Lo spazio di sperimentazione dei grandi nomi del Novecento, le opere del processo creativo nella selezione di Wannenes.
Il 22 ottobre 2026, Wannenes presenta una nuova asta di Opere moderne e multipli d’autore, un catalogo di 186 lotti che riunisce alcune delle firme più significative della storia dell’arte moderna: opere grafiche, disegni, dipinti e sperimentazioni su diversi supporti. La selezione si distingue per l’ampiezza dei riferimenti e per la presenza di artisti che hanno contribuito a definire l’immaginario artistico del Novecento: Salvador Dalí,Joan Miró, Renato Guttuso, Mario Schifano. Ancora: Marino Marini, Andy Warhol, Alberto Burri, solo per citare le firme più imponenti della storia dell’arte del Novecento.
Wannenes presenta un catalogo eterogeneo di grafica d’arte e alcune opere in tecniche miste.
L’offerta si apre con sei litografie a colori di Salvador Dalí del 1969, testimonianza della diffusione del suo universo visionario e della prorompente attività artistica che si è espressa anche attraverso la grafica d’autore. La produzione seriale ha attraversato pittura, illustrazione e stampa e la selezione ne è un esempio di offerta. Joan Miró è presente con Le lézard aux plumes, litografia a colori appartenente a un’edizione numerata. Il segno essenziale, le forme organiche, i cromatismi e i ritmi compositivi rappresentano una delle numerose declinazioni della ricerca moderna, nella quale la grafica diventa uno spazio autonomo di sperimentazione visiva.
Il catalogo prosegue con una pluralità di firme cardinali del Novecento: Renato Guttuso, Mario Schifano, Marino Marini, Andy Warhol e Alberto Burri si affiancano in un percorso che attraversa esperienze e risultati differenti. Le loro presenze testimoniano la ricchezza di una stagione in cui il linguaggio artistico si è continuamente rinnovato, ridefinendo il rapporto tra immagine e produzione.
Sarebbe limitante guardare alla grafica e ai multipli come esempi di possibilità di diffusione; sarebbe più corretto osservarne il valore come prove evidenti della sperimentazione, non necessariamente considerando il lavoro come compiuto, ma come un processo verso la sua fase ultima. È questo il senso della selezione da parte degli esperti.
Tra i lotti da segnalare, il numero 28, una tecnica mista di Maria Lai. La sua presenza introduce una prospettiva diversa rispetto alla grafica tradizionale, mostrando come la modernità abbia progressivamente ampliato i confini dell’opera, coinvolgendo materiali e procedimenti non convenzionali.
Di particolare interesse i lotti dal 134 al 138. Un dialogo con la storia della grafica europea attraverso cinque acqueforti di Francisco Goya appartenenti alla serie I Capricci. Realizzata tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, la serie rappresenta uno dei momenti fondamentali della ricerca incisoria dell’artista spagnolo e la sua presenza in asta introduce una prospettiva storica più ampia, mettendo in relazione la tradizione dell’incisione con le successive sperimentazioni della grafica moderna.
A questo nucleo l’attenzione è indicata al lotto 154, un libro completo contenente dieci acqueforti a colori su carta di Marc Chagall. La produzione grafica dell’artista russo-francese costituisce una parte importante della sua attività e rappresenta un’estensione del suo immaginario poetico, popolato da figure sospese, riferimenti alla memoria, alla cultura ebraica e al mondo del teatro. Il rapporto tra testo e immagine, così come la sequenza delle tavole, consente di considerare il volume non soltanto come una raccolta di stampe, ma come un insieme organico nel quale le singole composizioni partecipano a un medesimo universo narrativo.
Accanto alle grandi firme, il catalogo comprende opere che permettono di approfondire percorsi specifici della ricerca italiana.
Il disegno Tre nudi di Felice Casorati (lotto 7) che richiama l’attenzione sulla centralità della figura e sulla costruzione rigorosa della composizione, mentre Zeus di Giorgio de Chirico si inserisce nel repertorio mitologico che attraversa una parte della sua produzione. Due dipinti di Renato Guttuso (lotti dieci e undici), Natura morta con drappo verde e le Bagnanti (La spiaggia), riportano invece alla pittura degli anni Trenta e alla dimensione figurativa del suo lavoro. La presenza di Osvaldo Licini con Angelo ribelle (lotto 9) inserisce nella selezione astrazione, immaginazione e sensibilità poetica.
Un ulteriore punto di interesse è rappresentato da Intersuperficie di Paolo Scheggi (lotto 44), opera del 1967 appartenente a un’edizione numerata, in cui la struttura dell’oggetto e la possibilità di intervenire sulla sua configurazione introducono una dimensione percettiva. La ricerca di Scheggi si colloca nel contesto delle sperimentazioni spaziali degli anni Sessanta, quando la superficie tradizionale del quadro viene ripensata attraverso sovrapposizioni, aperture e relazioni tra piani. Il lavoro mostra come il multiplo possa diventare parte integrante di una ricerca formale, traducendosi in una configurazione ripetibile.

Tra gli highlights della vendita spicca il nucleo dedicato alla scultura in legno intagliato e dipinto in policromia di Jan Krajewski (Zawid Kościelny 1935 – 2017). Al lotto 81 è proposta Serenata, cm 56 x 21 x 19, firmata e titolata sotto la base: una scena di sapore popolare in cui un giovane violinista, seduto ai piedi di un albero, è ascoltato da una ragazza appoggiata al tronco, accanto a un piccolo secchio di legno. A questa si affianca, al lotto 82, una seconda scultura dell’artista, Senza titolo, cm 32,5 x 8 x 6, firmata sotto la base, che raffigura un musicista stretto al proprio violoncello, in una figura allungata e frontale dallo sguardo assorto. Due creazioni che sintetizzano la raffinata sensibilità figurativa e il gusto narrativo dell’autore, in cui l’intaglio lasciato a vista dialoga con la stesura del colore.
Il percorso prosegue con la pittura italiana attraverso il dipinto di Carlo Montarsolo (Marmore 1922 – Roma 2005), Progetto per un motivo pubblicitario (lotto 118), del 1968: un olio su tela di cm 80 x 100, firmato in basso a destra e firmato, datato e titolato sul retro. Proveniente dalla collezione dell’Archivio Carlo Montarsolo, l’opera è stata esposta alla mostra Carlo Montarsolo. Alta tensione tra passato e presente, tenutasi alla GNAM di Roma nel 2022, ed è riprodotta nel relativo catalogo (p. 26). Su un fondo chiaro, fittamente graffiato e stratificato, si intrecciano segni bruni e neri, archi e frammenti geometrici: una composizione che rappresenta un’importante testimonianza della ricerca espressiva e dell’energia compositiva del maestro.

Completano il panorama figure come Renato Mambor, Corrado Cagli, Enrico Paulucci e Giuseppe Migneco, le cui ricerche contribuiscono a restituire la varietà della cultura visiva italiana del Novecento.
Dai Capricci di Goya alle litografie di Dalí, dall’intaglio policromo di Krajewski alle superfici di Scheggi, il catalogo dimostra una tesi semplice: il multiplo non è la copia minore di un’opera, ma uno dei luoghi in cui l’arte moderna ha messo alla prova se stessa. La ripetizione diventa metodo, la tiratura banco di prova del gesto, la stampa uno spazio di invenzione autonoma.
Con Opere moderne e multipli d’autore Wannenes conferma una linea precisa: aprire il mercato dell’arte a un collezionismo più ampio ma sempre attento, senza rinunciare al prestigio e alla qualità dell’offerta. Il 22 ottobre, in asta web-live, 186 lotti offrono l’occasione concreta di portare a casa una firma che ha fatto la storia del Novecento.
INFORMAZIONI
Esperti: Guido Vitali e Pier Matteo Carnaroli
Asta: Web-only
9-22 ottobre 2026







