La primavera milanese della Galleria d’Arte Moderna si apre nel segno di una profonda riflessione sulla continuità storica e la vibrazione della materia. Dal 14 aprile al 5 luglio 2026, la Sala del Parnaso della Villa Reale accoglie Παρνασσός Parnassus, l’imponente installazione site-specific di LETIA – Letizia Cariello. Questo progetto non rappresenta soltanto una mostra, ma una vera e propria occupazione poetica di uno degli spazi più iconici del Neoclassicismo italiano, segnando un momento fondamentale nella carriera dell’artista che qui, nella città dove vive e lavora, trova finalmente una prestigiosa consacrazione istituzionale pubblica.
L’opera di LETIA si pone in un dialogo serrato e quasi medianico con il soffitto della sala, dove l’affresco di Andrea Appiani del 1811 ritrae Apollo circondato dalle Muse. Dove Appiani cercava la perfezione del canone, LETIA risponde con una struttura in alluminio giallo oro, una sorta di scheletro abitabile che l’artista stessa paragona a una casa sottile o a una serra interiore. È un’architettura che non preclude lo sguardo ma lo invita ad attraversarla, annullando la distanza tra il visitatore e il capolavoro storico. Il termine stesso Parnassus viene indagato nelle sue radici ittite, dove la parola parnasignificava originariamente “casa”, trasformando così il mito del monte sacro in una dimensione domestica e spirituale al tempo stesso.
All’interno di questa gabbia dorata, la narrazione si snoda attraverso oggetti che sono ormai cifre stilistiche della Cariello. Tre coppie di calendari montati su telai circolari ruotano silenziosamente, trasformando il passare dei giorni in un atto performativo e visibile. Accanto a essi, un globo costruito con legno di risonanza e rivestito di carta da parati serigrafata accoglie le rose essiccate provenienti direttamente dai giardini della GAM, creando un cortocircuito temporale tra la natura esterna e l’artificio artistico. Una nappa volutamente sproporzionata pende dal globo, introducendo una nota di voluto squilibrio che rompe l’ordine geometrico e invita alla contemplazione del dettaglio.
Per LETIA, la musica non è un elemento decorativo ma una componente strutturale dell’opera. Il concetto di vibrazione è il filo rosso che lega l’architettura al suono, portando alla luce la quarta dimensione del tempo. Questa visione troverà la sua massima espressione il 21 maggio, quando Le Dimore del Quartetto eseguiranno brani di Mozart e Beethoven in un concerto concepito come parte integrante dell’installazione. I visitatori saranno liberi di muoversi nello spazio, permettendo alle note di modificare la percezione della luce e dei materiali, in una fusione totale tra ascolto e visione.

La mostra è visitabile dal martedì alla domenica, dalle ore 10.00 alle 17.30, offrendo un’occasione irripetibile per osservare come l’arte contemporanea possa riattivare i luoghi della storia, trasformandoli in stanze della memoria collettiva.





