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Natale 2022: le mostre da non perdere (e per bruciare calorie)

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Pronti per le cene e i pranzi di Natale? Se a preoccuparvi è la tenuta della vostra linea ecco una bella notizia per voi: andare a passeggio per gallerie d’arte, oltre ad appagare lo spirito, vi permetterà di consumare circa 170 calorie all’ora, il che vuol dire circa 850 calorie in un pomeriggio… non male, vero? E allora vediamo quali potrebbero essere gli appuntamenti in galleria più adatti.

Partiamo da Milano per un tour che ci porterà fino in Sicilia. Nel capoluogo lombardo la prima mostra che vi consigliamo di vistiare è la SALVO. Siclie e città, a cura di Gianluca Ranzi, ospitata fino al 28 gennaio dalla Dep Art Gallery.

Una vista della mostra SALVO. Siclie e città attualmente in corso alla Dep Art Gallery di Milano

Concentrandosi su questi cicli di lavoro, tra i più noti e più rappresentativi di Salvo, l’esposizione permette di ricostruire l’itinerario di uno dei più autonomi ed originali artisti italiani della seconda metà del XX Secolo. 

Opere scelte dalla produzione degli anni Settanta incentrate sull’immagine della Sicilia e dell’Italia, per proseguire attraverso un percorso di dipinti accomunati dal tema della città, prodotti tra dal 1983 al 2003.

Salvo è poi ancora protagonista a Torino, alla Norma Mangione Gallery con la mostra Salvo – Mitologie Domestiche che affronta un capitolo forse meno conosciuto della sua produzione, ma per questo non meno importante: quello delle nature morte che l’artista inizia a dipingere fin dal 1973, anno di passaggio che porterà Salvo a scegliere la pittura come tecnica d’elezione.

Una vista della mostra Salvo – Mitologie Domestiche alla Norma Mangione Gallery di Torino.

Le nature morte di Salvo rimandano allo scorrere del tempo: molte si intitolano con nomi dei mesi o delle stagioni. Ma soprattutto restituiscono il passare del tempo privato, scandito dalle piccole abitudini quotidiane. Il tempo della colazione, della verdura appoggiata in cucina, dei libri accumulati.

All’italiano “natura morta”, peraltro, Salvo preferiva l’inglese “still life”, o ancora di più la definizione di de Chirico: vita silente. Ed è proprio una vita silenziosa quella che si percepisce nelle sue nature morte, fermo immagine di un tempo dove universale e particolare si mescolano, trasformando semplici oggetti in mitologie domestiche.

Alcune vedute della mostra FINO A TARDI presso LABS Contemporary Art, Bologna

A Bologna, invece, LABS Contemporary Art presenta Fino a tardi che, per la prima volta, vede riunite in un unico ambiente espositivo le opere del collettivo SenzaBagno, composto da Francesco Alberico, Simone Camerlengo, Lucia Cantò, Matteo Fato, Lorenzo Kamerlengo, Gioele Pomante, Gianluca Ragni, Letizia Scarpello, Eliano Serafini.

Curata da Saverio Verini e aperta al pubblico fino al 14 gennaio 2023 è così l’occasione per riflette su un’attitudine, piuttosto che su un tema e apprezzare le loro affinità e divergenze.

Sue Park, China, Prayer

Dall’Emilia Romagna alle Marche dove, dal 23 dicembre, le sale di Palazzo del Duca di Senigallia ospiteranno la mostra Sounds of silence della fotografa sudcoreana Sue Park, più volte vincitrice del Photo Awards e direttrice della Shatto Gallery di Los Angeles.

In mostra si potranno ammirare 100 fotografie tratte da due sue raccolte Sue Park Photography e Monovision, dedicate principalmente alla rappresentazione della bellezza della natura.

Quinto Ghermandi, L’Eclisse, 1961, bronzo, 52x43x25 cm

In Toscana, a Prato, la Galleria Open Art presenta, fino al 25 febbraio 2023La Forma delle Cose di Quinto Ghermandi, artista anomalo all’interno di un contesto spesso ricco di pregiudizi e di preclusioni, che ha attraversato con ammirevole determinazione e con sottile ironia il teatro delle forme plastiche per oltre un quarantennio.

La mostra ne ricostruisce per la prima volta l’intera vicenda critica, attraverso le partecipazioni alla Biennale di Venezia, le esposizioni internazionali, i premi, le collezioni, le opere d’arte pubblica e l’importante esperienza di Villa Baldissera a Pianoro.

A Roma, Sara Zanin presenta, nello spazio z2o project di via Baccio Pontelli 16, mette in dialogo l’opera di Giovanni Kronenberg con quella dell’artista americano Richard Nonas.

Un vista della mostra Kronenberg – Nonas in corso allo spazio z2o project di Roma. Foto: Giorgio Benni

La mostra è pensata come momento di confronto tra le ricerche scultoree dei due artisti a distanza di 20 anni dall’occasione in cui si incontrarono, ovvero il Corso Superiore di Arte Visiva della Fondazione Ratti di Como del 2003, dove Richard Nonas era Visiting Professor e Giovanni Kronenberg uno degli artisti partecipanti.

La selezione delle opere in mostra stabilisce un’ideale conversazione tra i due artisti, all’interno di un dialogo in cui emergono, nelle rispettive pratiche, momenti in cui si possono ravvisare punti di contatto e di divergenza.

Kyle Austin Dunn, 2022, 35,5×45,7cm, acrylic su tela su tavola.

Procedento verso Sud, eccoci alla Galleria Nicola Pedana di Caserta che domani (18 dicembre, ndr) inaugura la collettiva Interlocking colors che intende offrire una ricognizione su artisti di nazionalità differenti ma appartenenti alla stessa generazione che nella loro ricerca e pratica artistica assumono come punto di partenza il linguaggio della pittura, seppur costantemente contaminato da forme e modelli multimediali.

Cinque i giovani artisti coinvolti in questo particolare progetto espositivo che descrive un andamento circolare in cui si alternano figurazione e astrazione, forme geometriche ed espressive, natura ed artificio, simboli arcaici e tracce contemporanee: Gian-Martino Cecere; Kyle Austen Dunn; Moritz Moll; Lisa Ouakil e Federico Polloni.

Una vista delle opere esposte nella mostra You can live forever di Federico Del Vecchio, attualmente in corso alla Galleria Umberto Di Marino di Napoli.

Arriviamo così a Napoli dove la Galleria Umberto Di Marino ha da poco inaugurato You can live forever, personale di Federico Del Vecchio che da anni indaga temi più che mai attuali come la contaminazione tra naturale e artificiale

L’analisi artistico-scientifica della conservazione del corpo, dell’ibridazione, delle mutazioni genetiche, delle modalità umane di adattamento e della risposta del mondo naturale alla continua spinta progressiva, operata da Del Vecchio attraverso i suoi disegni che, come appunti di pensiero, mostrano figure/personaggi, collocati in ambientazioni rarefatte e scenari da day-after, stimolando un tema di riflessione che necessita e ri-esige ancora l’uso del ragionamento e dello spirito critico.

Infine, alcune anteprime delle mostre che inaugureranno con il nuovo anno a partire da quella che SpazioA di Pistoia ospiterà dal 14 gennaio Sale (virgin/waste/renewable), seconda personale in galleria di David Jablonowski.

David Jablonowski, The Floating Collection, 2022, exhibition view, MAMbo, Bologna

A distanza di tre anni dalla precedente e alla luce dell’attuale situazione internazionale, l’artista tedesco torna a riflettere sui temi della disuguaglianza, della pace postbellica e del welfare socio-generazionale, dell’illusione del controllo totale sui mercati azionari e gli scambi di merci espressa da società, banche e fondi sovrani che si contendono le operazioni e gli equilibri futuri.

Questa volta, però, lo fa attirando l’attenzione sul fallimento, sull’assenza di lungimiranza economica e l’incapacità di trovare una soluzione tecnologica ai problemi, mentre la realtà colpisce duro con inflazione, guerra, disuguaglianza economica e disastri ecologici presenti e futuri.

Nicola Maggi
Nicola Maggi
Giornalista professionista e storico della critica d'arte, Nicola Maggi (n. 1975) è l'ideatore e fondatore di Collezione da Tiffany. In passato ha collaborato con varie testate di settore per le quali si è occupato di mercato dell'arte e di economia della cultura.
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