Galamb Thorday e Claudia Petraroli alla Anni Wu Gallery di Milano riflettono sul corpo, sulla femminilità e sui rituali attraverso cui impariamo a renderci socialmente accettabili.
Che cosa resta dell’istinto dentro i gesti che abbiamo imparato a controllare? È da questa domanda, sintetizzata nell’ossimoro del titolo, che prende avvio Feral Kindness, la mostra di Galamb Thorday e Claudia Petraroli curata da Giorgia Aprosio, aperta fino al 31 ottobre alla Anni Wu Gallery di Milano.
“Feral” è ciò che è selvatico, ferino, tornato a uno stato naturale; “kindness” richiama invece gentilezza, cura, attenzione. Accostate, le due parole suggeriscono una tensione: quella tra l’istinto e la disciplina, tra il corpo che desidera e quello che ha imparato a comportarsi secondo codici sociali.
Il percorso attraversa proprio questo processo di “domesticazione”, partendo dall’immagine pubblica della femminilità per arrivare alla dimensione privata della cura e, infine, a quella psichica della sorveglianza interiorizzata. In Host of Guests (2026), Thorday ribalta l’immaginario del nyotaimori: un uomo nudo diventa il centro di una tavola attorno alla quale si dispongono donne in abito da sera. Il rovesciamento dei ruoli non elimina però la componente perturbante della scena, ma sposta lo sguardo e le dinamiche di potere.
Accanto, Fizz and Feathers e The Master of Margaritas costruiscono due atmosfere speculari attorno a piramidi di bicchieri, mentre Via il dente, via il dolore (2023) di Petraroli trasforma un dente del giudizio dell’artista, ricoperto con l’oro di un anello appartenuto a una relazione finita, in un piccolo e straniante oggetto scultoreo.
La seconda sala è dedicata ai rituali della cura. Le ceramiche di Petraroli trasformano strumenti per il massaggio e il benessere in forme monumentali e antropomorfe, mentre nella grande tela Practice Ground Between Sand and Stars (2025) Thorday porta un trattamento estetico fino al limite del grottesco.
È però nel video immersivo At some point, you will notice a gentle breeze stirring behind your eyes (2026) che la mostra entra nella dimensione più intima. Una voce femminile generata attraverso l’intelligenza artificiale accompagna lo spettatore in una sessione di rilassamento che si trasforma progressivamente in un monologo sugli standard di bellezza, il lavoro e il dominio maschile, con testi di Valerie Solanas, Virginie Despentes e Sara Ahmed. Il relax promesso si trasforma così in una crescente presa di coscienza.

Tra pittura, ceramica, video e modellazione 3D, Feral Kindness mette in scena una femminilità che non è mai soltanto immagine, ma il risultato di una continua attività di costruzione e autocontrollo. Una gentilezza che può essere cura, ma anche prestazione. E dentro quella superficie educata, suggerisce la mostra, continua a sopravvivere qualcosa di ferale.
Feral Kindness
Galamb Thorday e Claudia Petraroli
A cura di Giorgia Aprosio
Anni Wu Gallery, Milano
Fino al 31 ottobre 2026
Via Rosolino Pilo 14, Milano




