La volontà di dominare e quella di resistere potrebbero avere la stessa origine? È da questa contraddizione che prende forma La Volontà, la mostra personale di Mélanie Matranga alla Galleria Solito di Napoli, a cura di Massimiliano Scuderi, visitabile fino al 20 novembre 2026.
Nel pensiero dell’artista, la volontà non è una forza univoca, ma un principio ambiguo, capace di esprimersi tanto nel desiderio di esercitare il potere quanto nella necessità di resistere. Come emerge dal dialogo con il curatore, queste posizioni non sono necessariamente opposte: possono condividere lo stesso fondamento e diventare interscambiabili, in un ciclo continuo di inversioni tra chi domina e chi subisce.
Le sculture di Mélanie Matranga tra corpo, desiderio e disagio

Alla Galleria Solito, questa riflessione prende forma attraverso sculture che attraggono e disorientano. Le opere illuminano lo spazio, ma possono anche abbagliare; invitano a essere utilizzate, pur lasciando emergere una sensazione di disagio. La loro funzione non è mai del tutto definita e il rapporto con lo spettatore diventa parte integrante dell’esperienza.
Per Matranga, il legame con gli oggetti riflette quello con il corpo, vissuto come luogo di frustrazione e vulnerabilità. Creare elementi che non siano ciò che sembrano significa mettere in discussione le aspettative legate alla forma e alla funzione, aprendo nuove possibilità di relazione con lo spazio e con gli altri.
La sua ricerca combina riferimenti all’architettura, al design, alla kink culture, al cinema e alla musica, dando vita ad ambienti immersivi in cui desiderio e finzione si intrecciano. Il confine tra realtà e immaginazione diventa permeabile, mentre lo spettatore è invitato a vivere fisicamente situazioni che oscillano tra intimità e rischio.
Dalla dimensione privata alla sfera politica
La dimensione politica del lavoro emerge anche attraverso parole come NEED, HOPE e SERVANT, che ricorrono nella pratica dell’artista sotto forma di slogan. Più che trasmettere messaggi definitivi, queste espressioni diventano contenitori aperti, capaci di accogliere interpretazioni individuali.
Nel dialogo con Scuderi, Matranga affronta anche il rapporto tra corpo, genere e spazio pubblico. Per un’artista donna, sostiene, l’esperienza intima non può essere separata dalla possibilità di essere riconosciuta e di occupare pienamente la sfera pubblica. In questa prospettiva, l’arte può contribuire a costruire condizioni di maggiore diversità e uguaglianza, mettendo in discussione le convenzioni che regolano la rappresentazione dei corpi e delle identità.
Nata a Marsiglia nel 1985, Mélanie Matranga vive e lavora a Parigi. Le sue opere sono state presentate in istituzioni internazionali tra cui Palais de Tokyo e il Museo d’arte moderna di Parigi, Nottingham Contemporary e Villa Vassilieff.
La mostra La Volontà, curata da Massimiliano Scuderi, è visitabile alla Galleria Solito, in piazza Enrico De Nicola 46, presso il Complesso ex Lanificio di Napoli, fino al 20 novembre 2026. In occasione del progetto è inoltre presentato il quinto numero della rivista NÉA, edita da iemme edizioni, con un’intervista inedita del curatore.





