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Mostre: settembre, si torna in galleria (e non solo)

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Lasciato (si spera) il caldo estivo alle spalle, è tempo di prepararsi ad una nuova stagione di mostre, fiere e aste. Iniziamo allora dalle prime con una selezione di appuntamenti che ci riporterà in contatto con le migliori gallerie d’arte italiane impegnate, in questo mese di settembre, sia tra le mura di “casa” che in esterno.

E’ il caso della terza edizione di Panorama, il progetto culturale che ITALICS – consorzio che raccoglie alcune tra le realtà più interessanti del nostro Paese – dedica con cadenza annuale ad alcune tra le località più straordinarie del nostro Paese e che quest’anno si terrà a L’Aquila dal 7 al 10 settembre.

Foto: Louis De Belle per Panorama L’Aquila

Il progetto espositivo, curato da Cristiana Perrella, prende spunto dalla suggestione del termine evocativo wit(h)nessing, coniato dalla teorica femminista, artista e psicoanalista Bracha L. Ettinger con l’intento di estendere il concetto di testimonianza allargandolo dalla dimensione individuale a quella collettiva, partecipativa. 

Dal Caffè Fratelli Nurzia al Casino delle Delizie Branconio, dal Castello Cinquecentesco a Palazzo Rivera, ma anche panifici, librerie, negozi di dischi, botteghe di restauro, oltre ai musei e ai palazzi nobiliari, fino alle piazze e al cielo sopra la città. Tutti questi luoghi
saranno abitati da opere di arte antica, moderna e contemporanea, restituendo una nuova immagine del capoluogo che per quattro giorni sarà animato da un ricco calendario di appuntamenti aperti al pubblico, performance e progetti speciali che si articola in 18 spazi, coinvolgendo più di 50 artisti e 56 gallerie.

Laura Pugno, Abendland, 2023, photographic print on cotton paper, 33×50 cm, courtesy dell’artista e della galleria Peola Simondi

Il 14 settembre prossimo, a Torino, con la mostra collettiva SIMBIOSI. Le interconnesse trame dei funghi, la galleria Peola Simondi inaugura la prima edizione di Post Scriptum, il format che caratterizzerà la sua stagione espositiva a partire da settembre. Curata dalla galleria in collaborazione con Laura Pugno, la mostra si focalizza sul mondo dei funghi e sulle incredibili connessioni che essi creano nel nostro pianeta. La loro presenza è fondamentale per la vita stessa dell’umanità.

Parlare di funghi e di micelio offre numerosi spunti di riflessione che spaziano dall’economia all’antropologia, dall’ecologia alle scoperte scientifiche che hanno rivoluzionato il campo della medicina. Ma soprattutto, parlare di funghi ci permette di mettere in discussione la nostra visione antropocentrica del mondo e di comprendere gli equilibri reali che regolano il pianeta in cui viviamo.
Gli artisti invitati a partecipare a questa prima edizione di Post Scriptum insieme a Laura Pugno (Trivero, 1975) sono Takashi Homma (Tokyo, 1962), Claudia Losi (Piacenza, 1971), Flaminia Veronesi (Milano, 1986).

Una vista della mostra Now Is Then And Then Is Now dell’artista israeliano-americano Shlomo Harush. Courtesy: Building

Spostandoci a Milano, fino al 17 ottobre la galleria BUILDING ospita la mostra Now Is Then And Then Is Now che, attraverso una selezione di circa trentacinque opere realizzate tra il 2002 e il 2023, ripercorre le tappe fondamentali dell’indagine dell’artista israeliano-americano Shlomo Harush, presentando i suoi principali interessi di ricerca e l’utilizzo di vari materiali quali gesso, carta e metalli.

Attraverso l’utilizzo di materiali che esprimono visivamente il cambiamento e il possibile decadimento, Harush racconta la condizione umana, ritratta nel suo stato di perpetua metamorfosi. L’artista raggiunge questo scopo creando un legame metaforico tra l’esperienza umana e le opere esposte in mostra, descrivendo attraverso le loro superfici ruvide e consumate le possibili variazioni e trasformazioni che avvengono nella personale storia di ognuno.

Una vista della mostra Mat Collishaw. Alluvion a cura di Danilo Eccher allestita negli spazi della Galleria M77

Sempre a Milano, la Galleria M77 presenta, fino al 15 ottobre, la mostra Alluvion a cura di Danilo Eccher, dedicata al racconto dell’artista e raffinato intellettuale britannico Mat Collishaw. Alluvion rappresenta il nuovo paesaggio plasmato dal materiale depositato dalle inondazioni d’acqua, così come i media digitali inondano la nostra quotidianità mutando le coordinate sociali attraverso le quali gestiamo la comunicazione, rendendoci dipendenti da un mondo sempre più meccanizzato e guidato dalla tecnologia; immagine che ritroviamo nella maggior parte delle opere di Collishaw.

L’artista, tra i massimi esponenti del gruppo dei YBA (Young British Artists) e celebre per il suo immaginario visivo perturbante, introduce lo spettatore all’interno di uno scenario multipercettivo e sensoriale nel quale convivono la vita e la morte, la luce e le tenebre. Un incontro, un dialogo tra opere e pubblico che l’artista pone su un confine sottile ed interrogativo, che lo avvolge in un mondo in bilico tra il familiare e lo scioccante, il poetico ed il morboso.

Alessandro Pessoli, Senza titolo, 2000, inchiostro, candeggina, tempera su carta, cm 40×50. Courtesy greengrassi London

Rimanendo il Lombardia, in provincia di Bergamo, l’autunno di The Drawing Hall si apre con Sandrinus, la personale di Alessandro Pessoli a cura di Matteo Mottin, visitabile dal 23 settembre fino al 21 ottobre. In questa occasione, Pessoli propone un allestimento pensato appositamente per lo spazio di Grassobbio (BG): le tavole originali del film di animazione Caligola vengono esposte per la prima volta per creare un’installazione totalizzante.

Caligola è un film di animazione a cui Alessandro Pessoli ha lavorato tra il 1999 e il 2002. Non si tratta di una storia di tipo tradizionale, non è un film con un arco narrativo chiaro e definito, ma è un lavoro che si presenta come un susseguirsi di elementi e situazioni relativi a una riflessione sulla vita e sul mistero della morte. Il progetto come sempre è accompagnato da un documentario prodotto da Yanzi srl in cui il regista Marco Marcassoli riprende l’artista al lavoro indagando la centralità del disegno nel suo processo di creazione.

Ziqian Liu , Light&Shadow #2, 2022. Stampa giclée, carta Hanemhule Photo Rag Dibond, cornice a cassetta in legno. Numerate e firmate su etichetta, certificato cm 75×50. Ed. 10 + 2 p.a.

A Bormio, fino al 7 ottobre prossimo, presso l’Hotel Meublè Sertorelli Reit è in corso la mostra dedicata all’artista Ziqian Liu intitolata Inner Eye, a cura di Claudio Composti e Paola Sosio Contemporary Art Milano. In esposizione una serie di autoritratti di medie e grandi dimensioni, realizzati a partire dal 2020, in cui la fotografa cinese accosta il proprio corpo a elementi naturali come fiori o frutta, in composizioni che esprimono – grazie al sapiente uso delle forme e dei colori – un senso di equilibrio e pacata contemplazione.

Se da un lato l’armonia raggiunta dalle scene di Ziqian Liu allude all’auspicio di un equilibrio tra l’essere umano e il mondo che lo circonda, dall’altro il lavoro della fotografa è fortemente introspettivo e intimo. Per l’artista, infatti, l’autoritratto è un modo per parlare a se stessa: il processo di costruzione dell’immagine – la composizione degli oggetti, il proprio posizionamento all’interno della fotografia – viene svolto in completa solitudine, in piena libertà e con tempi lenti, come lungo e lento è il processo di conoscenza di sé.

Un lavoro della sera Out of Spaces, dell’artista francese Marie Lelouche

Il 16 settembre prossimo a Venezia, la Galleria Alberta Pane di Venezia inaugura la sua stagione espositiva con la prima esposizione personale nella città lagunare dell’artista Marie Lelouche: Unforeseen Spaces. Interessata all’evoluzione delle forme nel loro contesto tecnico-culturale, l’artista francese lavora mediante un approccio multidisciplinare e con un’attenzione particolare alle pratiche di remix.

In occasione della mostra, Marie Lelouche presenta sia opere inedite concepite per lo spazio della galleria di Venezia, che lavori appartenenti a due serie preesistenti (Failed to Synchronize e Out of Spaces), create durante due residenze, rispettivamente a Fabbrica Alta a Schio (Italia) nel 2019 e al Les Tanneries – Centre d’art contemporain (a Amilly, Francia) nel 2021.

Gino Severini, la moda nel tempo, 1945

A Firenze, dal 13 settembre all’11 novembre, la galleria Tornabuoni Arte presenta la mostra “L’arte figurativa italiana: tra forma e figura”, un viaggio a tutto tondo nell’arte figurativa italiana del XX secolo, tra nature morte, paesaggi e figure umane. Dalle pennellate espressive di Giovanni Boldini alle composizioni evocative di Plinio Nomellini, dalla dinamicità delle forme di Gino Severini al simbolismo enigmatico di Giorgio de Chirico, fino alle suggestive composizioni di Giorgio Morandi, l’esposizione invita il pubblico ad immergersi nella complessità dell’arte figurativa, proponendo una rilettura inedita delle opere di questi grandi maestri del Novecento, che hanno apportato al panorama dell’arte novità fondamentali e che ancora oggi influenzano il contesto contemporaneo.

Un dipinto Matvey Levenstein

Arriviamo nella Capitale. A Roma, la Galleria Lorcan O’Neill, a partire dal 21 settembre, ospiterà la personale dell’artista russo-americano Matvey Levenstein: 10 New Paintings. Nato a Mosca nel 1960 e formatosi alla Yale school of art, Levenstein, oggi sessantenne, fa parte della corrente che negli anni ‘90 ha visto una riscoperta della pittura. La sua è una ricerca costante che si rifà alla tradizione. Tra i supporti utilizzati dall’artista oltre la tela e la carta, troviamo anche l’olio su rame, tecnica utilizzata dal XVI secolo per le sue caratteristiche fisiche, che donano una particolare brillantezza nei colori. 

Le nuove opere esposte a Roma rappresentano scene di interni e paesaggi tra New York e Orient, all’estremità della North Fork di Long Island. Realizzati con una tavolozza molto limitata, sono il risultato dell’accumulazione di svariati strati di pittura che vengono spesso raschiati in un paziente processo di creazione e distruzione che richiede diversi mesi di lavoro.

Catherine Opie, Blood grid #4, 2023 © Catherine Opie.

Concludiamo questo nostro primo appuntamento mensile con le mostre in galleria, con la personale di Catherine Opie alla Galleria Thomas Dane di Napoli: Walls, Windows and Blood. In esposizione, un nuovo corpo di lavori avviato dall’artista durante la residenza dell’artista all’American Academy in Rome nell’estate 2021 e incentrata sul tema ‘idea di Città’.

Durante il suo soggiorno, sostenuto dalla Robert Mapplethorpe Foundation, Opie ha concepito la sua ricerca sulla forma, la storia e l’architettura della Città del Vaticano. Affascinata dall’idea di questa città nella città, con un proprio stato di diritto, l’artista ha cercato di esplorare la politica di questo luogo, dando uno sguardo risoluto all’architettura del potere e al modo in cui potremmo dare un senso al cattolicesimo, alle sue strutture, alla portata e impatto in un’epoca in cui le ideologie e l’eredità del colonialismo vengono messe in discussione.

Nicola Maggi
Nicola Maggi
Giornalista professionista e storico della critica d'arte, Nicola Maggi (n. 1975) è l'ideatore e fondatore di Collezione da Tiffany il primo blog italiano dedicato al mercato e al collezionismo d’arte contemporanea. In passato ha collaborato con varie testate di settore per le quali si è occupato di mercato dell'arte e di economia della cultura. Nel 2019 e 2020 ha collaborato al Report “Il mercato dell’arte e dei beni da collezione” di Deloitte Private. Autore di vari saggi su arte e critica in Italia tra Ottocento e Novecento, ha recentemente pubblicato la guida “Comprare arte” dedicata a chi vuole iniziare a collezionare.

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