Giancarlo Politi, fondatore di Flash Art, protagonista dell’arte contemporanea

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La scomparsa di Giancarlo Politi chiude una stagione determinante dell’arte contemporanea italiana e internazionale. Politi non era solo un osservatore, ma ebbe un ruolo attivo nella costruzione del sistema dell’arte contemporanea, attraversando oltre mezzo secolo di storia con una presenza costante e spesso polemica.

Nato a Trevi nel 1937, si trasferì a Roma nel 1965. Due anni dopo (nel 1967) fondò Flash, che poi divenne Flash Art, una rivista bilingue italiano-inglese che fu una delle prime piattaforme editoriali a considerare l’arte contemporanea come un fenomeno transnazionale. In un’epoca in cui il sistema dell’arte italiano era ancora molto centrato su dinamiche locali, Politi capì l’importanza di creare una rete globale di relazioni, discorsi e legittimazioni. Nel 1970, spostò la sede a Milano e fondò la casa editrice Giancarlo Politi Editore, consolidando un progetto che sarebbe diventato un riferimento internazionale.

Con Flash Art, Politi ha giocato un ruolo determinante nella diffusione e nella storicizzazione di alcuni dei movimenti più importanti del secondo Novecento. Nel 1967, pubblicò il manifesto dell’Arte Povera firmato da Germano Celant, e nel 1974, ospitò i testi sulla Transavanguardia di Achille Bonito Oliva. La rivista è stata un luogo di scoperta e lancio per artisti come Maurizio CattelanJeff Koons e Marina Abramović, e per critici e curatori come Massimiliano Gioni e Francesco Bonami.

Nel 1975, Politi inventò ArtDiary, una guida internazionale di studi d’artista, gallerie, critici e istituzioni, che Andy Warhol definì “la bibbia dell’arte”. Le celebri “Lettere al direttore” e, più tardi, gli “Amarcord” testimoniano una voce non di rado tagliente e controversa capace di prendere posizione quando il consenso sembrava la via più semplice.

Il lavoro dell’editrice (e compagna) Elena Kontova è stato fondamentale per l’espansione internazionale della rivista, con edizioni in inglese, ceco-slovacca, francese, polacca, spagnola, cinese, tedesca e russa. Oggi, Flash Art resta in famiglia, guidata da Gea Politi e Cristiano Seganfreddo, a conferma di una continuità che è anche responsabilità storica.

Politi ha incarnato un’idea di critica come intervento diretto nel presente, non semplice commento ma azione.

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