Dal 14 ottobre al 23 dicembre, BUILDING GALLERY presenta una personale a cura di Federico Ferrari. Tre piani espositivi raccontano quindici anni di ricerca dell’artista georgiana attraverso pigmenti, foglia d’oro, bronzo e immagini bruciate.
C’è un’immagine che non si lascia fissare una volta per tutte, perché porta in sé il tempo che la consuma. È il principio che attraversa la ricerca di Sophie Ko, artista georgiana nata a Tbilisi nel 1981 e attiva a Milano, protagonista di Testimoni, la mostra personale che BUILDING GALLERY presenta dal 14 ottobre al 23 dicembre 2026, con la curatela di Federico Ferrari.
Articolata sui tre piani della galleria di via Monte di Pietà, l’esposizione riunisce circa sessanta opere, molte delle quali inedite, offrendo una panoramica della ricerca grafica, pittorica, scultorea e installativa sviluppata dall’artista negli ultimi quindici anni. Non una retrospettiva in senso tradizionale, ma un percorso che riprende e trasforma i nuclei fondamentali della sua pratica, mettendo al centro la relazione instabile tra materia, immagine e durata.
Pigmenti puri, foglia d’oro, corteccia d’albero, bronzo e residui di immagini bruciate costituiscono il vocabolario visivo di Ko. Nelle sue opere la materia non è un semplice supporto, ma una presenza attiva, sottoposta alla gravità e al mutamento. È il caso delle Geografie temporali, serie che da anni caratterizza il suo lavoro: composizioni in cui la materia si sposta e si ridistribuisce, lasciando che sia il tempo stesso a modificare l’immagine, in un processo sospeso tra creazione e distruzione.

Il percorso si apre a piano terra con Il Grembo (2026), scultura in marmo bianco che introduce la tensione tra origine e destino. Al primo piano, una foresta di occhi dipinti su corteccia d’albero e inseriti su tavole a foglia d’oro compone il nucleo di Testimoni (2026), accompagnato da presenze vegetali in bronzo. Lo sguardo si rovescia: le opere non si limitano a essere osservate, ma sembrano restituire a loro volta l’attenzione del visitatore.
Il riferimento al Polittico dell’Agnello Mistico dei fratelli van Eyck, realizzato tra il 1426 e il 1432, attraversa la struttura stessa della mostra. Come le ante del polittico rivelano progressivamente diversi registri narrativi e simbolici, così ciascun piano della galleria apre una nuova soglia di visione. Al secondo piano, il percorso raggiunge il suo culmine con Morte del Sole, della Luna e caduta delle stelle (2026), opera che richiama l’immaginario astronomico ed escatologico del miniaturista lombardo Cristoforo de Predis. Attorno a essa, le forme circolari ed ellittiche delle Geografie temporali suggeriscono una dimensione in cui il tempo storico sembra dissolversi in una durata più ampia.
Memoria e trasformazione diventano così gli strumenti attraverso cui Sophie Ko interroga la persistenza delle immagini e la fragilità delle forme. I suoi lavori si collocano in una zona di confine tra pittura e scultura, in cui il gesto artistico non consiste soltanto nel costruire un’immagine, ma nell’accettarne l’inevitabile trasformazione.

La mostra segna una nuova tappa nel percorso dell’artista, già protagonista di esposizioni in istituzioni e spazi espositivi italiani e internazionali, tra cui l’Estorick Collection of Modern Italian Art di Londra, il Museo Marino Marini di Firenze e Ca’ Pesaro a Venezia. Nel 2016 Ko ha ricevuto il Gran Premio della Pittura al MAC di Lissone.
In occasione dell’esposizione sarà pubblicato un catalogo con un testo di Federico Ferrari, un’intervista all’artista e contributi di Sergio Risaliti, direttore artistico del Museo Novecento di Firenze, e Daniela Ferrari, curatrice e conservatrice presso il Mart di Trento e Rovereto.
Sophie Ko. Testimoni
A cura di Federico Ferrari
14 ottobre – 23 dicembre 2026
BUILDING GALLERY, via Monte di Pietà 23, Milano
Orari: martedì-sabato, 10-19




