7.5 C
Pesaro
venerdì, Dicembre 2, 2022

Halloween: Napoli celebra la “morte” degli NFTs

del

diventa il miglior conservatore della tua collezione!

NAPOLI. GALLERIA BORBONICA. INTERNO NOTTE… E’ nel viadotto sotterraneo voluto, a metà Ottocento, da Ferdinando II di Borbone e progettato dall’Architetto Errico Alvino per congiungere  il Palazzo Reale con piazza Vittoria che Napoli si appresta a celebrare, in modo molto particolare, la notte di Halloween (31 ottobre – 1° novembre), invitando appassionati d’arte e curiosi a prendere parte al provocatorio “funerale” degli NFTs.

NFTs ARE DEAD… You’re Wecome to the Funeral è, infatti, il titolo scelto da Sewer Nation, Space Farm, Ultraviolet.to e Lanificio Digitale per la mostra-evento, organizzata in partnership con cryptoartitalia e Ninfa.io, che si terrà nella notte a cavallo tra ottobre e novembre nell’affascinante cornice della Galleria Borbonica.

Una vista della Galleria Borbonica di Napoli

“Analizzeremo la storia della Cryptoarte dagli esordi del 2015 fino ad oggi”. E’ questa la promessa che il direttore creativo di Sewer Nation Luca Martinelli, in arte Vandalo, fa al pubblico. “Ripercorreremo all’interno del tunnel borbonico il percorso di questa nuova forma d’arte attraverso le tappe culturali fondanti della rivoluzione del mondo della tecnologia blockchain: si è partiti da un gioco di carte per arrivare ad una vera e propria forma di arte sociale”.

Più di cento le opere digitali che saranno proiettate nella Galleria, direttamente su sfondi spettacolari realizzati con intelligenza artificiale, che accompagneranno il visitatore in un’esperienza immersiva davvero unica e senza l’utilizzo dei visori.

Si parte dalla collezione Spells of Genesis, che per primi hanno capito la bellezza della criptoarte, come arte sociale partendo da un gioco di carte di una comunità online. 

La grafica creata con intelligenza artificiale ‘Midjourney Al’ per rappresentare la flora dellnull’Address

Per passare a quella di Rare Pepes, che sono riusciti con budget poco costosi e qualità delle immagini non eccellenti a dare vita a Meme virali, fino alla collezione di Crypto Punks, la più conosciuta collezione di collectibles digitali che garantiscono adesione ai proprietari a vere e proprie nazioni digitali. 

Per arrivare, infine, a parlare di Power DaDa e la collezione Creeps & Weirdos generata da una piattaforma social di disegno collaborativo e la Trash Art, che ha generato molto rumore e scandalo per l’utilizzo di digital ready made, AI e effetti glitch. Un’ esperienza immersiva unica, che come guida avrà un Dante digitale pronto a traghettare – a partire dalle 19.15 del 30 ottobre (in replica il 1° novembre) – nerd, appassionati e neofiti nel mondo dell’arte virtuale.

Il tutto preceduto, alle ore 12 presso il Lanificio Digitale,  da una serie di workshop e panel dedicati alla storia della Cripto arte e al mondo degli NFT, “non solo oggetti di speculazione, bensì colonne portanti della digitalizzazione dei beni e delle relazioni  tra clienti e business”.

Il 1° mattina, sempre al Lanificio, invece, gli workshop si focalizzeranno sull’utilizzo degli NFT in campi anche diversi dall’arte: dal Real Estate al fashion, dal design fino alla politica.  

Nicola Maggi
Nicola Maggi
Giornalista professionista e storico della critica d'arte, Nicola Maggi (n. 1975) è l'ideatore e fondatore di Collezione da Tiffany. In passato ha collaborato con varie testate di settore per le quali si è occupato di mercato dell'arte e di economia della cultura.
Condividi
Tags

recenti

Aste: record per Carla Accardi da Dorotheum

Con Animale immaginario (1988) l'artista infrange, per la prima volta, il tetto dei 300.000 euro e conferma l'ottimo stato di salute del suo mercato.

Il copyright non farà per Banksy, ma (per il momento) i marchi registrati sì

Laugh Now But One Day I'll Be in Charge, il marchio figurativo europeo che riproduce la famosa opera di Bansky una scimmia con un cartello pubblicitario è salvo

Colmare il vuoto. Il trattamento delle lacune come cuore del restauro

Il trattamento delle lacune di un’opera d’arte è forse il cuore di tutti i problemi del restauro. Una questione che, secondo Cesare Brandi, richiede prima di tutto una riflessione teorica.

Articoli correlati