Design da collezione: record d’asta, autenticità e valore artistico

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Il record d’asta di Sotheby’s e il rinnovato interesse per il design

Lo scorso 10 dicembre Sotheby’s ha fatto registrare un nuovo record d’asta per un’opera di design: l’Hippopotame Bar, pièce unique di François-Xavier Lalanne, battuto all’eccezionale cifra di 31,4 milioni di dollari. Se tale aggiudicazione può essere considerata per certi versi un unicum, è altrettanto vero che l’intero comparto del design sta attraversando una fase di ritrovato interesse globale, sostenuta da un collezionismo sempre più attento, consapevole e preparato.

La storia del design offre infatti molteplici esempi di come creatività e innovazione abbiano elevato oggetti di uso quotidiano a vere e proprie icone di stile. È questo il processo di legittimazione che consente a un oggetto di design di divenire opera d’arte, in virtù dell’accertamento di un intrinseco valore artistico che trascende la sola funzione.

Riconoscimenti culturali e istituzionali

Affinché tale riconoscimento avvenga, a prescindere da estetica e funzionalità, è necessario che sussistano oggettivi riconoscimenti culturali, come l’ottenimento di premi di rilievo, tra cui il prestigioso Compasso d’Oro, nonché riconoscimenti istituzionali, quali l’acquisizione dell’oggetto all’interno delle collezioni museali.

Questi elementi concorrono a sancire il passaggio dell’oggetto da prodotto industriale a bene culturale, attribuendogli una dimensione artistica riconosciuta e condivisa.

Tutela giuridica: design industriale e diritto d’autore

Se la registrazione di un oggetto di design presso l’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO), ente che sovrintende il registro dei disegni industriali, assicura il diritto esclusivo di utilizzazione commerciale per 25 anni da parte dell’azienda/designer, proteggendone l’aspetto prettamente estetico-formale, diverso è il regime applicabile nel caso in cui l’oggetto venga accreditato come opera d’arte.

In questo secondo caso, infatti, l’opera beneficia dell’applicazione del diritto d’autore, che tutela le opere dell’ingegno attraverso diritti morali, inalienabili, e diritti patrimoniali che si estendono fino a 70 anni dopo la morte dell’autore.

Autenticità, archivi e certificazioni

Ed è quindi l’ottenimento di un certificato di autenticità che fa dell’oggetto di design un bene esclusivo e ricercato nonostante l’insita componente seriale. Come avviene per le opere d’arte, gli archivi industriali o dei singoli designer giocano un ruolo fondamentale per la tutela della produzione in commercio.

E’ pertanto fondamentale poter risalire per ciascun oggetto ai disegni preparatori, ai prototipi o maquette, individuarne a ritroso la provenienza, ovvero i passaggi di proprietà. Fondamentale risulta inoltre lo studio dei materiali utilizzati per la creazione così da poter riconoscere eventuali inserzioni non coeve o addirittura identificare contraffazioni. Tali elementi concorrono a far acquisire valore di originalità e unicità ad oggetti multipli per definizione.

Trasparenza del mercato e attribuzioni

Eppure gli oggetti di design presenti sul mercato primario e secondario sono quasi sempre privi di tale documentazione in quanto l’ottenimento può risultare particolarmente complesso, talvolta oneroso e non sempre possibile.

La Francia ha pertanto adottato agli inizi degli anni Ottanta una normativa che uniforma le diciture fornite dagli esperti nei cataloghi d’asta, ovvero cosa si intende per “attribuito”, “nello stile di, alla maniera di” eccetera. 

In Italia ad oggi non sussistono ancora nomenclature definite e condivise, è tuttavia auspicabile e indice di serietà professionale che nei cataloghi d’asta vengano esplicitate le definizioni che accompagnano le didascalie degli oggetti, a garanzia di trasparenza e per tutelare quanto più possibile il mercato dalla circolazione indiscriminata di falsi.

Protezione etica ed economica del design

La ricerca di autenticità e originalità risulta di conseguenza quanto mai necessaria poter assicurare alle opere di design – che tanto hanno contribuito a disegnare i nostri immaginari domestici raccontando il susseguirsi delle epoche – una protezione valoriale non solo in senso etico ma anche economico.

Chiara Mastelli
Chiara Mastelli
Art consultant, ha all’attivo collaborazioni con gallerie, case d’asta e fondazioni. Specializzata in mercato primario e secondario con focus in arte moderna e contemporanea ha approfondito le differenti branche del sistema dell’arte attraverso un’ Alta formazione in diritto dell’arte presso Università Sant’ Anna di Pisa, un’ Alta formazione in Contemporary Art Markets presso Naba Milano e in curatela d’archivio d’artista presso AitArt Milano. E’ consulente per collezionisti privati e aziende.

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