Dal 27 febbraio al 14 giugno 2026, gli spazi della Lavanderia presso la Fondazione Elpis ospitano Smooth Operator, la prima mostra personale in Italia di Villiam Miklos Andersen. Curata da Gabriele Tosi, l’esposizione segna un punto di svolta nel percorso dell’artista danese, consolidando il suo legame con l’istituzione milanese dopo l’esperienza nel progetto Una Boccata d’Arte. Andersen arriva in Italia con un curriculum internazionale di rilievo, avendo già presentato i propri lavori presso istituzioni come l’ARKEN Museum e il X Museum di Pechino.
Il progetto espositivo indaga il concetto di comfort non come stato naturale, ma come un raffinato prodotto istituzionale e politico. Andersen trasforma l’architettura della Fondazione in una sequenza di spazi funzionali dove il design standardizzato incontra una sensibilità queer e critica. Attraverso sculture, installazioni e progetti relazionali, l’artista mette a nudo le infrastrutture invisibili che regolano il nostro benessere quotidiano. Il titolo della mostra richiama la celebre figura dello smooth operator di Sade, qui reinterpretato come metafora dell’efficienza distaccata necessaria per muoversi nei complessi sistemi economici contemporanei.
L’essenza della ricerca di Andersen è racchiusa nelle parole del curatore Gabriele Tosi, che spiega come l’artista riesca a rendere visibili i meccanismi che orientano i nostri desideri più ordinari. «Il lavoro di Villiam Miklos Andersen rende visibili le infrastrutture invisibili che assicurano la nostra esperienza quotidiana del comfort. Le sue opere mostrano come ciò che percepiamo come cura e benessere sia spesso il risultato di sistemi progettati per orientare comportamenti, desideri e forme di appartenenza. SmoothOperator mette in luce questa ambivalenza, rivelando il comfort non come uno stato naturale, ma come un dispositivo culturale e politico».
Il percorso espositivo si articola tra opere che giocano sulla duplicazione e sulla trasparenza, come Just-in-time, e installazioni monumentali come la Mobile Sauna, un veicolo bellico svedese riconvertito che incarna la tensione tra protezione e controllo. Al piano interrato, l’atmosfera cambia radicalmente trasformandosi in un ambiente ibrido tra club notturno e area di servizio, dove luce e suono attivano quello che l’artista definisce un cruising logistico. Diciassette serie di lavori reinterpretano oggetti comuni come distributori d’acqua e arredi tecnici, elevandoli a presenze scultoree ambigue che sfidano le funzioni operative standard degli spazi e dei corpi.
Smooth Operator
Villiam Miklos Andersen a cura di Gabriele Tosi
Fondazione Elpis – Lavanderia
27 febbraio – 14 giugno 2026




