Classic Week Dorotheum: una veduta inedita di Bellotto e i gioielli Cartier Panthère all’asta

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Dal 20 al 22 ottobre, a Vienna, Dorotheum propone un calendario di vendite che spazia dai dipinti antichi alle arti decorative, fino al collezionismo di lusso.

Una veduta di Vienna dipinta da Bernardo Bellotto, rimasta finora sconosciuta, e una raccolta di gioielli e accessori di alcune delle maison più riconoscibili del lusso internazionale. Sono due delle storie al centro della Classic Week di Dorotheum, in programma a Vienna dal 20 al 22 ottobre 2026, che riunisce appuntamenti dedicati a diverse aree del mercato dell’arte e del collezionismo.

Il calendario si apre il 20 ottobre con un’asta di mobili e antiquariato, vetri e porcellane. Il giorno successivo sarà la volta dei dipinti antichi, mentre il 22 ottobre, accanto a una vendita di dipinti dell’Ottocento, è in programma The Art of Luxury, una selezione di oggetti provenienti da un’importante collezione privata tedesca.

Bernardo Bellotto e la riscoperta della Karlskirche di Vienna

Il 21 ottobre, l’asta di dipinti antichi avrà tra i suoi lotti di punta una veduta della Karlskirche di Vienna di Bernardo Bellotto, stimata 400.000-600.000 euro. Il dipinto è stato recentemente riconosciuto come interamente autografo e rappresenta un’aggiunta significativa al catalogo dell’artista, celebre per le sue vedute urbane di straordinaria precisione.

La tela raffigura la chiesa progettata da Johann Bernhard Fischer von Erlach e completata nel 1739, uno degli edifici simbolo della capitale austriaca. Bellotto potrebbe averla dipinta durante il soggiorno a Vienna tra il 1759 e il 1761, oppure poco dopo. L’opera sarebbe inoltre il prototipo di altre versioni dello stesso soggetto, alcune delle quali attribuite al figlio e collaboratore Lorenzo Bellotto.

La riscoperta assume particolare rilievo nel contesto della produzione viennese dell’artista. Le sue vedute restituiscono l’immagine di una capitale al culmine della potenza asburgica, attraverso una pittura nella quale la precisione architettonica si combina con l’osservazione della vita urbana e con un uso attento della luce. Tra i suoi lavori più celebri dedicati alla città figura la Veduta di Vienna dal Belvedere, oggi conservata al Kunsthistorisches Museum.

Il catalogo comprende anche opere di altri protagonisti della pittura europea. Tra queste, uno studio di testa su carta del Perugino, collegato alla Pietà conservata agli Uffizi e stimato 200.000-300.000 euro, e una Madonna con Bambino in una nicchia architettonica di Paolo Veronese, con una stima di 100.000-150.000 euro. Si aggiunge il Massacro degli innocentidi Luca Giordano, stimato 400.000-600.000 euro, mentre una Natività di Guido Reni, già appartenuta al ritrattista britannico Sir Joshua Reynolds, presenta una stima di 200.000-300.000 euro.

Cartier Panthère, quando un’icona diventa oggetto da collezione

Bracciale Cartier Panthère con diamanti, stima € 20.000 – 40.000

Il 22 ottobre l’attenzione si sposta sul collezionismo di alta gamma con The Art of Luxury – Hundred Highlights from an Important German Collection. La vendita riunisce cento oggetti provenienti da una raccolta privata tedesca costruita nell’arco di oltre 25 anni, tra gioielli Cartier e Bulgari, pietre preziose e borse Hermès. Le offerte di partenza spaziano da 100 a 100.000 euro, mentre Dorotheum stima un ricavo complessivo di 1-2 milioni di euro.

Tra i nuclei più interessanti figura quello dedicato alla Panthère di Cartier, con 18 pezzi tra orologi e gioielli. La storia del felino nella produzione della maison comincia nel 1914, quando il motivo maculato compare su un orologio da donna. È però con Jeanne Toussaint, entrata in Cartier nel 1918 e diventata responsabile creativa della gioielleria negli anni Trenta, che la pantera assume la sua forma più riconoscibile: da motivo decorativo si trasforma in una figura tridimensionale e scultorea, destinata a diventare uno dei simboli della maison. Nel 1948 arriva una creazione decisiva, la spilla a forma di pantera realizzata per la duchessa di Windsor.

In asta saranno proposti, tra gli altri, un orologio con diamanti e giada nera, stimato 20.000-40.000 euro, e un bracciale con diamanti e zaffiri, con una stima di 40.000-80.000 euro. Tra i lotti di maggior valore spicca un anello Cartier con diamante da 5,37 carati, stimato 100.000-200.000 euro. Un altro anello, con diamante Fancy Intense Yellow da 7,02 carati, presenta una stima di 60.000-120.000 euro.

La selezione comprende anche gemme non trattate, tra cui uno smeraldo zambiano da 4,97 carati, montato su una collana con diamanti e stimato 40.000-80.000 euro, e un rubino vietnamita da 5,50 carati, proposto con una stima di 60.000-120.000 euro. A completare il catalogo sono 17 borse Hermès, tra modelli Birkin e Kelly, con valutazioni comprese tra 2.000 e 20.000 euro.

Con un programma che attraversa la pittura antica, le arti decorative, i dipinti dell’Ottocento e gli oggetti di lusso, la Classic Week offre una panoramica articolata sulle diverse forme del collezionismo. Dalla riscoperta di un’opera di Bellotto alle creazioni iconiche di Cartier, il calendario di Dorotheum mette in evidenza il ruolo della storia, dell’autenticità e della provenienza nella valutazione dei beni da collezione.

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