Fabio Mauri: lucida visione di un precursore

del

Fuori ora il catalogo ragionato a cento anni dalla sua nascita

Fabio Mauri, artista contemporaneo di cui si celebra quest’anno il centenario della nascita, rappresenta una figura centrale dell’arte italiana. La sua produzione, che va dalla fine degli anni Cinquanta ai primi anni Duemila, tratta tematiche ancora oggi attuali.

Artista visivo, scrittore, docente ed editore, Fabio Mauri nasce a Roma nel 1926 da Umberto Mauri, fondatore delle Messaggerie e poi alla guida di Mondadori, e Maria Luisa Bompiani, sorella di Valentino Bompiani. Nel 1938 si trasferisce a Bologna, dove frequenta il liceo Galvani insieme a Pier Paolo Pasolini, con il quale fonderà la rivista letteraria Il Setaccio. Tornato a Roma a diciannove anni, Mauri si trova faccia a faccia con la rovinosa realtà del dopoguerra. Saranno numerosi i suoi soggiorni nei manicomi, poi l’esperienza in un centro rieducativo per ragazzi lo aiuta a trovare la sua collocazione nel mondo. Nel 1955, dopo una parentesi milanese, torna a Roma, centro animato da una grande comunidade artistica e letteraria che annovera Umberto Eco (con cui lavora alla nuova edizione dell’Almanacco Bompiani), Alberto Burri e gli artisti del caffè Rosati in piazza del Popolo, come Mimmo Rotella, Piero Dorazio e Giulio Turcato.

Dopo una prima fase espressionista durata dal 1953 al 1956, l’anno successivo Mauri crea il suo primo Schermo: un bordo nero corre intorno a un centro bianco rettangolare che, negli anni seguenti, diventerà aggettante, tendendo carta o tela bagnata su un telaio di forma convessa per simulare lo schermo televisivo. Da qui prendono forma le sue riflessioni lungimiranti sul potere dei media. Ideologia, trauma storico, memoria personale e manipolazione delle tecnologie della comunicazione: queste sono tra le più importanti tematiche che l’opera di Fabio Mauri esplora, analizza e restituisce con estrema razionalità.

Fabio Mauri nella Luna, Roma, 1968.
Foto: Giuliani. Courtesy the Estate of Fabio Mauri and Hauser & Wirth.

Tra i pionieri della performance in Italia, nel 1971 presenta l’azione Che cosa è il fascismo, e nel 1973 la performance Ebrea. Nel 1975 è la volta della storica performance Intellettuale a Bologna, in cui Mauri proietta il film Il Vangelo secondo Matteo sul petto di Pasolini vestito con una camicia bianca: si tratta del primo capitolo di una serie in cui l’artista realizza installazioni utilizzando proiezioni cinematografiche su corpi e oggetti.

Dal 1979 Mauri insegna Estetica della sperimentazione all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila e, insieme ai suoi studenti, nel 1980 mette in scena la performance Gran Serata Futurista 1909-1930 e, nel 1989, Che cosa è la filosofia. Heidegger e la questione tedesca. Concerto da tavolo. Nel 1993, invitato a esporre alla Biennale di Venezia, Mauri realizza Il Muro Occidentale o del Pianto, opera monumentale composta da borse e vecchie valigie, emblema della divisione del mondo, dell’esilio e della fuga forzata.

Si ritira dall’insegnamento nel 1996 e nel 2000 fonda lo Studio Fabio Mauri – Associazione per l’Arte L’Esperimento del Mondo, dedito alla produzione e conservazione delle sue opere e del suo archivio. Muore a Roma il 19 maggio 2009, dopo essere stato invitato dalla curatrice Carolyn Christov-Bakargiev a esporre a dOCUMENTA(13) a Kassel, dove le sue opere verranno presentate postume nel 2012.

Tra le altre importanti istituzioni internazionali in cui l’artista ha esposto si ricordano: MoMA PS1 e Jewish Museum a New York; Walker Art Center a Minneapolis; MOCA a Los Angeles; Philadelphia Museum of Art; Centre Pompidou, Jeu de Paume e Bourse de Commerce – Pinault Collection a Parigi; Museo Reina Sofía a Madrid, oltre alla presenza in sei edizioni della Biennale di Venezia e alla 14ª Biennale di Istanbul.

Il catalogo ragionato

Fabio Mauri, Schermo, 1958.
Courtesy the Estate of Fabio Mauri and Hauser & Wirth.

Il catalogo ragionato dell’opera di Fabio Mauri, a cura di Carolyn Christov-Bakargiev ed edito da Allemandi, esce in occasione del centenario della nascita dell’artista. Sarà disponibile in formato cartaceo a partire dal 26 maggio 2026, mentre la versione digitale è già accessibile dal 13 maggio sui siti allemandi.com e fabiomauri.comQuesta doppia veste rispecchia la volontà dello stesso Mauri di garantire un ampio accesso pubblico alla sua opera. La forma digitale, inoltre, è coerente con la sua ricerca: lui per primo, e in tempi non sospetti, aveva intuito la pervasività dello schermo nella società contemporanea.

“Per me, e per il mondo dell’arte italiano, Mauri non apparteneva a nessun movimento; era un artista che utilizzava principalmente il bianco e il nero per creare opere che non erano auto-espressive, bensì osservazioni concettuali e scientifiche della storia, della luce e dell’oscurità, e del modo in cui il bene e il male possono presentarsi sotto la stessa veste intercambiabile. Estremamente preciso nel metodo e nella forma, quasi come se l’opera fosse un esperimento condotto in un laboratorio di fisica, Mauri presentava la realtà ‘così com’è’ allo spettatore e ne rivelava la misteriosa crudeltà, che esplorava da prospettive filosofiche e teologiche”.

Queste sono le parole con cui la curatrice Christov-Bakargiev ci introduce al catalogo, frutto di un lavoro più che decennale di archiviazione delle opere appartenenti ai diversi filoni di ricerca intrapresi dall’artista. Con ben 3.600 opere catalogate e accompagnate da didascalie estese, il volume rappresenta oggi lo studio più completo esistente su Mauri. Oltre al saggio introduttivo della curatrice (che è anche presidente del Comitato Scientifico), il volume contiene un’intervista inedita a Hans Ulrich Obrist e contributi di Laura Cherubini, Francesca Alfano Miglietti, Andrea Viliani e Giacomo Marramao.

“Fabio Mauri è stato una delle figure di spicco dell’avanguardia italiana dal dopoguerra fino ai primi anni Duemila”, commenta Christov-Bakargiev. “È stato un intellettuale poliedrico il cui lavoro si distingue per le intuizioni profetiche sul potere dello schermo. I suoi dipinti, le sculture, le installazioni e le performance si fondano su una ricerca profonda dedicata alla formazione dell’ideologia, al trauma storico e alla memoria personale, nonché alla manipolazione”.

Il legame con Carolyn Christov-Bakargiev

Fabio Mauri con Carolyn Christov-Bakargiev,
Chiesa di S. Caterina, L’Aquila 1994.
Courtesy the Estate of Fabio Mauri and Carolyn Christov-Bakargiev.

Carolyn Christov-Bakargiev (Ridgewood, New Jersey, 1957) nel testo sottolinea l’importanza di Mauri sulla scena internazionale, forte di una collaborazione stretta e duratura con l’artista. Storica dell’arte e curatrice italo-americana, Christov-Bakargiev collabora con Mauri dal 1992. Ha curato la sua prima grande retrospettiva alla Galleria Nazionale d’Arte Moderne di Roma nel 1994, firmando la prima monografia sulla sua opera.

Già Senior Curator al MoMA/PS1 di New York, direttrice di dOCUMENTA(13) e, fino al 2023, direttrice del Castello di Rivoli e della Fondazione Cerruti di Torino, Christov-Bakargiev ha continuato a promuovere Mauri in tappe fondamentali, non ultima la grande mostra “Arte Povera” del 2024 presso la Bourse de Commerce – Collection Pinault a Parigi, dove lo ha incluso tra i grandi precursori.

Gli appuntamenti del centenario

Sabato 16 maggio 2026 alle ore 13.45, il catalogo sarà presentato in anteprima in occasione della XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino. L’evento si terrà presso la Pista 500 della Pinacoteca Agnelli (Lingotto), dove Carolyn Christov-Bakargiev dialogherà con Sebastiano Mauri, filmmaker, romanzo e pittore, nonché nipote dell’artista e vicepresidente dello Studio Fabio Mauri. Farà seguito il book-signing.

Il progetto è promosso dal MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna (Settore Musei Civici del Comune di Bologna) con lo Studio Fabio Mauri, ed è realizzato grazie al sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell’ambito del programma Italian Council (14ª edizione, 2025).

Oltre alla pubblicazione del catalogo ragionato, il centenario della nascita dell’artista sarà celebrato con diverse mostre ed eventi: a settembre 2026, una mostra curata da Maurizio Cattelan e Marta Papini al MAXXI L’Aquila – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, nell’ambito di L’Aquila Capitale italiana della Cultura; a febbraio 2027 una grande mostra retrospettiva co-curata da Carolyn Christov-Bakargiev e Lorenzo Balbi al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna che si sposterà, tra giugno 2027 e gennaio 2028, al MUDAM – Musée d’Art Moderne Grand-Duc Jean di Lussemburgo, con la cura di Carolyn Christov-Bakargiev.

I prossimi anni saranno dunque un’opportunità preziosa per riscoprire la ricerca di un artista che ha smontato i meccanismi di potere e manipolazione dei media, offrendoci una visione cristallina e profetica del nostro presente.

Sara Alessandrello
Sara Alessandrello
Storica dell'arte, creator e attrice, Sara Alessandrello si laurea in Storia e Critica dell'arte all'Università degli Studi di Milano, specializzandosi nello studio dell'utilizzo del medium tessile nell’arte contemporanea. Cultrice della materia per il corso di Cultura visiva per il design, collabora con realtà espositive e con artisti occupandosi di curatela e comunicazione. Diplomata in recitazione, si occupa anche di teatro e performance, pubblicità e formazione.

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