La collezione Bonotto è un mondo Fluxus

del

A due passi da Bassano del Grappa, più precisamente tra le strade del piccolo paese veneto di Molvena, Collezione da Tiffany ha incontrato Luigi Bonotto, imprenditore di lunga data nel settore della manifattura tessile, presidente dell’omonima fondazione e collezionista prima di tutto di “rapporti umani”, così come si definisce lui stesso. Sì perché è possibile dire che proprio dalle sue importati conoscenze e frequentazioni è nata la sua collezione speciale e pienissima di oggetti altrettanto speciali.

In questo caso, è proprio necessario dire che l’intervista è stata l’occasione per un tour immersivo in una realtà parallela che ha il potere di trasportare immaginariamente nel mondo Fluxus, tra opere di Poesia Concreta, Visiva, Sonora, a contatto con l’esperienza performativa degli anni Settanta.

Una collezione che si è costruita quasi per caso, racconta Luigi, quando a seguito di un trasloco che ha richiesto ben più di dieci viaggi per trasportare gli oggetti raccolti nell’arco di incontri, scambi e momenti di amicizia, ci si è resi conto che era necessario mettere a sistema questo patrimonio.

Anche Patrizio Peterlini ci racconta alcuni aspetti interessanti della collezione, come la catalogazione aperta e disponibile a tutti online, che ha permesso a questa raccolta di diventare veramente un punto di riferimento a livello internazionale per il mondo Fluxus, perché d’altra parte si sa: aprire la conoscenza permette di approfondirla sempre di più.

L’ approccio Bonotto, così lo possiamo definire, è aperto in ogni suo aspetto, anche per ciò che riguarda la conservazione non sempre facile per oggetti come quelli custoditi negli spazi dell’azienda. Anche per questo si è preferito puntare sul rapporto diretto con l’oggetto, che ogni visitatore o studioso può sviluppare osservando una delle opere.

In conclusione si può dire che Luigi Bonotto è ed è stato un collezionista, che in tutta la sua vita ha cercato di mettere insieme arte e impresa con l’obiettivo di sviluppare un nuovo tipo di approccio e ragionamento che mettesse insieme la cultura contemporanea con l’attività imprenditoriale. Ma questo non per confondere attività artistica e produzione. L’artista non è mai diventato lo stilista per i tessuti di Bonotto.

Come tutti i racconti di chi ha vissuto una vita piena di scambi, è davvero bello ascoltarlo raccontare la genesi di una collezione che oggi rappresenta un pezzo importante della storia dell’arte contemporanea.

Collezione da Tiffany
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