ArtVerona 2026: una parentesi aperta sul futuro dell’arte

del

La 21° edizione di ArtVerona che si è tenuta dal 9 al 11 ottobre ha accolto visitatori, collezionisti e appassionati con un bilancio in crescita del 17%. Presenze che dimostrano la vivacità del settore, con gallerie e collezionisti sempre desiderosi di potersi incontrare e costruire un percorso di sperimentazione comune.

Proseguendo e ampliando la linea curatoriale inaugurata nel 2025 dalla nuova direzione artistica di Laura Lamonea – che ha posto al centro il concetto di “conversazione” e l’insieme delle relazioni che in una fiera si instaurano tra opere, artisti, gallerie, pubblici, collezionisti e istituzioni – l’edizione di quest’anno ha individuato nel “tra parentesi” la propria cifra specifica, nonché identità visiva: una riflessione sulla capacità del modello fiera di ridefinirsi continuamente.

La parentesi sospende il discorso, ma può anche approfondirlo, deviarne il ritmo e aprire possibilità ulteriori. È uno spazio di transito che interrompe una linearità per attivare nuove traiettorie.  In questa dinamica è racchiusa una potenzialità propria della fiera: quella di essere un connettore aperto e permeabile, capace di accogliere l’eredità della conversazione e i suoi sconfinamenti.

Questa prospettiva richiama anche il concetto di Intermedia, formulato alla fine degli anni Sessanta da Dick Higgins, artista e teorico legato a Fluxus, per descrivere pratiche che si collocano tra media e linguaggi tradizionali. Oggi risulta fondamentale non dare per scontate le modalità attraverso le quali guardiamo, interpretiamo e attribuiamo valore all’arte, anche all’interno di una fiera. Sotto questa luce, ArtVerona fiera può dunque porsi anche come un luogo di ricerca, capace di mettere in discussione abitudini consolidate e favorire incontri inattesi e approfondire determinate pratiche.

Il nuovo collezionismo ed il rapporto tra Arte e Impresa

Nel corso della nostra visita abbiamo chiesto a Giovanna Manzotti, curatrice della sezione STILL [per(formare) lo sguardo] se ArtVerona può essere considerata anche uno strumento per avvicinare al collezionismo un pubblico nuovo, più giovane e meno tradizionale rispetto ai visitatori già intercettati.

Secondo la sua analisi, nell’attuale contesto è difficile delineare un unico profilo di collezionista: è proprio nella diversificazione degli interessi e delle motivazioni che portano a scegliere un’opera che risiedono le diverse specificità. Accanto a chi colleziona da tempo, esiste un pubblico che si avvicina all’arte attraverso interessi culturali, affinità personali e il desiderio di entrare in relazione con ricerche artistiche di generazioni diverse. In Veneto, inoltre, è presente una componente imprenditoriale particolarmente dinamica, che si traduce anche in nuove forme di collezionismo, acquisizioni e sostegno ai premi promossi in fiera.

Le sezioni curate, public program, i progetti speciali in fiera e in città concepiti come un naturale prolungamento della fiera stessa possono contribuire a costruire un contesto variegato in cui anche chi non ha mai acquistato un’opera si senta inizialmente guidato e coinvolto. Avvicinare nuovi pubblici al collezionismo significa quindi anche promuovere una maggiore familiarità con l’arte e con le ricerche degli artisti, mostrando come “scegliere” un’opera possa essere prima di tutto una forma di interesse culturale, una presa di posizione e un modo concreto di sostenere il lavoro degli artisti e delle gallerie. ArtVerona è anche una fiera logisticamente “facile” per i pubblici, che possono visitare i due padiglioni espositivi senza avvertire quel senso di sovraccarico che spesso caratterizza le manifestazioni di più ampia scala, dedicando alle opere il tempo e l’attenzione necessari.

Per la sua storia, inoltre, ArtVerona è stata un contesto importante per la crescita di gallerie, artisti e professionisti del settore che, muovendo qui i primi passi, hanno poi consolidato negli anni il proprio posizionamento nel mercato dell’arte e nell’ambito della curatela.

Altro aspetto in crescente sviluppo è quello del rapporto tra Arte e Impresa: un dialogo tra che può diventare molto produttivo quando non si esaurisce in una forma di sponsorizzazione, ma dà origine a occasioni reali di scambio. L’impresa può contribuire a sostenere la produzione artistica, la ricerca e la circolazione delle opere; l’arte, a sua volta, può introdurre prospettive differenti, mettere in discussione modelli consolidati e aprire nuovi spazi di riflessione.

In questo senso, nel 2026 ArtVerona ha ampliato il proprio raggio d’azione attraverso InterFiera, un progetto che mette in relazione le diverse manifestazioni del gruppo Veronafiere e punta a creare un dialogo tra le aziende dei settori del vino e del marmo e il mondo dell’arte contemporanea. È un’occasione per far incontrare ambiti che condividono, seppure con modalità differenti, un rapporto con la materia, la ricerca e la cultura del progetto, aprendo la strada a nuove forme di collaborazione e sostegno alla produzione artistica.

A questi progetti si affianca la mostra omaggio a Carmelo Zotti, sostenuta dal Gruppo Euromobil, main sponsor di ArtVerona e sostenitore del nuovo Premio Gruppo Euromobil, dedicato alla valorizzazione di un artista under 35.

Tra i progetti innovativi portati dalle gallerie in fiera, oggetto di particolare interesse nel corso della manifestazione è stato quello di MA-EC Gallery che ha presentato ad ArtVerona HIC ET NUNC, un lavoro inedito di Andrea Crespi a cura di Alisia Viola, svelato per la prima volta in occasione della fiera.

Andrea Crespi, HIC ET NUNC. Curato da Alisia Viola

HIC ET NUNC si inserisce nella ricerca di Andrea Crespi sul rapporto tra figura, cultura visiva e trasformazione tecnologica. In questa nuova serie l’artista concentra l’indagine sulla dimensione temporale e sul modo in cui il cambiamento del corpo modifica anche la percezione di ciò che siamo stati e l’immaginazione di ciò che potremo diventare.

A conferma della sua dimensione internazionale, il progetto presentato in esclusiva ad ArtVerona sarà oggetto di presentazione anche a Shanghai nell’ambito della prestigiosa fiera West Bund Art & Design 2026.

L’attuale momento delle gallerie – il commento di Giovanni Bonelli (ANGAMC)

L’occasione di ArtVerona è stata anche proficua per chiedere un commento a Giovanni Bonelli, Vicepresidente dell’Associazione Nazionale Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea (ANGAMC) sull’attuale momento che stanno vivendo le gallerie d’arte.

Il punto di partenza è stata l’introduzione dell’IVA al 5% che dato stabilità e competitività ad un sistema dell’arte che rischiava altrimenti di perdere terreno rispetto ai competitors europei. Proprio grazie a tale introduzione, nuove gallerie estere sono pronte ad aprire a Milano e Torino alcune loro sedi.

Tuttavia, l’attuale contesto internazionale impone una riflessione anche nei rapporti tra fiere e gallerie. Secondo la sua visione, è necessaria una partnership per rendere proficua la collaborazione tra chi affitta gli spazi e le gallerie creando un dialogo continuo che superi la mera locazione degli spazi nel corso degli eventi.

Dal punto di vista delle misure fiscali, risulta oggi strategico l’ampliamento dell’Art Bonus anche agli investimenti in beni privati nonché una regolamentazione delle plusvalenze derivanti dalla cessione delle opere al fine di garantire un futuro stabile al mondo dell’arte.

Quest’ultimo punto rappresenta un elemento normativo importante in quanto permetterebbe di distinguere in maniera netta il collezionista – interessato al mero appagamento nel detenere l’opera – rispetto ai soggetti che sono mossi invece da un intento speculativo.

Andrea Savino
Andrea Savino
Andrea Savino (n.1991) è un dottore commercialista e revisore legale di Torino specializzato in diritto e fiscalità internazionale. Membro della commissione economia della cultura del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, già presidente della commissione cultura dell'Unione Nazionale Giovani Dottori commercialisti, nonché membro della Commissione Internazionalizzazione e Fiscalità Internazionale dell’UNGDCEC - Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti e ricercatore dell’Istituto Universitario di Studi Europei (IUSE).

Collezione da Tiffany è gratuito, senza contenuti a pagamento, senza nessuna pubblicità e sarà sempre così.

Se apprezzi il nostro lavoro e vuoi approfondire ancora di più il mercato dell'arte,
puoi sostenerci abbonandoti a

News Mercato Arte

Anticipazioni, trend, opportunità e segnali nascosti del mercato dell’arte

Ogni settimana, notizie, aste e analisi scelte per chi colleziona e investe con strategia.

 

Scopri di più!

Condividi
Tags

recenti

Oltre la mostra: il ruolo del curatore secondo Alisia Viola

Intervista ad Alisia Viola: il ruolo del curatore tra arte contemporanea, digitale, responsabilità sociale e le sfide del sistema dell'arte

Bernardo Siciliano: «La pittura deve sempre alterare l’immagine»

Mi è tornata in mente una frase di Robert Smith pronunciata ai tempi di Pornography, l’album dei Cure del 1982. Gli chiedevano che cosa...

Oggetti dal mondo. La ricerca artistica di Roberta Verteramo

Dalla conservazione alla scultura, dal bronzo alle resine: il percorso dell’artista e designer italiana nasce dall’incontro tra materia, viaggio e culture lontane. Al centro,...

Articoli correlati