Fotografia: i primi sei mesi italiani di Cartacea

del

Parliament Hill, nord-ovest di Londra. L’avventura di Cartacea parte da qui, da una collinetta nella zona meridionale di Hampstead Heath, ma soprattutto dall’entusiasmo e dalla passione per l’arte fotografica dei due fondatori, Enrico e Marco, che dal 2017 hanno focalizzato il proprio interesse verso la fotografia vintage e fine art di artisti storicizzati, con particolare attenzione a quelli italiani. Poi il grande passo e l’apertura, sei mesi fa, della sede italiana in quel di Bergamo.

“In questi anni Cartacea ha collaborato con interlocutori privati e istituzionali instaurando relazioni internazionali nella vendita di opere dal XIX secolo fino alla produzione contemporanea – mi spiegano i due fondatori – Questa esperienza si è concretizzata in uno spazio espositivo a Bergamo, aperto ufficialmente nel gennaio 2023, accanto alla Pinacoteca La Carrara e alla GAMeC“.

Una vista della sede di Bergamo di Cartacea Galleria

“Cartacea – aggiungono – si propone come luogo di promozione del linguaggio fotografico, anche attraverso una selezione di libri fotografici rari e fuori catalogo. Oltre ad offrire servizi di consulenza e valutazione e ricerca su commissione. Il calendario espositivo prevede collaborazioni con vari fotografi e la creazione di un dialogo tra il loro lavoro e le opere della nostra collezione”.

Un’avventura, quella italiana di Cartacea, iniziata ufficialmente il 27 gennaio scorso con l’inaugurazione di ZERO.VENTITRE Italian Photography from Carlo Naya to Olivo Barbieri, antologica dedicata ai maestri italiani della sperimentazione fotografica. Tra i lavori esposti, Flu Oscillante di Franco Grignani del 1932, Fotogramma di Luigi Veronesi e le polaroid di Paolo Gioli. Oltre a lavori come Misurazioni di Mario Cresci o quelli di documentazione del territorio di Mario Giacomelli, Italo Zannier e Paolo Monti.

Una vista della sede di Bergamo di Cartacea Galleria

Attualmente, invece, gli spazi di Via San Tomaso 25, ospitano Sub Finis Terrae, mostra che mette in dialogo l’artista visivo italiano Andrea Botto e le stampe cromogeniche vintage del progetto “Lime Hills” (1986-1991) di Naoya Hatakeyama, tra i più importanti fotografi giapponesi contemporanei. La mostra rimarrà aperta fino al 24 settembre, con un’unica avvertenza: la galleria riceve su appuntamento nelle giornate di giovedì, venerdì e sabato, orario 16:00-19:00.

Ricco, infine, il panorama degli artisti trattati dalla galleria: Olivo Barbieri, Gianni Berengo Gardin, Vincenzo Castella, Carla Cerati, Elio Ciol, Mario Cresci, Josef Ehm, Frank Eugene, Franco Fontana, Joan Fontcuberta, Francis Frith, Adam Fuss, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Paolo Gioli, Franco Grignani, Guido Guidi, Naoya Hatakeyama, Graciela Iturbide, Willy Kessels, Kusakabe Kimbei, Herbert List, Boris Mikhailov, Nino Migliori, Paolo Monti, Carlo Naya, Irving Penn, George Platt Lynes, Albert Renger-Patzsch, Paolo Roversi, Andres Serrano, Edward Steichen, Luigi Veronesi e Italo Zannier.

Nicola Maggi
Nicola Maggi
Giornalista professionista e storico della critica d'arte, Nicola Maggi (n. 1975) è l'ideatore e fondatore di Collezione da Tiffany il primo blog italiano dedicato al mercato e al collezionismo d’arte contemporanea. In passato ha collaborato con varie testate di settore per le quali si è occupato di mercato dell'arte e di economia della cultura. Nel 2019 e 2020 ha collaborato al Report “Il mercato dell’arte e dei beni da collezione” di Deloitte Private. Autore di vari saggi su arte e critica in Italia tra Ottocento e Novecento, ha recentemente pubblicato la guida “Comprare arte” dedicata a chi vuole iniziare a collezionare.

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