il segno diventa un modulo, una ripetizione studiata, e il colore perde la funzione espressiva per assumere un ruolo più misurato.

In questa fascia si colloca anche l’aspetto più accessibile dell’asta: le stime più basse aprono la possibilità di acquisire opere che, pur essendo minori in termini di formato o tecnica, testimoniano una parte significativa della ricerca dell’artista negli anni della grafica d’arte e della serialità.

Lotto 30_Corrado Cagli_Anacrusi, 1968

Gli anni Settanta e un colore più meditato

Dalla fase matura proviene Jean Jacques Perroquet (lotto 3, 1974), pastello a olio stimato 9.000 euro. Il linguaggio qui appare più disteso: il colore non è più esplosivo ma calibrato, e la superficie non cerca la frattura bensì una coesistenza di toni e direzioni.
L’opera suggerisce un dialogo con la memoria del figurativo senza però rientrarvi del tutto, come se l’artista lavorasse per sottrazione su temi che in passato erano stati affrontati con maggiore intensità gestuale.

Un catalogo che non cerca l’effetto, ma la continuità

L’ asta Corrado Cagli di Bertolami Fine Art propone una lettura ampia e coerente della produzione dell’artista, evidenziandone le trasformazioni e le discontinuità.

La varietà delle stime tra 250 e 18.000 euro rende la selezione diversificata per pubblico e possibilità economiche, senza compromettere la qualità complessiva del percorso.
Il risultato è un catalogo che permette di osservare Cagli senza sovrapposizioni interpretative, lasciando al collezionista e allo studioso la possibilità di leggere un artista che, più che cambiare stile, ha attraversato il proprio tempo con un linguaggio in costante ridefinizione

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