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martedì, Luglio 5, 2022

Sara Stoisa

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Conservatrice e restauratrice di dipinti e di opere di arte contemporanea freelance oltre all’attività di restauro si è specializzata nella curatela di archivi d’artista e nella gestione di collezioni d’arte private. Da diversi anni collabora con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro dei Beni Culturali La Venaria Reale nell’ambito della documentazione e per progetti internazionali.

Guardare ma non toccare

Quando parliamo di danni antropici dobbiamo pensare non solo a situazioni estreme come agli atti vandalici o agli incendi dolosi, ma anche a piccoli gesti dovuti all’incuria, alla sbadataggine o all’inconsapevolezza dell’uomo. Quali sono gli errori da non commettere ed evitare quindi questo tipo di danni? Alcune semplici regole da adottare nella gestione quotidiana delle collezioni di opere d’arte che faranno la differenza.

No flash please!

“No flash please!” Quante volte ci è capitato di leggere questo cartello all’interno di spazi espositivi, chiese o musei? Questa, talvolta fastidiosa, richiesta ha motivi conservativi ben specifici, legati al fatto che la luce, con le sue radiazioni (UV e IR in particolare), è una delle principali cause del processo di degrado al quale tutte le opere d’arte (così come qualsiasi oggetto) sono, in misura differente, inesorabilmente sottoposti.

Ogni opera ha il suo tarlo

Alcuni esseri viventi possono essere causa di deterioramento per le opere d’arte. Questi sono detti agenti biodeteriogeni e si dividono in microrganismi, piante e animali. Ma come riconoscerli? Sembrano infatti innocue e minuscole creature ma i danni che portano possono essere grandi ed irreversibili. Quando non si riesce a prevenirli, diventa oltremodo fondamentale individuarli in tempo e agire.

La fragilità delle opere d’arte

Pensare alle opere d’arte come “esseri fragili” ci può aiutare a considerarle preziose e degne di maggiori attenzioni: la fragilità non deve essere percepita, infatti, come qualcosa di negativo, ma piuttosto come il presupposto per la reazione. Ma quali potrebbero essere le fragilità di un’opera? Da dove derivano i suoi “malanni”?

I materiali per il restauro: tre regole per la scelta

La scelta dei materiali da utilizzare per il restauro di un’opera d’arte non è affatto casuale ma poggia su un fondamento teorico inspirato ai principi fondamentali del restauro che si sono delineati nella storia. Ovvero la riconoscibilità, la reversibilità e la compatibilità, il tutto nell’ottica di un minimo intervento. Cosa comporta il rispetto di questi principi? Quali sono i vantaggi e quali le difficoltà?

Lo strumento della manutenzione

Al di là della mera definizione linguistica del termine “manutenzione”, ovvero quel complesso di operazioni necessarie a conservare la conveniente funzionalità ed efficienza di un oggetto, ci sono anche ulteriori aspetti su cui il termine ci porta a riflettere. “Manutenere” porta con sé il verbo “tenere”, vale a dire tenere l’oggetto, sottolinearne l’importanza, osservarlo, prestargli attenzione, provare a ripararlo invece di sostituirlo. Tutte queste azioni delineano il compito di un conservatore, atto – appunto – a “manutenere” l’opera d’arte. Ma quali sono i segreti del mestiere per una corretta manutenzione della collezione? Quali gli strumenti? E soprattutto, è un lavoro che può svolgere autonomamente il collezionista?

Contesti di guerra: mettere al sicuro il patrimonio culturale

Dopo una crisi pandemica che ha imposto nuovi protocolli e modi di valorizzare e pensare alla conservazione del patrimonio, ecco ora una nuova e gravissima crisi in Occidente che inevitabilmente tocca la sensibilità di tutti noi, e in particolare di coloro che del “prendersi cura” ne fanno una professione.

Il non restauro dell’effimero

Rileggendo un interessante articolo di circa un anno fa della collega Alice Lombardelli, “#memoriaeoblio. Passaggi di stato: arte contemporanea ed esercizio dell’oblio” mi è...

Parola al tecnico. L’intervista come strumento di conservazione (pt. 2)

Nel precedente articolo si è parlato dell’intervista all’artista come strumento per la conservazione delle opere. Questo è, per il mondo della conservazione delle opere...

A cosa serve una mostra (pt.2). Raccomandazioni conservative per prestare in sicurezza la tua collezione

Il prestito delle opere d’arte per mostre di un certo spessore dona lustro alla propria collezione. Ma come fare a prestare in totale sicurezza e con la garanzia che ciò che parte tornerà nelle stesse condizioni? Alcuni passaggi a cui fare attenzione e alcuni strumenti di cui avvalersi per prestare in serenità.

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Dal ventre di Parigi. La tavolozza impressionista

Nel ventre di Parigi si sono succedute rivoluzione e controrivoluzione di tante cose, anche della pittura. La produzione di materiale per le Belle Arti ha per la prima volta un carattere semi industriale e sul mercato arrivano una gran quantità di nuovi pigmenti sintetizzati artificialmente.

20 artisti per 20 borghi: torna Una Boccata d’Arte

Al via in tutta Italia dal 25 giugno al 18 settembre 2022 la terza edizione di Una Boccata d’Arte, progetto che promuove installazioni, mostre e performance di 20 artisti in 20 borghi, uno per ogni regione, valorizzando l’incontro tra arte e patrimonio storico, artistico e paesaggistico.

La grande arte italiana del XX secolo in asta da Wannenes

Ultima "lettura catalogo" del primo semestre, tutta dedicata all'asta di arte moderna e contemporanea che Wannenes batterà il 5 luglio prossimo nella sua sede milanese d Palazzo Recalcati.