Mentre i riflettori sui Giochi Invernali 2026 iniziano a sedimentarsi nella memoria collettiva, Milano sceglie la via dell’arte contemporanea per cristallizzare il valore dello sport paralimpico. Ha inaugurato il 24 marzo, presso lo spazio Isola SET di Palazzo Lombardia, “Shapes / Forme – Sotto la stessa luce”, il nuovo progetto fotografico di Jacopo Di Cera curato da Maria Vittoria Baravelli.
L’esposizione, nata dalla sinergia tra Regione Lombardia, il Comitato Paralimpico Italiano e promossa da Procter & Gamble Italia, non è soltanto una celebrazione documentaristica. È, al contrario, un’operazione di sintesi estetica che punta a scardinare il preconcetto della disabilità attraverso la purezza del gesto atletico.
Una prospettiva zenitale sulla pluralità
La cifra stilistica di Di Cera si esplicita in una scelta di campo radicale: la ripresa zenitale. I 44 scatti, che coprono l’intero spettro delle discipline paralimpiche, ritraggono gli atleti perpendicolarmente dall’alto. Questa “distanza” geometrica trasforma il corpo in un elemento architettonico e il movimento in una forma astratta.
In un mercato dell’arte sempre più attento alle tematiche della DEI (Diversità, equità e inclusione), il lavoro di Di Cera si inserisce con autorevolezza. Le ombre, proiettate sulle superfici di gara, diventano co-protagoniste silenziose, raddoppiando l’identità del soggetto e trasformando la performance tecnica in un linguaggio universale. Il progetto, curato con rigore da Baravelli, si pone l’obiettivo di spostare lo sguardo: dal limite alla forma, dalla differenza alla pluralità.
La “luce democratica” e il ruolo dell’ombra
Proprio su questo cambio di prospettiva si innesta la visione curatoriale. Come osserva Maria Vittoria Baravelli, lo sguardo zenitale «sospende il giudizio e mette tutti sotto la stessa luce: una luce abbagliante, quasi democratica, che sembra annullare le gerarchie. Eppure, proprio dentro questa apparente uguaglianza, affiora ciò che la luce non è in grado di governare: l’ombra». L’ombra non nasconde, ma svela la variazione della forma, dimostrando che la normalità non è un modello unico, ma una pluralità di modi di stare al mondo.
A suggellare l’importanza culturale dell’iniziativa è il volume fotografico realizzato con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato Italiano, estensione naturale della mostra e memoria permanente di un atlante umano e atletico che non conosce barriere, ma solo forme in movimento.
Spazio Isola SET, Palazzo Lombardia (Via Galvani 27, Milano)
Dal 25 marzo al 7 aprile 2026






