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giovedì, Dicembre 1, 2022

Balla, Burri e i tesori dell’arte italiana in asta dal Ponte

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Nel ricchissimo panorama di aste che caratterizza queste settimane a cavallo tra novembre e dicembre, non potrebbe che spiccare il catalogo messo insieme da Il Ponte che ha fissato la sua asta n. 590 di arte moderna e contemporanea per martedì 29 novembre alle ore 15.

109 i lotti messi insieme dal dipartimento guidato da Freddy Battino che si aprono con una selezione di opere futuriste a firma di Fillia, Enrico Prampolini, Fortunato Depero, Roberto Marcello Baldessari e Bruno Munari, di cui viene proposto l’interessante Auto in corsa del 1930-1935 (lotto 8, stima: 30-40.000 euro).

Un’opera, quella appena citata, che ci riporta gli albori della carriera artistica di Munari che, lo ricordiamo, debutta nel 1927 alla Galleria Pesaro di Milano in occasione della Mostra di trentaquattro pittori futuristi, mentre nel 1929 collabora con Anton Giulio Bragaglia alle scenografie per la messa in scena di Il suggeritore nudo di Marinetti, oltre a comparire tra i firmatari del Manifesto dell’aeropittura (1931).

Lotto n° 13 – Giacomo Balla, Linea di velocità + luce, 1925. Olio su tela cm 70×80.

In questa prima parte dell’asta è però Linea di velocità+luce di Giacomo Balla l’opera certamente più importante (lotto 13, stima: 150-200.000 euro). Questo piccolo olio su tela, infatti, è stato realizzato in un anno fondamentale per la carriera di Balla, quel 1925 che lo vede lasciare lo studio di via Paisiello e, artisticamente, rileggere in chiave futurista l’Art Déco; rilettura di cui anche il dipinto in catalogo dal Ponte è figlio e in cui alle premesse teoriche della pittura Déco si mescolano i temi del primo futurismo.

Futurismo a parte, il catalogo di quest’asta ha il pregio di dispiegare davanti ai nostri occhi il ricchissimo affresco della pittura italiana del primo Novecento, tra opere di Sironi, Fausto Pirandello – sua la tela Bagnanti del 1939 presente al lotto 19 (stima: 50-70.000 euro) -, Arturo Martini, Achille Funi, Cagnaccio di San Pietro, Massimo Campigli e Giorgio De Chirico, presente con I bagni misteriosi, olio su cartone del 1960 (lotto 25, stima: 80-120.000 euro).

Lotto n° 25  – Giorgio de Chirico, I bagni misteriosi, 1960 circa. Olio su cartone telato cm 49,8×40,1

Bellissimo il De Pisis al lotto 28 – Il giardino del Louvre (1947) – proposto con una valutazione di 10-15.000 euro – così come la Natura Morta (1940) a matita su carta, di Giorgio Morandi al lotto 31 (stima: 20-30.000 euro), a cui seguono carte preziose di Egon Schiele, Gustav Klimt, Lucian Freud e Joan Mirò di cui, al lotto 40, abbiamo la gouache L’oiseau s’envole vers la zone où pousse le duvet sur les collines encerclées d’or del 1952 (stima: 35-70.000 euro).

Lavoro, quest’ultimo, appartenente alla celebre collezione Jucker a cui l’asta del Ponte dedica un ricco omaggio che comprende anche una carta di Amedeo ModiglianiNudo virile semisdraiato verso destra del 1914 (lotto 41, stima: 30-50.000 euro) – e una seconda Natura morta di Morandi del 1960, sempre a matita su carta (lotto 42, stima: 20-30.000 euro).

Lotto n° 68  – Carla Accardi, Violarosso, 1963. Caseina su tela cm 97×146

Molto intriganti anche i lavori di Piero Manzoni inseriti in asta, dal Senza titolo (1957) in catrame su tavola al lotto 49 (stima: 20-30.000 euro), a quello del 1956 proposto con identica stima al lotto 61 e alla Linea m 4,89 del 1959 che troviamo in chiusura d’asta (lotto 108, stima: 80-120.000 euro). Di assoluto pregio, poi, il grande Violarosso (1963) di Carla Accardi che troviamo al lotto 68 e che fu esposto alla 45. Biennale Internazionale d’Arte di Venezia (stima: 100-150.000 euro).

Tre opere dopo ecco un altro dei top lot di questa asta: Homage to Square del 1964 di Josef Albers (lotto 71, stima: 100-150.000 euro) che ci guida verso quella che, a mio avviso, è una delle opere più belle di questa selezione: Intrasuperficie curva nera (1969) di Paolo Scheggi, opera di un’eleganza estrema che Il Ponte propone al lotto 73 con una stima di 80-100.000 euro.

Lotto n° 73  – Paolo Scheggi, Intersuperficie curva nera, 1969. Acrilico su tre tele sovrapposte cm 120x120x7

Tra le opere a firma di artisti internazionali, spicca invece, T1952-41 di Hans Hartung (lotto 78, stima: 150-200.000 euro), un’opera essenziale in cui, come scrive Gioele Marchis, la superficie è solcata da “segni neri come fendenti e sciabolate… una scarica di energia psichica e fisica”.

In un crescendo inarrestabile, si arriva così alla stupenda Combustione plastica (1961) di Alberto Burri (lotto 80, stima: 250-350.000 euro), opera a cui si attagliano perfettamente le parole di Tommaso Pincio: “E’ un immersione profonda nel mondo di un artista che ha rimodellato un materiale nuovo servendosi di un elemento antichissimo, il fuoco”.

Lotto n° 78 – Hans Hartung, T1952-41, 1952. Olio su tela cm 55×46

Seguono un lavoro del 1957 di Jean FautrierCroisillons, Tableau à 4 cotes (lotto 81, stima: 80-120.000 euro) -; la tela Per Colorado di Afro del 1967 (lotto 82, stima: 50-70.000 euro); uno smalto del 1973 di Mario Schifano (lotto 96, stima: 50-70.000 euro), fino ad arrivare a La metà del doppio, biro del 1979 di Alighiero Boetti (lotto 101, stima: 100-150.000 euro) che apre ad una bella sezione di lavori su carta dell’artista.

Nicola Maggi
Nicola Maggi
Giornalista professionista e storico della critica d'arte, Nicola Maggi (n. 1975) è l'ideatore e fondatore di Collezione da Tiffany. In passato ha collaborato con varie testate di settore per le quali si è occupato di mercato dell'arte e di economia della cultura.
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