La vera star dell’asta Under the Influence, tenutasi ieri da Phillips de Pury, è lui: Kour Pour, artista anglo-iraniano di soli 26 anni salito agli onori della cronaca all’inizio dei quest’anno per il sold out, prima ancora dell’inaugurazione, della sua mostra presso la Untitled Gallery di New York.
Ancora una volta un artista giovanissimo, con una sola personale alle spalle, che vede, nell’arco di pochi mesi, crescere esponenzialmente il valore delle sue opere. A gennaio i suoi lavori – riproduzioni iperrealistiche di tappenti persiani – si aggiravano attorno ai 15mila dollari. Ieri mattina, a New York, un dipinto della stessa seria esposta a gennaio (Untitled, 2012-13), è stato aggiudicato per 90mila dollari (buyer premium escluso). Un incremento del 500% che, al pari di quanto avvenuto per altri artisti della sua generazione, ha ben poco di sensato se non interpretato alla luce della speculazione che affligge certi segmenti di mercato.
Detto questo, seguendo i risultati di un’asta certamente non esaltante, iniziano a lievitare i valori di mercato anche dei quattro giovani pittori astratti che aprivano la seduta: MG_852 (Internet Blue) di Michael Staniak se ne va per 15.000 dollari, contro una stima massima di 12 mila; decisamente meglio Michael Manning – che vede il suo Al Pastor Pakoras (2014) battuto per 26.250 dollari (stima massima 15 mila) – e Leo Gabin, il cui French Braid Tutorial del 2013 raggiunge i 35.625 dollari, ben al di sopra di quei 20 mila posti come aspettativa più alta pre-asta. Sale a quota 55.000, invece, Jean-Baptiste Bernadet con Untitled (Fugue XXV) del 2014: il dipinto partiva da un range di stima tra i 18 e i 22 mila dollari.
Va bene anche all’altro giovane rampante del mercato: David Ostrowski che, però, si mantiene ben al di sotto del suo valore di mercato (190-250 mila dollari). Tra le tre opere offerte in vendita, l’unico lampo è l’aggiudicazione di F (Gee Vaucher) del 2012. Presentato in catalogo con una stima tra i 50 e i 70 mila dollari, il dipinto è stato battuto a 123.800 (b.p. escluso). Rientra nelle aspettative anche Lucien Smith il cui dipinto Blazing Saddles del 2012 è stato battuto per 133.400 dollari contro una stima inziale tra gli 80 e i 120 mila. E se la cava Oscar Murillo, presente in catalogo con La era de la sinceridad series del 2012 venduto per 46.875 dollari. Il dipinto partiva da una stima tra i 30 e i 40 mila.
Niente da fare, invece, per The Agony and the Ecstasy (23) di Parker Ito che rimane invenduto. In questo caso, considerando che nel 2012 le opere di questa serie si aggiravano sui 5000 dollari, l’averla collocata in catalgo con una stima tra i 30 e i 40 mila non ha certo pagato. L’artista si rifà, comunque, con l’aggiudicazione per 32.213 dollari del dipinto Details – gradient – screensaver 3.0.jpg, stimato inzialmente tra i 15 e 20 mila. Opera, al dire il vero, non molto originale e che si colloca, stilisticamente parlando, a metà strada tra Alex Istrael e Thomas Ruff.
Saltano poi all’occhio i 75.000 dollari dell’aggiudicazione di Artex Painting (2012), dipinto dell’artista inglese Dan Rees (1982). L’opera era in catalogo con una stima tra i 35 e i 40 mila dollari. Buon risultato anche per Mark Hagen (1972), il cui To be titled (Additive Painting #98) del 2012 è stato battuto per 39.375 dollari contro una stima massima che lo dava a 18mila.
Infine, si salva Marcello Lo Giudice, unico italiano inserito in catalogo assieme a Michelangelo Pistoletto: il suo Rouge/Red del 2010 è stato aggiudicato per 15 mila euro centrando così le aspettative pre-asta. Lo Giudice, assieme a Luca Pignatelli, è uno dei pochi italiani emergenti a tenere alto il nome della nostra arte nella aste internazionali. Ma stiamo parlando di una persona nata nel 1957, ben più matura rispetto ai suoi “avversari”. E questo la dice lunga sulla fatica che i nostri artisti devono fare per arrivare a certi livelli di mercato.