Il mercato dell’arte internazionale si prepara a un evento senza precedenti per la prossima stagione primaverile di New York. A maggio, Christie’s presenterà tre pietre miliari del Novecento provenienti dalla prestigiosa raccolta di Agnes Gund, iconica mecenate e già presidente del MoMA, scomparsa lo scorso settembre. Le opere, firmate da Mark Rothko, Cy Twombly e Joseph Cornell, saranno i lotti di punta della celebre 20th/21st Century sale series, con una stima complessiva che supera i 123 milioni di dollari.
Il ritorno sul mercato di un Rothko monumentale

Il protagonista assoluto dell’incanto è indubbiamente il monumentale “No. 15 (Two Greens and Red Stripe)” di Mark Rothko. Dipinto nel 1964, il quadro rappresenta l’apice della maturità dell’artista, caratterizzata da tonalità oscure e vibranti che preludono alla spiritualità dei suoi ultimi anni. Acquistato dalla Gund direttamente nello studio di Rothko nel 1967, il lavoro è rimasto nella sua collezione privata per quasi sessant’anni, diventando il cuore pulsante della sua dimora. Con una stima di circa 80 milioni di dollari, l’opera si candida a sfidare il record d’asta dell’artista, essendo uno dei pochissimi esemplari di tali dimensioni ancora in mani private tra quelli acquisiti direttamente dall’autore.
L’energia di Twombly e il lirismo di Cornell

Ad affiancare il colosso dell’Espressionismo Astratto nella vendita di maggio troviamo l’energia gestuale di Cy Twomblycon un “Untitled” del 1961. Realizzato durante il cruciale soggiorno romano dell’artista, il dipinto è un vortice di segni e stratificazioni che fondono l’astrazione americana con la memoria del mito mediterraneo, con una stima che oscilla tra i 40 e i 60 milioni di dollari. Completa il trittico il lirismo surrealista di Joseph Cornell attraverso “Untitled (Medici Princess)” del 1948. Questa iconica scatola della serie delle Medici Slot Machines, stimata tra i 3 e i 5 milioni di dollari, testimonia l’eclettismo di una collezionista capace di spaziare dal monumentalismo alla miniatura poetica.

L’eredità di Agnes Gund tra arte e filantropia
L’asta di maggio non celebra solo tre capolavori, ma l’eredità di una donna che ha ridefinito il ruolo del mecenatismo moderno. Agnes Gund ha donato oltre 800 opere al MoMA e ha trasformato l’arte in uno strumento di giustizia sociale, come dimostrato dalla storica vendita del “Masterpiece” di Lichtenstein per finanziare la riforma carceraria. La rarità di questi nuovi lotti, unita a un pedigree impeccabile, promette di attrarre i principali attori del mercato globale durante la vendita 20th/21st Century. Prima dell’asta a Rockefeller Center, i capolavori di Rothko e Twombly saranno protagonisti di un tour mondiale che toccherà le piazze di Londra, Parigi e Hong Kong.




