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Andare in Galleria, sì… ma in quale?

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Avete mai provato a cercare su Google “galleria d’arte contemporanea”? Quello che ne esce è quanto meno disarmante: oltre 2.7 milioni di risultati. Se poi provate a digitare “contemporary art gallery” le cose vanno anche peggio: 112 milioni di voci. E le cose non migliorano raffinando la ricerca:  solo a Milano trovereste centinaia di indirizzi. Ma come orientarsi in questo labirinto? Vediamo alcune regole di base.

Prima di tutto dobbiamo fare una distinzione. Al mondo esistono, infatti,  due macro-tipologie di Galleria d’Arte Contemporanea: quelle che lavorano sul cosiddetto “Mercato Primario”, ossia a diretto contatto con gli artisti e che mettono in vendita opere che per la prima volta appaiono sul mercato, e quelle che operano sul “Mercato Secondario”, cioè quelle che rivendono opere già da tempo in circolazione. Come sempre accade esiste poi una serie di Gallerie ibride che “navigano” sul confine dei  due mercati.

mappa gallerie arte contemporanea in italia
La “Google Map” delle gallerie italiane di arte contemporanea

Ovviamente la scelta del mercato su cui essere presenti non è un sinonimo di qualità della Galleria. Diciamo che, in linea di massima, quelle privilegiate dai collezionisti di arte contemporanea sono quelle che lavorano sul “Mercato Primario”. Detto questo, per orientarsi nel mare magnum delle gallerie, che va dalle realtà locali a quelle nazionali ed internazionali, esistono alcuni criteri di base che un collezionista non può ignorare:

 

  • La Scuderia: il valore di una galleria, in linea di principio, è dato dagli artisti che rappresenta e con i quali ha un rapporto esclusivo. I galleristi sono i primi a veder le opere degli artisti rappresentati, finanziano i loro progetti, i cataloghi delle loro opere; curano il loro archivio e la loro promozione sul mercato, organizzando personali, collettive, partecipando alle fiere ecc.
  • Attività Culturale: oggi le gallerie private operano sempre più in un modo simile agli spazi no-profit, organizzando eventi, mostre, curando progetti (anche in spazi esterni al proprio), cicli di seminari ecc. Tutte attività che accrescono il suo prestigio.
  • Recensioni: proprio grazie a quanto detto nei punti precedenti, le gallerie migliori godono anche di una maggior visibilità sulle testate di settore o nelle pagine culturali dei quotidiani, dove verranno recensite le mostre e si parlerà delle loro iniziative culturali.
  • Presenza in Fiera: le fiere d’arte più importanti sono molto selettive per quanto riguarda le partecipazioni. Sapere a quali fiere ha preso parte una galleria può essere un elemento significativo per valutare la sua qualità.
  • Commenti degli Addetti: utile, infine, cogliere i commenti di altri collezionisti o di curatori che sappiamo essere, o essere stati, in contatto con una istituzione. Magari chiedendo un’opinione direttamente.

 

Ancora una volta internet può essere un buon strumento per reperire le informazioni, almeno quelle necessarie per una prima scrematura. Ormai tutte le gallerie hanno un loro sito. Documentarsi sulle gallerie e sulle credenziali dei mercanti, però, è un lavoro serio e non dobbiamo accontentarci di opinioni o commenti superficiali. Quindi: attenzione alle fonti che scegliamo come riferimento!

Nicola Maggi
Nicola Maggi
Giornalista professionista e storico della critica d'arte, Nicola Maggi (n. 1975) è l'ideatore e fondatore di Collezione da Tiffany il primo blog italiano dedicato al mercato e al collezionismo d’arte contemporanea. In passato ha collaborato con varie testate di settore per le quali si è occupato di mercato dell'arte e di economia della cultura. Nel 2019 e 2020 ha collaborato al Report “Il mercato dell’arte e dei beni da collezione” di Deloitte Private. Autore di vari saggi su arte e critica in Italia tra Ottocento e Novecento, ha recentemente pubblicato la guida “Comprare arte” dedicata a chi vuole iniziare a collezionare.

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