Il nuovo Spazio InConTRI di BCC Milano apre a Sesto San Giovanni con una monografica sul pittore che rinnovò la pittura di storia, conquistò Parigi e morì a 36 anni.
Per raccontare l’Ottocento italiano si sceglie spesso la strada più sicura: Hayez, i Macchiaioli, al massimo una puntata sul Divisionismo. Federico Faruffini resta quasi sempre fuori da questo itinerario standard. È un peccato, perché pochi artisti del suo tempo hanno incarnato così bene il passaggio, scomodo e pieno di attriti, tra la pittura accademica e la modernità. Ora un’occasione per recuperarlo arriva da Sesto San Giovanni, la sua città natale, dove BCC Milano ha riaperto al pubblico la villa liberty di viale Gramsci, per anni chiamata semplicemente “la villetta”. Ribattezzata oggi Spazio InConTRI, la villa diventa un centro culturale ed espositivo. Il debutto è affidato a Faruffini, il lato inquieto dell’800 italiano, a cura di Simona Bartolena.
Faruffini nasce a Sesto nel 1833 in una famiglia di farmacisti e a Pavia comincia a studiare Legge. Ma la pittura ha la meglio, e il giovane passa sotto la guida di Giacomo Trecourt. La scelta di Pavia conta: mentre Milano ruota ancora intorno all’autorità di Hayez, la scuola pavese lascia più spazio alla sperimentazione. È lì che Faruffini conosce Tranquillo Cremona. Tra i due nasce un’amicizia e un dialogo artistico che finirà per alimentare la Scapigliatura, di cui Faruffini viene oggi considerato uno dei precursori più importanti.
La sfida che Faruffini sceglie è ambiziosa: rinnovare la pittura di storia, il genere più ufficiale e codificato dell’Ottocento. La accoglie svuotandola della sua enfasi.
Dopo un soggiorno a Venezia, le sue tele si accendono dei colori della tradizione veneta, e la Gondola di Tiziano (1861) ne è la prova. L’episodio storico passa in secondo piano rispetto alla luce e all’atmosfera.


Lo stesso approccio guida la Legazione di Niccolò Machiavelli a Imola per incontrare Cesare Borgia, dipinto nel 1864, costruito sugli sguardi e sui silenzi più che sull’azione.
In patria il riscontro è scarso. Oltralpe invece, l’opera su Machiavelli conquista una medaglia d’oro all’Esposizione Universale di Parigi del 1867.
L’opera che meglio racconta lo stile, così frammentato, di Faruffini è La lettrice (1864), forse il suo quadro più celebre. Una giovane donna legge assorta, con una sigaretta tra le dita. Nessun eroe, nessun episodio memorabile, solo una scena contemporanea resa con un’intimità e una libertà che allora risultavano quasi sfrontate.
La vita di Faruffini è irrequieta quanto la sua pittura. Si sposta tra Milano, Roma, Parigi e Perugia, cambia idea, ricomincia. Dal 1865 si dedica all’acquaforte, spesso rielaborando le proprie composizioni. Negli ultimi anni arriva a lasciare la pittura per aprire uno studio fotografico, un tentativo, anche questo, di trovare una via d’uscita ai propri tormenti.
Non funziona. Nel dicembre 1869, a Perugia, si toglie la vita a 36 anni. Lascia un’opera breve e sorprendentemente moderna.
La mostra riunisce oltre sessanta opere provenienti da collezioni private di tutta Italia: dipinti a olio, acquerelli, disegni, incisioni e fotografie originali, affiancati da schizzi, lettere e documenti d’epoca. Bartolena sceglie un taglio dichiaratamente emotivo: più che una sequenza cronologica, è il racconto di una personalità. L’impianto didattico rende il percorso accessibile anche a chi di Ottocento sa poco.
La sede ha anche un valore simbolico. La riscoperta di Faruffini è partita proprio da Sesto, all’inizio degli anni Ottanta, nelle aule della Civica Scuola d’Arte che porta il suo nome, grazie agli studi della professoressa Anna Finocchi e dell’allora direttore Giuliano Barbanti.
Fu poi la Cassa Rurale e Artigiana di Sesto San Giovanni, oggi confluita in BCC Milano, a sostenere la pubblicazione del primo catalogo generale dell’artista.
La villa non ospita solo Faruffini. Il programma d’apertura comprende anche un nucleo permanente di opere dalle collezioni di BCC Milano e una personale di Pietro Fachini, giovane artista vincitore del contest promosso dalla banca per i nuovi talenti. Il risultato è un dialogo tra generazioni, piccolo ma significativo.
Faruffini, il lato inquieto dell’800 italiano
Spazio InConTRI BCC Milano, viale Antonio Gramsci 194, Sesto San Giovanni (MI)
Dal 17 ottobre 2026 al 17 gennaio 2027
Giovedì–domenica, 15–19, ingresso libero






