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mercoledì, Gennaio 26, 2022

Le misure del decreto Sostegni per la cultura

del

Il decreto-legge n. 41 del 22 marzo 2021 ha introdotto nuove misure per contrastare il prolungarsi dell’emergenza coronavirus sull’economia (c.d. decreto “Sostegni”). Il decreto in esame è stato emanato un anno dopo il primo provvedimento emergenziale ossia il Decreto Cura Italia (decreto legge n.18 del 17 marzo 2020).

Tra le nuove misure contenute vi sono delle disposizioni per sostenere il mondo della cultura, un comparto in grande sofferenza per la perdurante chiusura imposta dalle misure di contenimento del contagio. Come dichiarato dal Ministro della Cultura Franceschini il settore merita ogni sostegno, perché esprime una parte notevole della nostra identità.

Le agevolazioni riguardano principalmente la previsione di indennità per artisti e lavoratori della cultura nonché la previsione di nuove risorse per musei, cinema ed imprese culturali.

 

Indennità per artisti e lavoratori dello spettacolo

Tenuto conto del perdurare dello stato di emergenza e soprattutto delle molteplici tipologie contrattuali presenti nel comparto della cultura, il decreto Sostegno ha ampliato la platea di beneficiari delle indennità.

Con il nuovo provvedimento infatti, potranno accedere al beneficio i lavoratori dello spettacolo che abbiano versato al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo almeno 30 contributi giornalieri a partire dal 1° gennaio 2019, con la percezione di un’indennità complessiva di 2.400 euro.

Per ottenere tale somma gli stessi non devono aver precipito nel 2019 un reddito non superiore a 75.000 euro (rispetto al precedente limite di 50 mila) e al contempo non essere titolari di pensione o di rapporti da lavoro dipendente a tempo indeterminato.

 

Fondi per musei, cinema e imprese culturali

L’articolo 36 del decreto Sostegni prevede uno stanziamento complessivo di 400 milioni di euro per alimentare i fondi di emergenza esistenti, ossia quelli introdotti dai precedenti decreti (Cura Italia e Rilancio).

Nello specifico la ripartizione delle risorse avverrà secondo il seguente stanziamento: 80 milioni di euro sono destinati al sostegno dei musei statali, 200 milioni di euro al fondo di parte corrente per il sostegno del cinema e dello spettacolo e 120 milioni di euro al fondo per il sostegno delle imprese e delle istituzioni culturali.

È bene ricordare come il decreto in esame abbia stanziato le risorse mentre il successivo riparto sarà definito dalle competenti direzioni generali del Ministero della Cultura mediante appositi decreti.

 

Le altre misure contenute nel Decreto

Sulla base di quanto contenuta nella nota del Ministero della Cultura, all’interno degli aiuti bisogna altresì comprendere la quota parte degli 11 miliardi di euro stanziati in favore delle partite IVA destinati a operatori e lavoratori autonomi del settore e la proroga delle diverse forme di cassa integrazione, che andranno al sostegno del reddito dei lavoratori dipendenti del comparto culturale e dello spettacolo.

Si segnala infine che con il decreto in esame, è stata prorogata fino al 31 dicembre 2021 la sospensione delle procedure autorizzative da parte delle Soprintendenze per tavolini di bar, caffetterie e attività di ristorazione.

Con l’entrata in vigore del Decreto, lo stanziamento degli interventi per la cultura ha raggiunto un ammontare di circa un miliardo di euro. Nonostante gli sforzi profusi alcune categorie sono ancora rimaste ai margini dei sostegni tra cui gli artigiani dell’arte ovvero mosaicisti, ceramisti e corniciai.

Saranno quindi necessari ulteriori provvedimenti e/o modifiche in sede di conversione, per non disperdere le grandi eccellenze culturali ed artistiche presenti nel nostro paese.

Andrea Savino
Andrea Savino (n.1991) è un dottore commercialista e revisore legale di Torino specializzato in diritto e fiscalità internazionale. Presidente della commissione cultura dell'Unione Nazionale Giovani Dottori commercialisti è anche membro della Commissione Internazionalizzazione e Fiscalità Internazionale dell’UNGDCEC - Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti e nel consiglio direttivo dell’Istituto Universitario di Studi Europei (IUSE).
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