New Directions: jazz, dialogo e trasformazione per la nuova identità di miart
La conferenza stampa di miart 2026, tenutasi ieri a Palazzo Reale, ha aperto ufficialmente le celebrazioni per la trentesima edizione della fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea di Milano. Sotto la direzione di Nicola Ricciardi, la manifestazione affronta questo anniversario come un momento di rilancio progettuale, più che come un traguardo celebrativo, confermando una visione fondata sul dialogo tra storia e sperimentazione.
Il titolo scelto per l’edizione, New Directions, omaggio all’album del 1963 di John Coltrane nel centenario della nascita del musicista, diventa la chiave concettuale dell’intero progetto. Il jazz non è evocato come semplice riferimento culturale, ma come modello operativo: improvvisazione, ascolto, dialogo e interazione guidano una trasformazione che coinvolge i contenuti curatoriali, l’immagine coordinata e l’esperienza stessa del visitatore.
A segnare simbolicamente questo passaggio è il cambio di sede. miart 2026 si trasferisce nella South Wing di Allianz MiCo, affacciata sul paesaggio contemporaneo di CityLife. La nuova sede di miart, organizzata su tre livelli e caratterizzata da una superficie più contenuta, è concepita come uno “spartito bianco” da interpretare, favorendo una fruizione più consapevole e un dialogo più serrato tra i progetti espositivi.

In questo contesto si inserisce la partecipazione di 160 gallerie provenienti da 24 Paesi, un dato che consolida il ruolo di miart nel panorama delle fiere d’arte europee. Il percorso espositivo attraverserà oltre un secolo di storia dell’arte, dai capolavori del Primo e Secondo Novecento fino alle ricerche più contemporanee, con un equilibrio tra importanti ritorni e nuovi ingressi internazionali.
Sezioni e progetti speciali
La struttura della trentesima edizione si articola in tre sezioni. Established rimane l’asse portante della fiera, con 111 gallerie che definiscono il presente dell’arte internazionale. Accanto a essa debutta Established Anthology, una metasezione pensata per attivare un dialogo tra moderno e contemporaneo, indagando temi come memoria, metamorfosi, ciclicità e futuri possibili attraverso stratificazioni temporali e salti cronologici.
La sezione Emergent, curata da Attilia Fattori Franchini, si conferma come spazio privilegiato per la sperimentazione e per il sostegno alle giovani generazioni. Con 29 gallerie internazionali, Emergent rafforza il ruolo di miart come piattaforma di riferimento per le pratiche artistiche più contemporanee.
Tra le novità più rilevanti spicca Movements, progetto speciale dedicato all’immagine in movimento e realizzato in collaborazione con il St. Moritz Art Film Festival. Per la prima volta la fiera accoglie in modo strutturato film e video d’artista, esplorando il cinema come linguaggio musicale fondato su ritmo, risonanza e vibrazione, in uno spazio immersivo pensato come luogo di ascolto e sospensione.
Partner, premi e sistema dell’arte
Si rinnova il sostegno dei partner storici, a partire da Intesa Sanpaolo main partner, presente con progetti di valorizzazione della Collezione Luigi e Peppino Agrati e con un’attenzione specifica ai servizi di art advisory. I numerosi premi e fondi di acquisizione confermano il ruolo di miart come piattaforma di produzione e riconoscimento, rafforzando il legame tra fiera, collezionismo e istituzioni.
miart 2026 si conferma inoltre fulcro della Milano Art Week, contribuendo alla costruzione di un sistema dell’arte milanese sempre più interconnesso, in dialogo con le principali istituzioni pubbliche e private della città.

Nel segno di New Directions, la trentesima edizione di miart guarda alla propria storia come a uno standard da reinterpretare. Come nel jazz, ogni nota dialoga con la successiva e apre a nuove possibilità. È in questo equilibrio tra memoria e trasformazione, guidato dalla direzione di Nicola Ricciardi, che miart riafferma la propria vocazione: raccontare il presente e immaginare nuove prospettive per il futuro.




