Riforma mercato dell’arte 2026: guida alla Legge “Italia in Scena”

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Nel quadro di un complessivo rilancio in termini di competitività del sistema dell’arte italiano già avviato nel luglio 2025 con l’ introduzione dell’aliquota iva al 5% sulle cessioni di opere d’arte, lo scorso 14 aprile è ufficialmente entrata in vigore la legge 17 marzo 2026 n.40 denominata “Italia in scena”, un provvedimento che modifica alcune disposizioni del codice dei Beni Culturali e del Paesaggio D.lgs. 42/2004 in materia di circolazione nazionale e internazionale dei beni culturali, introducendo inoltre normative atte a promuovere la sussidiarietà orizzontale in tema di gestione del patrimonio.

L’ Associazione Gruppo Apollo si è fatta portavoce delle istanze della filiera seguendo fin dal principio l’iter parlamentare portando all’attenzione di camera e senato l’urgente necessità di semplificazione procedurale inerente la circolazione dei beni artistici.

Esportazione opere d’arte: la nuova soglia sale a 50.000 euro

Lo snodo centrale della riforma verte pertanto su uno snellimento delle tempistiche e su modifiche circa le autorizzazioni ministeriali, ovvero l’ abrogazione della soglia di valore a € 13.500 per il via libera all’esportazione fuori dal territorio nazionale ora innalzata a € 50.000. Se il gap rispetto alle soglie economiche adottate a livello comunitario risulta tutt’oggi rimarchevole – il Regolamento UE 116/2009 prevede infatti una soglia di € 150.000 per i dipinti, per non parlare della Francia che adotta soglie diversificate in relazione alle diverse forme d’arte, per i dipinti la soglia è fissata a € 300.000 -, la modifica è indubbiamente un primo step da recepire favorevolmente con l’auspicio che possa avere una ricaduta positiva sull’intero comparto.

Ne consegue che gli oggetti d’arte la cui esecuzione risalga ad oltre settanta anni e il cui valore sia inferiore a € 50.000 non necessitino più dell’ ALC (Attestato di Libera Circolazione) per l’esportazione che viene quindi sostituito a partire dal prossimo 4 maggio dal modello DVAL 50_MILA disponibile sul portale SUE (Sistema Uffici Esportazione) del Ministero delle Cultura, la cui validità è stata estesa ed equiparata alla Libera Circolazione, ovvero dai sei mesi precedenti agli odierni cinque anni.

Di tale proroga beneficia anche la D50/70 (Dichiarazione per l’uscita di oggetti d’arte aventi meno di 70 anni e più di 50) e l’ AAC (Autocertificazione Arte Contemporanea) per le opere di artisti viventi o realizzate da meno di 50 anni.

Tutela e internazionalizzazione: i vantaggi dei certificati CAS e CAI

Altro elemento da segnalare contenuto nella legge concerne la possibilità di ottenere il Certificato di Avvenuta Spedizione / Importazione (CAS / CAI) anche per le opere di artisti viventi o defunti realizzate da meno di 50 anni, tali certificati di fatto tutelano le opere da vincoli o sequestri e facilitano l’eventuale futura riesportazione.

Altra questione di indubbio interesse riguarda la procedura di notifica ministeriale che vincola al territorio italiano opere che – va detto – non sempre costituiscono particolare interesse storico-culturale per il patrimonio nazionale, limitandone quindi la circolazione e penalizzando di fatto la competitività del mercato dell’arte italiano rendendo la piazza nazionale poco attrattiva per i collezionisti stranieri.

Revisione del Vincolo Ministeriale: i nuovi criteri di collegamento

La riforma interviene normando l’imposizione del vincolo, ovvero per negare il rilascio dell’ Attestato di Libera Circolazione nei confronti di un’opera realizzata da un autore straniero l’amministrazione è obbligata preliminarmente ad accertare e verificare l’eventuale collegamento con il patrimonio culturale italiano: la rilevanza dell’opera per la storia collezionistica italiana; l’attinenza dell’opera con la storia della cultura italiana; i legami storici dell’autore straniero con l’Italia; e la permanenza delle opere in Italia.

Va inoltre ricordato che restano esclusi dalla nuova normativa i beni librari, per i quali permane la soglia di valore a € 13.500 e per i quali a partire dal 4 maggio 2026 divengono operativi gli Uffici Esportazione per i beni archivistici e bibliografici separati funzionalmente e proceduralmente dagli Uffici Esportazione competenti per gli oggetti di antichità ed arte. Per quel che riguarda i reperti archeologici, gli oggetti o elementi derivanti da smembramento di monumenti, gli incunaboli, i manoscritti e gli archivi vigono le consuete procedure di autorizzazione indipendentemente dal valore economico.

Chiara Mastelli
Chiara Mastelli
Art consultant, ha all’attivo collaborazioni con gallerie, case d’asta e fondazioni. Specializzata in mercato primario e secondario con focus in arte moderna e contemporanea ha approfondito le differenti branche del sistema dell’arte attraverso un’ Alta formazione in diritto dell’arte presso Università Sant’ Anna di Pisa, un’ Alta formazione in Contemporary Art Markets presso Naba Milano e in curatela d’archivio d’artista presso AitArt Milano. E’ consulente per collezionisti privati e aziende.

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