Corrado Cagli (1910-1976) è stato un artista italiano cruciale del Novecento, la cui traiettoria è definita da una straordinaria ecletticità e da un incessante rinnovamento formale. Fu per questo definito dalla critica l'”artista copernicano”.
Il Muralismo e la Scuola Romana
Nato ad Ancona nel 1910, Cagli si formò a Roma, dove emerse negli anni Trenta come figura di riferimento per la Scuola Romana. Il suo lavoro si concentrò inizialmente sulla pittura figurativa monumentale e sul muralismo. Nel 1930 realizzò l’affresco Battaglia del grano e nel 1933 pubblicò l’articolo programmatico “Muri ai pittori”, in cui invocava un’arte “ciclica e polifonica” a servizio dell’architettura. Tra il 1935 e il 1938 fu anche un attivo animatore della Galleria La Cometa a Roma.
L’Esilio, la Guerra e la Testimonianza
La sua carriera fu interrotta nel 1938 quando, essendo di origini ebraiche, fu costretto all’esilio a New York a causa delle leggi razziali. Arruolatosi nell’esercito americano, partecipò attivamente alla Seconda Guerra Mondiale. Un momento determinante della sua vita e della sua arte fu la liberazione del campo di concentramento di Buchenwald, dove eseguì una serie di drammatici disegni che documentano l’orrore. Dopo la guerra, prima di rientrare in Italia, fu co-fondatore del The Ballet Society (oggi New York City Ballet), per il quale lavorò come scenografo e costumista.
La Rivoluzione Astratta
Nel 1948 Cagli tornò a Roma e operò la sua svolta più radicale: abbandonò la figurazione per esplorare l’astrattismo informale e simbolico. Sviluppò un linguaggio innovativo basato sul segno e sull’esplorazione di dimensioni spaziali inedite, introducendo tecniche come le “tavolette magico-totemiche”. Il periodo del primo dopoguerra, in particolare l’inizio degli anni Cinquanta, è il culmine della sua ricerca astratta ed è il più ricercato dal mercato.
La sua attività, ricca di sperimentazioni e sempre legata a un profondo impegno civile, si concluse con lavori significativi come il graffito monumentale realizzato per il Museo Monumento al Deportato Politico e Razziale di Carpi(Modena) all’inizio degli anni Settanta. Cagli morì a Roma nel 1976.