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mercoledì, Luglio 6, 2022

Aste: serata milionaria per Wannenes. Mai così in alto

del

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Le ultime aggiudicazioni si sono chiuse ad asta praticamente terminata, con i telefoni che continuano a bollire per raggiungere clienti per che per la perversità tipica della tecnologia erano diventati irraggiungibili improvvisamente. Una faticaccia, non c’è dubbio, ma quel risultato a sette cifre ripaga di tutto, facendo entrare Wannenes nel pantheon delle case d’asta italiane che superano il milione di euro in un asta di moderna e contemporanea: 1.004.781,50 € (buyers premium incluso). Un record storico, che supera quello stabilito il 12 giugno 2014, quando l’asta si chiuse con un totale di 801.968 euro. Ma soprattutto che sancisce l’avvenuto rilancio del dipartimento, che ha richiesto un anno e mezzo di duro lavoro.

 

Un’asta da record

 

Stanchi, stanchissimi, ma tremendamente soddisfatti: per Guido Vitali e Massimo Vecchia – le due guide del dipartimento di arte moderna e contemporanea della genovese Wannenes – non potrebbe che essere così. Dopo 18 mesi di lavoro intenso, di tensioni e nuove strategie da tracciare, il loro progetto di rilancio del dipartimento di arte moderna e contemporanea è entrato in porto con l’asta di ieri ai Frigoriferi Milanesi: 1.004.781,50 €. A tirare la volata a questo risultato, l’ottima aggiudicazione di Giallino, tela del 1977 di Piero Dorazio scelta anche come copertina del catalogo e aggiudicata ad un prezzo di martello di 142.000 euro contro una stima di 90- 110.000 euro.

LOTTO 119 - Piero Dorazio, Giallino, 1977. Olio su tela, cm 190 x 210. Courtesy: Wannenes.
LOTTO 119 – Piero Dorazio, Dorazio e Penone guidano l’asta di Wannenes

Ma tra le aggiudicazioni degne di nota vanno assolutamente citati i 13.000 euro di hammer price per Vaso di fiori, tela del 1926 di Filippo De Pisis che partiva da una valutazione in catalogo di 7-9.000 euro. E benissimo va anche Bruno Munari, presente in catalogo, lotto 22, con un Negativo-Positivo (1951) battuto a 38.000 euro e, al lotto 23, una Curva di Peano (1971) aggiudicata a 24.000 euro. Come bene è andata anche la vendita di Oggetto ottico dinamico del 1961 di Dadamaino, che ai Frigoriferi Milanesi ha sentito battere il martello a 18.000 euro.

LOTTO 22 - Bruno Munari, Negativo-Positivo, 1951. Acrilico e olio su tela, cm 100 x 100. Foto: Matteo Zarbo
LOTTO 22 – Bruno Munari, Negativo-Positivo, 1951. Acrilico e olio su tela, cm 100 x 100. Foto: Matteo Zarbo

Aggiudicate molto bene anche le due sculture di Arnaldo Pomodoro presenti ai lotti 63 e 64. Ma a stupire, tra i tanti buoni risultati di ieri sera, c’è sicuramente l’aggiudicazione, per 24.000 euro della tela del pittore libanese Hussein Madi al lotto 46. Un Senza titolo del 1969 che partiva da una stima 2.400-2.600 euro. Stranezze di un mercato sempre più globale che vede, anche nelle aste italiane, la partecipazioni di collezionisti provenienti da tutto il mondo. Così Madi vola e Sutherland rimane invenduto.

LOTTO 46 - Hussein Madi, Senza titolo, 1969. Olio su tela, cm 120 X 150
LOTTO 46 – Hussein Madi, Senza titolo, 1969. Olio su tela, cm 120 X 150

Peccato per la bella tempera su carta di Marino Marini al lotto 101 – Impressionabilità (1961) – che non è riuscita a trovare estimatori, mentre attira il pubblico il decollage e tecnica mista su tela di Rotella al lotto 108 che viene battuto a 17.000 euro contro una stima di 8-12.000 euro. E successo ha avuto anche la Superficie lunare del 1969 di Giulio Turcato al lotto 129 – prima di un quartetto di opere a firma dell’artista mantovano – che partendo da un stima di appena 7-9.000 euro è stata battuta a 16.000. Non deludono neanche i due Boetti, ma chi stupisce è il tedesco A. R. Penk, presente in asta al lotto 160 con un olio su tela degli anni Novanta – Guerrieri politici – che supera  la stima massima di 16.000 euro per essere aggiudicato ad un hammer price di 24.000 €.

LOTTO 160 - A. R. Penck, Guerrieri politici, anni '90 Olio su tela, cm 70 x 50
LOTTO 160 – A. R. Penck, Guerrieri politici, anni ’90
Olio su tela, cm 70 x 50

Dispiace, poi, per Penone: la sua scultura in terracotta e liana arrotolata – Struttura del tempo (1992) – non ha trovato acquirenti. Ma sembra che in questo primo semestre 2017 i top lot, nelle aste italiane, abbiano qualche difficoltà in più, talvolta imprevedibile. Come nel caso della bellissima Battaglia, ceramica smaltata policroma di Lucio Fontana datata 1947, ritirata dall’asta all’ultimo momento non per mancanza di possibili compratori, ma perché “vittima” di un pessimo restauro, fortunatamente scoperto dagli esperti di Wannenes che, d’accordo con il proprietario, hanno deciso di non metterla in vendita. La riproporranno più avanti, una volta restaurata in modo professionale. E se certamente deve essere stata una decisione non facile da prendere. Va anche detto che la serietà e la professionalità di una casa d’aste passa anche da queste cose. Un dato di cronaca in più che rende ancor  più meritato il risultato storico di oggi. La qualità premia… anche quella del servizio!

NOTA: salvo dove indicato diversamente, i prezzi riportati non includono i diritti d’asta.

Nicola Maggi
Nicola Maggi
Giornalista professionista e storico della critica d'arte, Nicola Maggi (n. 1975) è l'ideatore e fondatore di Collezione da Tiffany. In passato ha collaborato con varie testate di settore per le quali si è occupato di mercato dell'arte e di economia della cultura.
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