Nel panorama del collezionismo fotografico italiano prende forma un progetto destinato a segnare un punto di svolta. Dal 18 al 20 maggio, Finarte presenta a Milano la prima “Photo Week” in Italia: un appuntamento che supera il tradizionale format dell’asta per trasformarsi in una vera piattaforma curatoriale dedicata alla fotografia storica e contemporanea.
Oltre cinquecento lotti distribuiti in quattro aste tematiche, tre giornate di esposizioni e cataloghi costruiti come strumenti critici delineano un progetto che ambisce a raccontare l’evoluzione del medium fotografico dal XIX secolo fino alla contemporaneità. Al centro non c’è soltanto il mercato, ma una riflessione più ampia sulla fotografia come linguaggio artistico, documento storico e oggetto da collezione.
La Photo Week di Finarte: un nuovo modello per il mercato fotografico italiano
La prima Photo Week italiana nasce in un momento di forte trasformazione del mercato della fotografia. Negli ultimi anni, infatti, il collezionismo fotografico ha assunto una dimensione sempre più internazionale, aprendosi a nuove generazioni di acquirenti e ampliando il dialogo tra arte contemporanea, archivi storici e cultura visuale.
In questo contesto, Finarte sceglie di costruire un format inedito per l’Italia: quattro aste autonome ma connesse tra loro da un preciso impianto curatoriale. “Icone italiane”, “Alla scoperta dello spazio”, “Fotografia Etnografica: il giro del mondo in 80+80 scatti” e “Under 1K” diventano così capitoli di un unico racconto dedicato alla storia della fotografia.
Fondamentale, in questo progetto, il contributo critico del professor Roberto Mutti, consulente scientifico della casa d’aste milanese e figura storica della critica fotografica italiana. I quattro cataloghi online non sono pensati soltanto come strumenti commerciali, ma come pubblicazioni capaci di contestualizzare opere, autori e collezioni all’interno della storia del medium.
“Icone Italiane”: da Luigi Ghirri a Mario Giacomelli

La Photo Week si apre lunedì 18 maggio con “Fotografia: Icone Italiane”, un’asta che conferma il ruolo di Finarte come punto di riferimento per la fotografia italiana sul mercato nazionale e internazionale.
Il catalogo riunisce cento lotti dedicati a cinquanta protagonisti della fotografia italiana, dal XIX secolo a oggi. La selezione privilegia immagini entrate nell’immaginario collettivo, fotografie che hanno definito poetiche e linguaggi diventando simboli stessi dei loro autori.
Tra i lavori più attesi emerge “Alpi di Siusi” di Luigi Ghirri, opera che restituisce tutta la capacità dell’artista emiliano di trasformare il paesaggio in una dimensione mentale sospesa tra realtà e visione. Accanto a Ghirri compaiono le immagini romantiche di Gianni Berengo Gardin dedicate a Parigi e alla Gran Bretagna, i celebri “pretini” di Mario Giacomelli dalla serie Io non ho mani che mi accarezzino il volto, il dinamico “Tuffatore” di Nino Migliori e i cromatismi astratti del “Paesaggio Italiano” di Franco Fontana.
L’asta costruisce così una vera mappa della fotografia italiana del Novecento, attraversando neorealismo, sperimentazione concettuale, ricerca sul paesaggio e fotografia umanista.
La fotografia dello spazio tra immaginario scientifico e cultura visuale

Martedì 19 maggio la programmazione cambia radicalmente registro con “Fotografia: Alla scoperta dello Spazio”, una vendita dedicata alle immagini provenienti dagli archivi NASA.
La selezione comprende fotografie rare realizzate a partire dalle missioni del 1966 e documenta alcune delle pagine più importanti dell’esplorazione spaziale americana, inclusi materiali legati al programma Apollo. In molti casi si tratta di immagini scattate direttamente dagli astronauti, fotografie che uniscono valore documentario, potenza estetica e rilevanza storica.
Questa sezione della Photo Week appare particolarmente significativa perché evidenzia come la fotografia scientifica abbia contribuito a ridefinire l’immaginario contemporaneo. Le immagini della Terra osservata dallo spazio, le superfici lunari, i dettagli tecnici delle missioni e i ritratti degli astronauti sono diventati nel tempo vere icone culturali, capaci di influenzare cinema, arte contemporanea e comunicazione visiva.
Il viaggio nella fotografia etnografica tra Ottocento e Novecento
Sempre il 19 maggio, Finarte propone “Fotografia Etnografica: il giro del mondo in 80+80 scatti”, probabilmente uno dei nuclei più affascinanti dell’intera manifestazione.
L’asta raccoglie fotografie ottocentesche e del primo Novecento dedicate ai popoli e alle culture dei cinque continenti. Albumine dipinte a mano dal Giappone, ritratti delle popolazioni asiatiche della Steppa, testimonianze fotografiche africane, immagini dei Maori e rare stampe dedicate alla tribù Dayak del Borneo costruiscono un atlante visivo che restituisce il rapporto tra fotografia, antropologia e colonialismo.
Queste opere possiedono oggi un duplice valore. Da un lato rappresentano documenti storici di straordinaria importanza; dall’altro invitano a riflettere criticamente sullo sguardo occidentale che, tra XIX e XX secolo, ha utilizzato la fotografia come strumento di catalogazione del mondo.
L’asta evidenzia inoltre l’importanza crescente della fotografia vernacolare ed etnografica nel mercato internazionale, settore sempre più osservato da istituzioni, studiosi e collezionisti.
“Under 1K”: la fotografia accessibile apre a nuovi collezionisti
A chiudere la settimana, mercoledì 20 maggio, torna “Fotografia: Under 1K”, formula ormai consolidata di Finarte che punta a rendere il collezionismo fotografico più accessibile.
La vendita propone opere con basi d’asta inferiori ai mille euro, offrendo la possibilità di acquistare lavori di qualità senza affrontare cifre proibitive. È un modello che negli ultimi anni ha contribuito ad ampliare il pubblico della fotografia da collezione, coinvolgendo giovani acquirenti e nuovi appassionati.
Nel catalogo convivono autori emergenti e grandi nomi della scena internazionale come Candida Höfer, Nan Goldin, Bill Brandt, Cecil Beaton e Alexander Rodchenko.
La scelta di chiudere la Photo Week con un’asta accessibile appare strategica: dopo aver attraversato la grande storia della fotografia, il progetto si apre concretamente al futuro del collezionismo.
Milano capitale della fotografia da collezione
Con questa prima Photo Week, Milano conferma la propria centralità nel sistema italiano dell’arte contemporanea e del mercato fotografico. Le aste ospitate nella sede di Via dei Bossi trasformano per tre giorni la città in un osservatorio privilegiato sulla fotografia internazionale, mettendo in dialogo ricerca curatoriale, mercato e divulgazione.
L’operazione di Finarte appare significativa anche perché intercetta una trasformazione più ampia del settore: oggi il collezionismo fotografico non riguarda più esclusivamente specialisti e istituzioni, ma coinvolge un pubblico trasversale interessato alla fotografia come forma d’arte autonoma e linguaggio culturale centrale nella contemporaneità.
La prima Photo Week italiana diventa così molto più di una sequenza di vendite all’asta. È un progetto culturale che racconta la fotografia nelle sue molteplici dimensioni: memoria storica, documento scientifico, ricerca artistica e oggetto da collezione.
Per consultare i cataloghi completi e il calendario delle aste è possibile visitare il sito ufficiale di Finarte dedicato alle aste fotografiche.







