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Entro il 16 giugno la domanda per accedere ai fondi per il funzionamento dei piccoli Musei

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Con l’avviso pubblicato lo scorso 16 maggio il Ministero della Cultura ha predisposto i criteri di riparto del fondo per il funzionamento dei piccoli musei istituito a fine 2019 con la Legge di Bilancio. Il fondo, per l’anno 2023, ha una dotazione di 2 milioni di euro e si rivolge ai musei regionali, provinciali, civici o privati, gestiti da soggetti pubblici o da Enti del terzo settore.

La finalità dell’intervento normativo è quella di sostenere alcuni specifici progetti predisposti dalle piccole istituzioni culturali, ossia quelle realtà che più di ogni altre custodiscono un patrimonio di storia, arte e conoscenza risultando pertanto profondamente legate al proprio territorio di riferimento.

La normativa in esame definisce quale piccolo museo, un’istituzione permanente aperta al pubblico, senza scopo di lucro e al servizio della società che effettua ricerche, colleziona, conserva, interpreta ed espone il patrimonio materiale e immateriale, avente entrate non superiori a 20.000 (ventimila) euro.

L’obiettivo del presente contributo è quello di analizzare i requisiti per accedere all’agevolazione in esame, le modalità di presentazione della domanda nonché le tempistiche per la ripartizione delle somme in oggetto.

I requisiti per accedere all’agevolazione

Per accedere alla misura in esame, occorre che i musei dispongano di una serie di requisiti di natura formale e sostanziale specificamente previsti dall’avviso.

Preliminarmente le istituzioni devono avere sede in Italia e aver adottato uno statuto o regolamento, in cui risulti l’istituzione dell’ente, la sua organizzazione e la sua missione. In aggiunta, come anticipato in premessa, è necessario che l’ente esprima un forte legame con il territorio e la comunità locale in cui ha sede, testimoniato ad esempio dalla specificità della collezione, dalle tematiche approfondite oppure dal contributo attivo della comunità locale, tra cui la collaborazione progettuale con gli istituti scolastici.

Proprio per dimostrare il ruolo anche sociale del presidio culturale, è necessario che l’ente abbia garantito l’apertura al pubblico per almeno 24 ore settimanali e abbia aver svolto negli ultimi due anni almeno cinque iniziative rivolte alla comunità.

Al fine di riuscire a raggiungere sempre di più un pubblico vasto e diversificato, è altresì richiesto come l’ente abbia attivato almeno una pagina social di comunicazione e promozione sia del museo che del territorio di riferimento.

Dopo aver definito i requisiti richiesti dall’avviso per poter accedere alla misura, i piccoli musei possono presentare domanda mediante la predisposizione di specifici progetti che progetti possono riguardare:

  1. il miglioramento del funzionamento ordinario del museo;
  2. la realizzazione di interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche;
  3. la implementazione della fruizione del patrimonio in esso contenuto;
  4. l’adeguamento alle norme di sicurezza;
  5. il potenziamento delle attività di comunicazione e di promozione, anche attraverso la creazione di un sito web del museo;
  6. la digitalizzazione del patrimonio nonché la progettazione di podcast e di percorsi espositivi funzionali alla fruizione delle opere e alla predisposizione di programmi di didattica telematica.

I progetti sopra evidenziati hanno quale finalità quella di consentire una maggiore fruibilità del museo, sia sotto profilo dell’esperienza fisica che di quella virtuale con la digitalizzazione del patrimonio culturale e la creazione di nuovi percorsi espositivi.

Modalità di presentazione della domanda e ripartizione dei fondi

Per quanto concerne le modalità di presentazione delle domande, le istanze di erogazione del contributo devono essere presentate esclusivamente sulla piattaforma disponibile sul sito web https://servizionline.cultura.gov.it.

Per quanto concerne il possesso del requisito di “Piccolo museo”, l’Ente sarà tenuto fornire un’autocertificazione mentre per la dimostrazione dei legami con il proprio territorio occorrerà predisporre una breve descrizione delle attività svolte con l’indicazione di almeno cinque iniziative, negli ultimi due anni, rivolte alla comunità locale nella quale opera.

Tra i requisiti previsti per il finanziamento del progetto, è altresì necessario allegare una relazione descrittiva sintetica, contenente la proposta progettuale, gli obiettivi attesi e un cronoprogramma.

Il termine per la presentazione delle domande è previsto entro le ore 12 del prossimo 16 giugno.

In conclusione, si segnala come le risorse sono ripartite in parti uguali tra tutti i soggetti e comunque il contributo erogato non potrà essere superiore a 10.000 euro per ciascun beneficiario.

Andrea Savino
Andrea Savino
Andrea Savino (n.1991) è un dottore commercialista e revisore legale di Torino specializzato in diritto e fiscalità internazionale. Membro della commissione economia della cultura del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, già presidente della commissione cultura dell'Unione Nazionale Giovani Dottori commercialisti, nonché membro della Commissione Internazionalizzazione e Fiscalità Internazionale dell’UNGDCEC - Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti e ricercatore dell’Istituto Universitario di Studi Europei (IUSE).

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