A Napoli la Galleria Andrea Ingenito Contemporary Art presenta ZEROZEROUNOZERO, una mostra dedicata alla ricerca di Gianfranco Chiavacci (Pistoia, 1936–2011), figura rigorosa e ancora poco valorizzata della sperimentazione artistica italiana della seconda metà del Novecento. Il progetto espositivo, inaugurato il 13 febbraio 2026 e visitabile fino al 28 marzo, segna anche l’avvio di una nuova collaborazione tra la galleria e l’Archivio Gianfranco Chiavacci, con l’obiettivo di approfondire e rilanciare criticamente l’opera dell’artista nel contesto contemporaneo.
Curata da Andrea Ingenito, la mostra propone una selezione di lavori che restituiscono la coerenza metodologica e la profondità teorica della pratica di Chiavacci. Autodidatta e distante da qualsiasi forma di espressionismo, l’artista ha sviluppato per oltre cinquant’anni un linguaggio fondato su sistemi visivi regolati, in cui l’immagine non è rappresentazione ma risultato di un processo logico e operativo.

Il titolo ZEROZEROUNOZERO richiama simbolicamente il codice binario e rimanda al principio strutturale che attraversa l’intera ricerca dell’artista. A partire dai primi anni Sessanta, dopo aver frequentato corsi per programmatori IBM, Chiavacci elabora infatti un metodo visivo basato su regole, moduli e variazioni, anticipando riflessioni oggi centrali nel dialogo tra arte, tecnologia e sistemi informativi. Pur ispirandosi alla logica informatica, l’artista non utilizza la macchina come strumento produttivo: ne interiorizza invece il pensiero come metodo per costruire l’immagine.
Le opere in mostra evidenziano un impianto teorico costante in cui positivo e negativo, pieno e vuoto, presenza e assenza si organizzano in strutture visive che rifiutano la rappresentazione. La pittura diventa così uno spazio di verifica concettuale, dove l’opera si configura come sistema e l’artista assume il ruolo di ricercatore.




