3.3 C
Pesaro
domenica, Gennaio 23, 2022

Boetti, Cattelan e Christo: i tre “assi” dell’asta Martini di giugno

del

Ultima lettura catalogo di giugno tutta dedicata all’asta di arte moderna e contemporanea, in due sessioni, di Martini Studio d’Arte che il 22 e il 23 giugno batterà, complessivamente, 245 lotti.

Ancora una volta la casa d’aste bresciana è riuscita a mettere insieme una selezione di opere molto interessante che si apre con quello che è da sempre uno dei suoi cavalli di battaglia, ossia l’Arte Cinetica e Programmata.

All’inizio della prima sessione (lotti 1-129) troviamo così un bel cartone di Franco Grignani del 1962, Campo fenomenico bi-reticolare n. 12/A (lotto 1, stima: 10-15.000 euro) e, al lotto successivo, il bellissimo 206 A: opera in legno laccato di Marcello Morandini del 1974 (lotto 2, stima: 25-30.000 euro).

Al lotto 3 abbiamo, invece, un lavoro storico di Mario Ballocco: Stratificazione con effetto di profondità da cui la forma del 1960 (stima: 10-15.000 euro). Seguono una serie di lavori minori dei maggiori protagonisti di questo filone di ricerca.

 

LOTTO 3 – MARIO BALLOCCO, Stratificazione con effetto di profondità da cui la forma, 1960. Acrilico e tempera su legno, cm. 69,5 x 49,5     

Scorrendo le pagine della prima sessione, al lotto 36 troviamo un altro pezzo molto interessante: TS/L, opera del 1968 di Sandro De Alexandris che proprio in queste settimane è oggetto di un bel confronto con l’opera di Agostino Bonalumi nella mostra Nelle Pieghe della Storia curata da Marco Meneguzzo negli spazi della galleria 10 A.M. Art di Milano.

AL lotto 43 abbiamo invece un bel lavoro di Richard Smith: Four bites from the Apple (stima: 14-16.000 euro), realizzato nello stesso anno dell’importante mostra, Seven Exhibitions 1961-75, alla Tate di Londra ed esposto, nel 1978, a Ferrara in occasione della sua personale al Padiglione d’Arte Contemporanea.

Come ho già avuto modo di scrivere in passato, Smith è stato uno dei pittori più originali della sua generazione e uno dei più sottovalutati, anche se tra gli anni Sessanta e Settanta non gli è mancato il successo di mercato.  L’opera proposta dalla casa d’aste bresciana appartiene alla serie dei suoi Kite Paintings a cui lavorò tra gli anni Settanta e Ottanta e in cui la gravità, intesa come elemento poetico, è una componente chiave.

 

LOTTO 43 – RICHARD SMITH, Four bites from the Apple, 1975. Acrilico su 4 tele, bacchette di alluminio e corda, cm. 195 x 60 – 195 x 90 – 195 x 120 – 195 x 150

Cinque lotti più avanti troviamo poi un bel lavoro a collage su cartone di Pino Pascali del 1964 (lotto 48, stima: 30-35.000 euro) seguito da uno degli arazzetti più delicati di Alighiero Boetti, quel candido Sciogliersi come neve al sole del 1988 (lotto 49, stima: 80-120.000 euro) che richiama alla mente il doloroso Sciogliersi come neve al sole pensando a te e a noi, ricamato sulla cornice di una Mappa del 1983 e “dedicato” alla moglie Annamarie da cui si era da poco separato.

Subito dopo abbiamo, invece, una bachelite di Vincenzo Agnetti del 1971, artista che dopo un importante ritorno sul mercato negli anni del boom dell’arte italiana, sembra essere immeritatamente ripiombato un po’ nell’ombra (lotto 50, stima: 40-50.000 euro). Mentre con il lotto 53 facciamo, invece, un bel salto generazionale: qui troviamo, infatti, il neon del bravo Jonathan Monk La paura indica la direzione (stima: 15-20.000 euro).

 

LOTTO 49 – ALIGHIERO BOETTI, Sciogliersi come neve al sole, 1988. Ricamo su tela, cm. 21,5 x 20,5  

Arriva dalla Biennale di Venezia del 1978, invece, Urs Luthi – Inga Pin Lo studio. Lavoro del 1974 di Ketty La Rocca, artista grandissima che per il suo credo politico è stata per lungo tempo dimenticata dopo la morte avvenuta nel 1976. Un recupero, quello avvenuto dai primi anni Duemila, grazie al lavoro di Lucilla Saccà.

L’opera proposta appartiene all’ultima fase della sua produzione e a quelle Riduzioni che l’artista stessa definiva «una salutare rigenerazione che ogni immagine vive», un processo capace di far emergere una sorta di inconscio che riabilita l’immagine «in senso autentico perché individuale»: una definizione particolarmente calzante nel caso dell’opera dedicata a Urs Lüthi inserita nel catalogo Martini.

Subito dopo abbiamo, invece, Punizioni (non si deve fare la lotta di-in classe) lavoro del 1991 di Maurizio Cattelan (lotto 55, stima: 60-70.000 euro). Mentre al lotto 57 abbiamo una bella carta di Fabio Mauri: Dramaphone del 1976 (stima: 10-12-000 euro).

 

LOTTO 54 – KETTY LA ROCCA, Urs Luthi – Inga Pin Lo Studio, 1974. 1 fotografia b/n, 2 chine su carta, cm. 71,5 x 30,5

Il catalogo Martini prosegue così ad ondate, tra lavori minori ma pur sempre interessanti di artisti chiave della storia dell’arte del secondo novecento, e veri capolavori. Senza che manchino piccole chicche decisamente abbordabili come prezzo. E’ il caso dei lavori di Henry Chopin ai lotti 66-67.

Tra i lotti più interessanti di questa prima sessione, non manca Christo, del quale viene offerto Allied Chemical tower wrapped for 1. Time square New York del 1968 (lotto 71, stima: 80-120.000 euro). Bellissimo, poi, l’Archivio delle Ossessioni. L’acqua (1979) di Gianfranco Baruchello (lotto 74, stima: 40-50.000 euro).

Nella parte finale troviamo poi una ricca e interessante selezione di opere di Pittura Analitica – altro cavallo di battaglia di Martini Studio d’Arte – dove spicca il grande acrilico di Giorgio Griffa del 1978 al lotto 102, proposto con una stima di 80-100.000 euro e un bel cartone di Paolo Masi: Orizzontale bianco (linee) del 1974 (lotto 116, stima: 10-12.000 euro).

 

LOTTO 75 – GIANFRANCO BARUCHELLO, Archivio delle ossessioni. L’acqua, 1979. Box, cartone, ritagli di quotidiani e riviste, fotografie, tecnica mista, cm. 70 x 100 x 20

Si apre all’insegna dei primi del Novecento, invece, la seconda sessione (lotti 130-245) del 23 giugno, con opere futuriste e lavori di Mario Sironi e Felice Casorati. Al lotto 144, invece, abbiamo un bel lavoro di Ennio Morlotti, Nudo del 1970 (stima: 15-20.000 euro). Mediamente, però, questa seconda sessione appare meno intensa della prima.

Tra le opere più belle in catalogo, si segnala Il prezzo d’oro della vittoria, tela del 1961 di Pinot Gallizio (lotto 167, stima: 25-30.000 euro) e l’olio di Emilio Scanavino, Il mare della Liguria, del 1955 (lotto 173, stima: 50-60.000 euro).

Stupenda, infine, Le Soglie, scultura in grès di Nanni Valentini del 1979-80 (lotto 193, stima: 10-15.000 euro). Opera che precede la parte finale di questa seconda sessione, interamente dedicata ai multipli originali d’artista.

Nicola Maggi
Giornalista professionista e storico della critica d'arte, Nicola Maggi (n. 1975) è l'ideatore e fondatore di Collezione da Tiffany. In passato ha collaborato con varie testate di settore per le quali si è occupato di mercato dell'arte e di economia della cultura.
Condividi
Tags

recenti

“Il collezionismo è anche istinto”: intervista a Lorenzo Perini Natali

La sua raccolta è in continua espansione e sogna un giorno di poterla condividere con il pubblico.

Arte Fiera, le nuove date: 13-15 maggio 2022

Arte Fiera ha annunciato, questa mattina, le nuove date della sua quarantacinquesima edizione

Crypto Art: nasce a Milano l’Art Innovation Gallery

Nasce in Italia la prima galleria d'arte digitale che non ha una sede fisica e che cambia il modo di esporre le opere d'arte

Articoli correlati

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here