Dal 2 maggio al 13 settembre 2026 il Museo di Roma a Palazzo Braschi ospita “Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati”, una grande mostra dedicata a uno dei più importanti registi della storia del cinema italiano. A dieci anni dalla sua scomparsa, Roma rende omaggio a un autore capace di raccontare il Paese con ironia, profondità e uno sguardo umano ancora oggi straordinariamente attuale.
L’esposizione rappresenta un viaggio immersivo nella vita e nell’opera di Ettore Scola, tra cinema, memoria e cultura italiana del Novecento. Il percorso espositivo accompagna il pubblico attraverso documenti inediti, fotografie, manoscritti, sceneggiature originali e materiali personali che restituiscono il ritratto completo di un artista poliedrico e raffinato.

Archivio Famiglia Scola
Un omaggio a Ettore Scola nel cuore di Roma
La mostra allestita al Museo di Roma a Palazzo Braschi celebra non soltanto il regista, ma anche l’uomo e l’intellettuale che ha saputo interpretare le trasformazioni sociali e culturali dell’Italia. Nato a Trevico nel 1931 e romano d’adozione, Ettore Scola ha costruito gran parte della sua poetica attorno alla Capitale, città che nei suoi film diventa protagonista assoluta.
Roma emerge infatti come uno spazio vivo, autentico e popolare, raccontato senza retorica ma con grande sensibilità narrativa. Dai quartieri periferici alle terrazze borghesi, il regista ha saputo descrivere sogni, contraddizioni e fragilità di intere generazioni.

Archivio Famiglia Scola
Un percorso tra cinema, satira e creatività
“Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati” si sviluppa attraverso tre sezioni tematiche che ripercorrono la carriera del maestro. La prima area è dedicata alla formazione del giovane Scola e agli anni trascorsi nella redazione del celebre settimanale satirico “Marc’Aurelio”, dove incontra figure fondamentali come Federico Fellini e Steno.
La mostra approfondisce poi il lavoro dello sceneggiatore, del disegnatore e del regista, mettendo in evidenza il suo talento nel trasformare l’osservazione della realtà in narrazione cinematografica. Tra i materiali esposti trovano spazio bozzetti, vignette e appunti che raccontano il processo creativo di un autore capace di cogliere i tic e le debolezze degli italiani con straordinaria lucidità.
Non mancano riferimenti ai grandi capolavori che hanno segnato la storia del cinema italiano, da “C’eravamo tanto amati” a “Brutti, sporchi e cattivi”, fino a “Una giornata particolare”. Film che ancora oggi rappresentano uno specchio profondo della società italiana.

Archivio Famiglia Scola
Materiali inediti e cimeli iconici
Uno degli elementi più affascinanti dell’esposizione è la presenza di documenti mai mostrati prima al pubblico. Fotografie, articoli di giornale, sceneggiature annotate e oggetti personali permettono di entrare nell’universo creativo di Ettore Scola in maniera intima e coinvolgente.
Tra i cimeli più significativi spiccano le storiche sedie da regista, la macchina da scrivere utilizzata dal maestro e il celebre trench indossato da Federico Fellini nel film “C’eravamo tanto amati”. Molti dei materiali provengono dall’archivio della famiglia Scola, custodito negli anni dal nipote Marco Scola di Mambro.
Il percorso espositivo è inoltre arricchito da filmati, documentari e contributi provenienti da Rai Teche, Archivio Storico Luce e Cinecittà, elementi che rendono la mostra un’esperienza immersiva e coinvolgente anche per le nuove generazioni.

Una mostra che racconta la storia dell’Italia
L’opera di Ettore Scola ha attraversato decenni cruciali della storia italiana, raccontando il dopoguerra, il boom economico, i cambiamenti sociali e le trasformazioni culturali del Paese. La mostra riesce a restituire tutta la forza narrativa di un cinema che ha sempre messo al centro le persone, le relazioni e la complessità dell’esistenza umana.
Il progetto espositivo si propone anche come occasione educativa e culturale, grazie ad approfondimenti e attività formative pensate per un pubblico ampio e trasversale. L’obiettivo è avvicinare le nuove generazioni a un autore che ha saputo coniugare impegno civile, leggerezza e grande capacità di osservazione.
La mostra è visitabile dal 2 maggio al 13 settembre 2026 presso il Museo di Roma a Palazzo Braschi, in Piazza San Pantaleo e Piazza Navona. L’esposizione è promossa da Roma Capitale con la curatela di Silvia Scola e Alessandro Nicosia e l’organizzazione di C.O.R. Creare Organizzare Realizzare, con il supporto di Zètema Progetto Cultura.




