Il 1° dicembre, negli spazi del Mudec di Milano, è stata presentata la seconda edizione di BCC Arte&Cultura, il progetto del Gruppo BCC Iccrea che intreccia patrimonio artistico, committenza diffusa e relazione con le comunità locali. Dopo l’avvio nel 2024 del museo diffuso delle collezioni delle Banche di Credito Cooperativo, il programma entra ora in una fase di consolidamento, orientando con maggiore decisione la propria attenzione verso gli artisti emergenti italiani.
Una mappatura nazionale degli artisti emergenti
L’edizione 2026 si fonda su una selezione di oltre cento artisti emergenti under 35 individuati attraverso due anni di studio visit, analisi di portfoli e ricognizioni delle ricerche più recenti.
Il lavoro curatoriale è guidato da Cesare Biasini Selvaggi, affiancato da un comitato scientifico composto da Mario Bronzino, Simone Ceschin, Anna Mostardi e Matteo Scabeni. Una squadra che ha scelto di leggere la scena emergente non come fenomeno omogeneo, ma come geografia in movimento, modellata dalle specificità territoriali.
Cesare Biasini Selvaggi ha spiegato il senso profondo di questo approccio: “Futuri Emergenti Italiani di BCC Arte&Cultura è stato concepito nella convinzione che, in un’epoca come l’attuale, siano sempre più necessarie reti diffuse di incontro e partecipazione. Per la circolazione di idee, progetti, forme di sostegno, di valorizzazione e di partenariato, a partire dalla creatività contemporanea dei più giovani e da luoghi spesso lontani dai grandi circuiti dei sistemi dell’arte e della cultura.“
Da aprile a dicembre 2026, le opere dei selezionati saranno esposte in una rete di mostre personali diffuse lungo tutto il Paese. Le sedi espositive non saranno musei tradizionali, ma filiali, palazzi storici e fondazioni legate alle BCC, spesso situate in aree interne prive di infrastrutture culturali. La banca assume così il ruolo di luogo espositivo inatteso, avvicinando l’arte contemporanea a pubblici normalmente distanti dai principali circuiti.
Radici e memorie come materiali critici
Una delle linee più interessanti del progetto riguarda il rapporto tra ciascun artista e il proprio territorio d’origine, che diventa matrice concettuale e narrativa. Per alcuni si tratta della prima occasione espositiva “a casa”, occasione che favorisce una riflessione sulla memoria come strumento critico più che nostalgico.
Nei lavori emergono temi come trasformazione sociale, identità, senso di luogo, declinati attraverso pittura, fotografia, scultura, installazioni, linguaggi digitali e pratiche interdisciplinari. Un dato significativo riguarda il sistema dell’arte: circa metà degli artisti selezionati non ha una rappresentanza galleristica stabile. È un quadro che mette in evidenza quanto la scena emergente italiana sia ancora fluida, autonoma e in parte marginale rispetto ai circuiti commerciali.
Il patrimonio storico delle BCC e le nuove acquisizioni

Accanto alla produzione emergente, BCC Arte&Cultura continua a espandere il proprio museo diffuso, che oggi raggiunge le 150 opere. Tra le novità presentate al Mudec spiccano l’inedito “Abbraccio” di Virgilio Guidi, rinvenuto nelle collezioni Iccrea, e un dipinto anonimo che racconta la destituzione del doge Francesco Foscari. Due lavori che testimoniano la stratificazione temporale e narrativa del patrimonio artistico custodito dalle BCC, capace di dialogare con le ricerche contemporanee.
Cultura come infrastruttura nei territori
Il progetto si inscrive nella visione del Gruppo BCC Iccrea che integra la cultura nella dimensione ESG+, riconoscendone il ruolo nei processi di sviluppo sociale.
A tal proposito, il Direttore Generale del Gruppo BCC Iccrea, Mauro Pastore, ha evidenziato il posizionamento strategico del programma: “Il modello di sviluppo sostenibile dell’economia globale ha integrato la cultura… In questa direzione, il nostro programma di sviluppo sociale e culturale BCC Arte&Cultura consolida la sua impronta sostenibile, policentrica e di contrasto alle disuguaglianze e quest’anno è al fianco delle nuove generazioni, per renderle protagoniste in tutti e tre gli ambiti di attuazione del progetto: arte, scuole, lettura.”
La capillarità delle BCC permette una distribuzione culturale diffusa, raggiungendo comunità lontane dalle istituzioni museali e sostenendo un modello di partecipazione che attraversa l’intero Paese.
Il lavoro editoriale si articola su due fronti: il progetto prosegue con la pubblicazione dell’edizione ampliata del catalogo “L’Arte dei Territori. Lavori e capolavori della maestria italiana nelle collezioni delle Banche di Credito Cooperativo” e, in parallelo, prevede la creazione del primo catalogo dedicato agli artisti emergenti, “Futuri Emergenti Italiani”, entrambi in uscita nel 2026 per ECRA. Quest’ultimo, più che un semplice strumento divulgativo, si propone come archivio critico di una scena emergente in evoluzione. Pur rimanendo centrato sull’arte contemporanea, il progetto prosegue anche con le iniziative rivolte alle scuole e alla lettura, che accompagnano l’edizione 2026 senza sottrarne centralità al nucleo espositivo.
Una committenza diffusa come modello alternativo
BCC Arte&Cultura si conferma come un laboratorio di museo diffuso, in cui committenza, territori e ricerca artistica costruiscono un modello alternativo rispetto ai poli espositivi tradizionali. La forza del progetto risiede nella capacità di sostenere la sperimentazione degli artisti emergenti senza irrigidirla, creando un dialogo fertile tra patrimonio storico e nuove produzioni. Un approccio che, se mantenuto nel tempo, potrà incidere in modo significativo sul modo in cui l’arte contemporanea viene prodotta, vista e interpretata in Italia.
Il Presidente del Gruppo BCC Iccrea, Giuseppe Maino, ne ha sintetizzato la visione:
“Con questo progetto rinnoviamo l’impegno del Gruppo BCC Iccrea per la crescita culturale dei territori e per lo sviluppo di comunità aperte, inclusive e sostenibili… Abbiamo impresso un’accelerazione e realizzato un desiderio: dare opportunità alle nuove generazioni, alla loro maestria, al loro modo di imparare, al modo di leggere e di riscrivere la nostra storia.“




