La collezione della Fondazione Zani: la storia degli oggetti preziosi che dovevano essere funzionali

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Immersa in un giardino curatissimo, con le stanze disposte intorno ad un impluvium trasformato in piscina privata e decorata con oggetti archeologici, statue in stile classico, busti cinquecenteschi e grandi coppe in marmi rari, la villa in stile romano accoglie i visitatori della collezione come in un film.

Camminando tra gli spazi dell’edificio, è affascinante vedere come le stanze siano rimaste immutate rispetto a quanto lasciato dall’ultimo proprietario e come le visite siano condotte senza limitazione o distanziamenti dagli oggetti, trasformando i visitatori in veri fruitori della casa.

D’altra parte era questa la logica con cui la collezione di Paolo e Carolina Zani è nata, seguendo per ben trentun’ anni il desiderio sui generis di ricerca di oggetti preziosi e decisamente rari. Disposta in perfetto ordine e ottimamente conservata, la selezione dei pezzi era funzionale alla necessità e al desiderio di utilizzare tutto: quindi le cassettiere di Maggiolini contengono gli arredi della tavola, le console Boulle gli oggetti di utilizzo quotidiano dei signori Zani, l’antico paravento cinese è diventato le ante del guardaroba e l’incredibile merletto di Burano orna la tavola da pranzo come una qualsiasi tovaglia.

Vi era un continuo scambio con esperti ed antiquari per cui i mobili e gli oggetti venivano provati, inquadrati nelle stanze e se non adeguati sostituiti con altri. Un vero e proprio modo di arredare e funzionalizzare esteticamente gi spazi, che ha portato ad avere solo una piccolissima parte di oggetti non esposti.

L’intervista al dottor Massimiliano Capella ci fa viaggiare all’interno della villa e ci fa scoprire un modo di collezionare di un tempo, elegante e di grande stile. Quando collezionare significa comprendere il valore culturale della propria passione, si possono raggiungere equilibri formali di alto livello e definire un valore unico – in senso culturale ed economico – a una raccolta che è molto di più di un banale “mettere insieme”.

Collezione da Tiffany
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