Matisse da quasi mezzo secolo fuori mercato batte ogni aspettativa. Picasso, Van Gogh e Giacometti trascinano la serata. L’Asia non smette di comprare.
Ieri sera, le sale di Sotheby’s a New York hanno ospitato uno degli appuntamenti più attesi della stagione: la Modern Evening Auction, conclusosi con un totale complessivo di $303,9 milioni, diritti d’asta inclusi, contro una stima pre-vendita compresa tra $242 e $320,2 milioni. Non è stata la serata dei primati assoluti — quella spettava alla sera precedente, quando Christie’s ha incassato la cifra astronomica di $1,1 miliardi in due aste consecutive, stabilendo record per Constantin Brâncuși, Joan Miró, Jackson Pollock, Mark Rothko e Alice Neel. Ma il risultato di Sotheby’s racconta comunque una storia importante: il mercato dell’arte moderna torna a dare segnali di tenuta.
Il dato più significativo non è il totale in sé, ma il confronto con un anno fa: +63% rispetto all’analoga asta del maggio precedente, e il risultato più alto per una vendita Modern a proprietà variegate da novembre 2022. Il sell-through rate si è attestato al 98% — praticamente tutto venduto, con un solo lotto rimasto invenduto durante la serata — a fronte di 97 lotti offerti, due dei quali ritirati prima dell’inizio. Nel complesso, la settimana delle Marquee Sales di Sotheby’s ha toccato $839,6 milioni di totale cumulativo. Numeri che suggeriscono un cauto ottimismo su un mercato che, dopo una prolungata fase di raffreddamento, sembra finalmente trovare una nuova stabilità.
Il momento della serata: Matisse torna dopo mezzo secolo
Il lotto più atteso era anche il più misterioso: La Chaise lorraine, dipinto da Henri Matisse nel 1919 e custodito dalla Barbier-Mueller Collection di Ginevra per quasi mezzo secolo senza mai comparire sul mercato. Una natura morta di apparente semplicità — una sedia di legno sormontata da un piatto con tre pesche — ma di straordinaria potenza compositiva, emblema di quel periodo in cui Matisse depurava il colore e la forma con un rigore formale.
La stima era “in eccesso di $25 milioni”, formula usata dalle case d’asta per i lotti di cui si attende una battaglia. La battaglia è arrivata ed è durata oltre dieci minuti: quattro offerenti si sono contesi l’opera in una tensione crescente, fino a quando il martello è caduto a $41,5 milioni — $48,4 milioni con i diritti. L’aggiudicatario è un cliente telefonico in contatto con Francis Asquith, Senior Specialist Impressionist & Modern Art di Sotheby’s. Il risultato posiziona La Chaise lorraine come secondo prezzo in assoluto per un dipinto di Matisse venduto all’asta.
Picasso, Van Gogh e Giacometti confermano la solidità del mercato
Subito dopo Matisse, l’asta ha confermato la solidità della domanda per i tre grandi maestri del Novecento.



Arlequin (Buste) di Pablo Picasso, capolavoro cubista del 1909 proveniente dalla collezione di Adele ed Enrico Donati, ha raggiunto $42,6 milioni su una stima di oltre $40 milioni. Opera dal pedigree straordinario: era stata acquistata da Donati direttamente da Daniel-Henry Kahnweiler, il leggendario gallerista di Picasso, garante assoluto di autenticità e provenienza impeccabile.
Vincent van Gogh ha firmato il terzo risultato della serata con La Moisson en Provence del 1888, un’opera su carta, che è stata venduta a $29,4 milioni (stima $25–35 milioni). Il dato stabilisce un nuovo riferimento per questo specifico supporto: si tratta del secondo prezzo più alto mai pagato per un’opera su carta dell’artista olandese, un primato che paradossalmente apparteneva alla stessa opera fino alla notte prima.
Alberto Giacometti ha tenuto la scena con La Clairière (Composition avec neuf figures), dalla collezione di David e Shoshanna Wingate, aggiudicata a $23,1 milioni dopo cinque minuti di offerte tra tre offerenti.
La forza delle collezioni: Donati, Wingate, Shainwald, de Gunzburg
Una delle tendenze strutturali più evidenti di questa stagione d’aste è l’importanza crescente delle vendite a collezione unica, capaci di attrarre acquirenti con la garanzia di provenienza e la narrativa curatoriale che si porta dietro ogni grande raccolta.
La collezione Enrico e Adele Donati ha contribuito con tre lotti per un totale di $58,9 milioni nella serata, portando il totale complessivo della collezione — tra asta serale e day sale — a $63,2 milioni, ampiamente sopra le stime. Oltre al Picasso, Wassily Kandinsky ha portato un’altra soddisfazione con Rote Tiefe (Red Depth) a $14,5 milioni.
La collezione David e Shoshanna Wingate ha realizzato $40,5 milioni con sei lotti venduti al 100%, includendo il Giacometti da $23,1 milioni e un insolito primato per Mark Rothko: Untitled del 1959, olio su carta in tonalità rosse e arancioni, ha raggiunto $9,3 milioni contro una stima di $5–7 milioni, diventando il prezzo più alto per un’opera su carta dell’artista a questa scala e per un lavoro del 1959. Considerando le aste di tutta la settimana, le opere di Rothko hanno totalizzato $230,5 milioni — una cifra che racconta una ritrovata forza del mercato per l’espressionismo astratto americano.
Dalla collezione di Sybil Shainwald, avvocata specializzata in salute femminile scomparsa l’anno scorso, è arrivato uno dei momenti più insoliti della serata: René Magritte ha stabilito un nuovo record per i suoi dipinti su bottiglia con Femme-bouteille del 1955 — una bottiglia decorata con un nudo femminile — aggiudicata a $974.000, su una stima di $800.000–1,2 milioni. Il totale Shainwald per la serata è stato di $3,6 milioni.
La collezione Jean e Terry de Gunzburg, già protagonista di una vendita di design masterpieces il mese scorso, ha portato il proprio totale complessivo alla cifra straordinaria di $157,6 milioni (stime pre-vendita: $65–96,5 milioni), confermando l’eccezionale qualità della raccolta.
L’Asia torna protagonista
Sotheby’s ha segnalato con orgoglio la partecipazione di collezionisti provenienti da 31 paesi, con una presenza asiatica particolarmente vigorosa che ha inciso su almeno dodici lotti. Acquisti diretti sono stati registrati per opere di Yves Tanguy, Matisse (La Séance du matin), Egon Schiele (Frauenbildnis mit Blauem und Grünem Halstuch), Picasso (Tête de femme) e Degas — quest’ultimo acquistato da un collezionista asiatico under 40, segnale di un ricambio generazionale in corso tra i compratori del continente.
Le donne artiste: cinque su cinque sopra la stima



In una serata guidata da nomi maschili di primissimo piano, le cinque opere di artiste donne offerte hanno tutte venduto sopra la stima massima — dettaglio non banale, che riflette una domanda crescente e forse ancora sottovalutata dai prezzi base.
Georgia O’Keeffe con Inside Clam Shell ha raggiunto $8,9 milioni (stima $6–8 milioni), diventando il secondo prezzo più alto per un’opera su carta dell’artista. Le surrealiste hanno brillato: Leonora Carrington con El retorno de la osa mayor a $1,7 milioni (stima $1–1,5 milioni), Dorothea Tanning con Témoins du drame a $2,2 milioni (stima $1–1,5 milioni), Leonor Fini con il ritratto dell’attrice Alida Valli a $1,2 milioni. Il risultato più sorprendente in termini percentuali è stato quello di Varvara Stepanova: Two Figures ha raggiunto $2,3 milioni su una stima di $1,2–1,8 milioni, secondo prezzo in assoluto per l’artista costruttivista russa.







