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martedì, Novembre 29, 2022

Gallerie d’arte: le mostre da vedere a marzo

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Tantissime le mostre inaugurate nelle gallerie di tutta Italia nelle ultime settimane e tante quelle in programma. Come ogni mese, anche per questo marzo ne abbiamo selezionate 10 che, a nostro avviso, dovreste proprio vedere.

Iniziamo, diversamente dal solito, da centro Italia e, più precisamente da Pistoia dove, fino al 26 marzo la Galleria ME Vannucci ospita la personale di Paolo Fabiani, curata da Pietro Gaglianò, I sette samurai: un grande progetto unitario che propone al pubblico il lavoro di un anno intero in cui l’artista si è impegnato nell’interpretazione del mondo eroico affrescato da Akira Kurosawa nel capolavoro cinematografico del 1954.

La sensibilità dell’artista, con la sua speciale attrazione per l’espressività della materia, incontra qui il mondo del regista giapponese dando forma a una serie di opere che estendono, in diversi formati e tecniche, una narrazione fortemente compatta, esteticamente e linguisticamente.

Lavori pittorici, sculture e una grande installazione invadono lo spazio della galleria e creano uno scenario che si muove costantemente dalla scala del paesaggio alla figurazione di stati emotivi e tensioni eroiche. 

François Morellet, Lamentable n. 2, 2005. Neon bianco, dimensioni variabili. Courtesy A arte Invernizzi, Milano. Foto Paolo Vandrash, Milano

La galleria A arte Invernizzi di Milano inaugura mercoledì 9 marzo alle ore 18 la mostra L’occhio critico, che si inserisce nella serie iniziata con L’occhio musicale (2014) e proseguita con L’Occhio Cinematico (2016) e L’Occhio Filosofico (2018). In questa occasione si rivolge lo sguardo non solo alle opere, ma anche a chi vuole mostrarle.

L’occhio critico è, ovviamente, quello del critico: quello di chi intende mostrare agli altri le opere, che ne indica la loro presenza e ne approfondisce la lettura. Ma occhio critico deve poter essere, anche, l’occhio di chi osserva le opere d’arte, scardinando l’ovvio e l’acquisito che c’è nel guardare.

Gli artisti esposti sono rappresentanti e protagonisti di diverse generazioni dell’arte contemporanea italiana e internazionale a partire dagli anni Cinquanta: Carlo Ciussi, Gianni Colombo, Philippe Decrauzat, Bruno Querci, Nelio Sonego, Elisabeth Vary, Gianni Asdrubali, Arcangelo Sassolino, David Tremlett, Rodolfo Aricò, Francesco Candeloro, Salvatore Scarpitta, Günter Umberg, Grazia Varisco, Riccardo De Marchi, Dadamaino, Lesley Foxcroft, François Morellet, Mario Nigro, Niele Toroni, Michel Verjux, Alan Charlton e Pino Pinelli. La mostra permette di individuare un fil rouge che attraversa il “fare” di ciascuno di essi pur nella loro individualità irriducibile.

Una vista della mostra Concretessa dell’Essenzialità alla Galleria Fumagalli di Milano

«Uno degli elementi più significativi dell’opera d’arte può essere il saper suggerire alcune esperienze essenziali. Questa capacità evocativa consente di rivelare realtà fondamentali e determinanti che si concretizzano e si articolano in ogni singola opera. La concretezza del fenomeno singolare con le sue qualità sensuali e l’organizzazione drammaturgica trasmette la visione dell’artista sull’essenzialità».

Il critico Lóránd Hegyi spiega così il tema della mostra attualmente in corso alla Galleria Fumagalli di Milano: Concretezza dell’essenzialità. Espongono: Maria Elisabetta Novello e Mattia Bosco, invitati a presentare un’opera nuova, specificatamente ideata per la Galleria e in dialogo con una imponente installazione del maestro Jannis Kounellis.

Una vista della mostra Sunflowers alla CAR DRDE di Bologna. ph © Silvano Tessarollo 

A Bologna, CAR DRDE presenta SUNFLOWERS seconda mostra personale di Alberto Scodro. Il progetto espositivo riunisce le più recenti elaborazioni scultoree dei “Sunflowers – Girasoli” realizzate dall’artista a partire dal 2020, tramite la tecnica della microfusione di metalli preziosi.

Il corpus di opere, per lo più inedite, è pensato in dialogo con il dipinto “Girasole” (1985) del pittore lombardo Giancarlo Vitali (Bellano, 1929 – 2018), gentilmente concesso dagli ArchiviVitali. La mostra sarà accompagnata da un testo critico di Geraldine Blais.

“E’ un processo che parte dalla terra: dal seme alla raccolta dei fiori, arrivando all’essicazione fino al montaggio con le cere, per finire poi con la fusione in metallo – spiega l’artista, parlando del suo lavoro -. Sunflower è un pensiero che riguarda la scomposizione e il rovesciamento della parola, Sun-flower, cioè vedere “il Fiore come Sole””.

Una vista della mostra di Goran Trbuljak, 45 Years of Non-Painting, alla P420 di Bologna

Sempre a Bologna, la Galleria P420 presenta 45 Years of Non-Painting, seconda mostra personale in galleria dopo quella del 2014 dell’artista croato Goran Trbuljak.

45 Years of Non-Painting è una mostra di pittura o, forse, sarebbe meglio dire una mostra di pittura attraverso gli innumerevoli tentativi negli anni da parte dell’artista di non dipingere.

La mostra delinea il percorso dell’artista attraverso un corposo numero di opere su tela che va dagli storici e più noti Sunday Paintings (1974) attraverso gli Hand-held painting, i Painted from side, i Jazz brush painting per fare qualche esempio e così via fino ai più recenti come Easel Paintings (2016-2018) o Sketch for sculpture (2019). In questi ultimi, Trbuljak richiama la costruzione formale della natura morta come la si trova tipicamente attraverso la storia dell’arte, creando composizioni scultoree con gli strumenti tradizionali della pittura.

Completano la mostra le Sentences, importanti opere su carta realizzate dall’artista tra il 1971 e i primissimi anni ’80. Realizzate su fogli A4 con una macchina da scrivere, queste poche e impersonali parole concentrate nella parte inferiore del foglio erano rivolte alla gente comune, ai visitatori delle mostre, e per lo più si riferivano all’arte e alla sua percezione. La selezione delle Sentences inserite in mostra, come “This text is my painting”, affronta, per coerenza, il tema della pittura.

Hyena, 70128, 2007, tecnica mista su tela, cm 80×120

Body positivity, body shaming, bellezza e nudo nella storia dell’arte sono solo alcuni dei contenuti della mostra collettiva Il corpo non mente. L’anima oltre il corpo nella pittura moderna, che si terrà alla Galleria de’ Bonis di Reggio Emilia fino al 16 aprile 2022.

Protagoniste dell’esposizione sono opere di importanti autori del Novecento storico italiano, come Renato Guttuso, Fausto Pirandello, Mario Tozzi, Emilio Greco, Franco Rognoni e Alberto Manfredi, affiancate da alcune ricerche di autori contemporanei, come Nicola Samorì, Hyena e Massimo Lagrotteria.

Gli artisti di questa rassegna, maestri della bellezza ed interpreti della realtà, raffigurano corpi imperfetti, asimmetrici, ipnotici, disarmonici. Corpi veri, molto carnali, non attraenti e idealizzati, ma reali, specchio di mille emozioni.

Una vista di Una pietra sopra, personale di Giulia Marchi alla galleria Metèria di Roma

A Roma, Matèria ospita, fino al 7 maggio, Una pietra sopra, la seconda personale di Giulia Marchi in galleria e la prima nella nuova sede. La mostra è accompagnata da un testo del critico e storico della letteratura Andrea Cortellessa. Una pietra sopra è per Giulia Marchi una riflessione sulla sua ricerca e sul percorso che ne ha caratterizzato le pratiche.

Si struttura come un archivio personale del suo lavoro la cui scala di misura viene invertita e messa in discussione, fino a diventare monumentale. Lana, marmo, ferro, carta, oro e testi sono esposti nella veridicità del loro carattere senza intermediazioni né di misura né di concetto, vengono rappresentati attraverso un linguaggio nuovo riferendo una lettura differente da quella praticata in lavori precedenti.

Con un processo di revisione Marchi mira a consolidare questi principi sia in termini metodologici che filosofici, rendendo evidente uno sfasamento della modalità di trattare materiali fondamentali alla sua ricerca. Questi non sono interpretati attraverso la mediazione fotografica, l’artista mira a nobilitarli, raccontandoli in un linguaggio alternativo, nato dalla volontà di misurarsi con lo spazio espositivo mediante un approccio sinestetico.

Giovanni Battimiello Check List 2022 Installation view ph. Danilo Donzelli

Spostandoci a Napoli la Shazar Gallery presenta Check List, personale di Giovanni Battimiello curata da Valentina Muzi. Check List è un lavoro sul controllo e sulle modalità con cui le persone si adeguano ai dettami del potere. Qui siamo in una delle situazioni in cui controllo e potere si esplicitano.

Gli scanner negli aeroporti di tutto il mondo controllano ciò che portiamo nella cabina dell’aereo. Ma prima di partire siamo noi stessi che ci adeguiamo al controllo, eliminando tutte le possibili interferenze al sistema.

La valigia è già trasparente…Tuttavia, quest’opera ha anche un lato positivo, intimo: ognuno di noi riempie la sua valigia con le proprie cose, così gli oggetti più utili, che hanno un significato intimo e affettivo. La pandemia, con tutte le sue problematiche (compresa la paranoia collettiva), ha dato un’ulteriore spinta alle dinamiche del controllo.

Giuliano Cardella, Sensa titolo.

Arriviamo così a Catania dove la Galleria Carta Bianca, dal 5 marzo prossimo, presenterà In my rooms, mostra personale di Giuliano Cardella e suggestiva esplorazone non solo come delle stanze dello studio dell’artista, ma anche ingresso nelle stanze segrete della mente dell’artista, un incursione nel suo incredibile mondo di sovrapposizioni, colori, segni, graffi e parole di un alfabeto sconosciuto.

Nicola Maggi
Nicola Maggi
Giornalista professionista e storico della critica d'arte, Nicola Maggi (n. 1975) è l'ideatore e fondatore di Collezione da Tiffany. In passato ha collaborato con varie testate di settore per le quali si è occupato di mercato dell'arte e di economia della cultura.
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