Non è un nuovo record ma poco ci manca. Il bellissimo Nero Plastica L.A. di Alberto Burri del 1963 è stato aggiudicato ieri a New York durante la Contemporary Art Evening Auction di Sotheby’s per la bellezza di 10.953.500 $ (diritti inclusi). Ossia la seconda aggiudicazione più alta di sempre per l’artista di città di Castello dopo il record del 10 febbraio 2016 quando, sempre da Sotheby’s, ma a Londra, l’opera Sacco e Rosso del 1959 fu battuta per 13.150.663 $ (diritti inclusi) stabilendo il suo nuovo primato d’asta. Portando Burri, per la prima volta, sopra i 10 milioni di dollari. L’opera di venduta ieri sera è una delle Plastiche di Burri più importanti mai prima apparse in asta; uno dei rari esemplari di grandi dimensioni della Serie Nero Plastica ed è tra i capolavori che, come anche il Sacco e Rosso del 1959, sono stati esposti alla acclamata retrospettiva del 2016 al Solomon R. Guggenheim Museum: Alberto Burri: The Trauma of Painting. (Leggi -> Sotheby’s: nuovo record per Burri, ma senza clamori)
Ad aggiudicarsi Nero Plasica L.A. è stato il finanziere e collezionista franco-libanese Samir Traboulsi. Figlio di un commerciante cristiano di Beirut, Traboulsi si è laureato in giurisprudenza nel 1961 presso la Facoltà francese di Beirut. Andò a Parigi nel 1965 dove si inserì, fin da subito, nel mondo degli affari e nel jet-set grazie alla sua padronanza di arabo, francese, inglese e italiano. Nel 1970, si unì ad altri due uomini d’affari orientali, Adnan Khashoggi e Akram Ojjeh. Lavoratore instancabile con una vasta rete di contatti, è intermediario e consulente di importanti gruppi industriali europei tra cui Thomson-CSF, Matra e Telecom Italia, specialmente per i rapporti con il Medio Oriente. E’ stato l’artefice della fusione di diverse società e settori di attività, in particolare nella telefonia mobile.
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Amante dell’arte, ha sviluppato nel corso della sua carriera una collezione privata di arte moderna che è oggi una delle più grandi al mondo e le cui opere chiave sono regolarmente rese accessibili al pubblico grazie a prestiti almusei e mostre speciali. Di base a Londra e Monaco, Traboulsi è uno dei frequentatori assidui delle sale room londinesi, e non è nuovo a “puntate” in asta di questo livello. In passato ha acquistato un Monet per 11 milioni di sterline e nel 2009 si è aggiudicato la tela del 1969 Homme à l’épée di Picasso per 11.5 milioni di dollari. Mentre un paio di anni fa si è aggiudicato un “taglio” di Fontana della collezione di Pierre Salik per 3.6 milioni di dollari.