In un mondo digitale spesso accusato di superficialità, Benedetta, l’anima dietro il progetto “Artefacile“, rappresenta l’eccezione che riscrive le regole. Siamo andati a trovarla nel suo studio perché oggi è una delle creator più profittevoli e seguite del settore.
In questa intervista scopriamo come una giovane studentessa di provincia sia riuscita, partendo nel pieno della pandemia, a trasformare la divulgazione culturale in un fenomeno di massa. Dalle prime spiegazioni registrate con uno smartphone ai palchi dei teatri italiani — dove registra il tutto esaurito con un pubblico che va dagli studenti di liceo ai collezionisti senior — Benedetta ha dimostrato che la cultura non è un privilegio per pochi, ma un diritto di tutti.
Durante la nostra chiacchierata emerge come dietro il successo non ci sia solo il caso, ma uno studio rigoroso che unisce la storia dell’arte al marketing e alla tecnica video, con l’unico obiettivo di rendere “commestibile” la bellezza. Tra riflessioni sul ruolo dell’arte contemporanea e consigli sulle mostre da non perdere, Benedetta racconta con onestà cosa significhi oggi fare cultura senza “santi in paradiso”, parlando al cuore di una comunità vastissima e incredibilmente eterogenea.
Guarda l’intervista integrale qui sotto:




