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martedì, Settembre 27, 2022

Il restauro di un Bene Culturale: cosa bisogna sapere

del

diventa il miglior conservatore della tua collezione!

Se all’interno della vostra collezione fosse presente un bene culturale è molto importante tenere a mente, per non incappare in multe salate, che, per legge, occorre provvedere alla sua conservazione, alla sua manutenzione e, se necessario, al suo restauro. E che, prima di poter fare tutto ciò, è necessario richiedere una specifica autorizzazione alla Soprintendenza.

Ma andiamo con ordine, cosa si intende per bene culturale? Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonché ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico.

Sono altresì beni culturali, quando sia intervenuta dichiarazione di interesse culturale, le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico particolarmente importante, appartenenti a soggetti diversi dallo Stato, dalle Regioni e dagli altri enti pubblici territoriali, come i soggetti privati.

Se quindi siete in possesso di un bene culturale e questo necessita di attività di conservazione e restauro, sarà necessario richiedere una specifica autorizzazione all’ente di tutela, ovvero alla Soprintendenza, la quale ha proprio il compito di controllare e vigilare al fine di salvaguardare, proteggere e conservare i beni culturali.

Innanzitutto, dovrete rivolgervi ad un restauratore abilitato (esiste un pratico Elenco Unico all’interno del quale è possibile trovare i restauratori che sono abilitati – e scoprire anche chi non lo è – e i loro settori di competenza). Egli preparerà e firmerà tutta la documentazione necessaria a richiedere l’autorizzazione e, se questa verrà concessa, si potrà occupare in prima persona di lavorare al restauro del bene.

Se avrete tenuto un archivio accurato della vostra collezione, molta della documentazione che la Soprintendenza vi chiederà potrebbe essere già in vostro possesso. Sarà necessario fornire, infatti, una scheda completa della vostra opera recante l’indicazione del soggetto rappresentato, dell’autore, della tecnica esecutiva, delle dimensioni, della collocazione, nonché una descrizione dell’opera e una fotografia della stessa. Vi verrà chiesta inoltre una relazione storico-artistica, documentazione fotografica aggiuntiva (per esempio particolari dell’opera, del suo stato di conservazione, del fronte e del retro etc.), una relazione dello stato conservativo con rilievi di degrado e, ovviamente, il progetto di intervento che intendente effettuare.

Una volta inoltrata la richiesta di autorizzazione, dovrete aspettare il rilascio da parte dell’ente di tutela del cosiddetto nulla osta a procedere con i lavori (che dovrebbe arrivare entro 120 giorni). Questo potrà peraltro contenere, in alcuni casi, prescrizioni e/o richieste di integrazioni da apportare al progetto di restauro al fine di ottenere l’autorizzazione definitiva. Trattandosi di un tempo non proprio breve, diventa ancora più importante tenere sempre aggiornata, completa e ordinata tutta la documentazione relativa alle vostre opere; in questo modo, infatti, se deciderete di restaurarle, accorcerete di molto i tempi.

Importante sapere inoltre che l’autorizzazione deve essere richiesta non solo in caso di restauro o manutenzione del bene ma anche in altri casi come, per esempio, il suo spostamento o il suo trasferimento, la sua demolizione o rimozione o, ancora, se si tratta di collezioni o raccolte, del loro smembramento.

Ricordate in ogni caso che senza tale autorizzazione non è possibile eseguire i lavori sul bene e che, una volta effettuati e terminato l’intervento dovrà essere consegnata una relazione tecnica di intervento in cui il vostro restauratore descriverà tutte le operazioni svolte con tanto di documentazione fotografica dettagliata del prima/durante e dopo l’intervento. Questo servirà per ottenere, da parte della Sovrintendenza, l’attestazione di “buon esito” dei lavori svolti ed essere pertanto in regola.

Insomma, se avete la fortuna di avere nella vostra collezione un bene culturale, non temete il giorno in cui dovesse essere necessario effettuare sullo stesso un intervento di conservazione o restauro, ma affidatevi a restauratori competenti e abilitati, che sapranno guidarvi con successo nell’iter di autorizzazione e compimento dell’intervento sull’opera.

Sara Stoisa
Sara Stoisa
Conservatrice e restauratrice di dipinti e di opere di arte contemporanea freelance oltre all’attività di restauro si è specializzata nella curatela di archivi d’artista e nella gestione di collezioni d’arte private. Da diversi anni collabora con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro dei Beni Culturali La Venaria Reale nell’ambito della documentazione e per progetti internazionali.
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