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mercoledì, Luglio 6, 2022

Una bella edizione di ArtePadova

del

diventa il miglior conservatore della tua collezione!

Venerdì 16 novembre ha aperto i battenti la 29° Mostra Mercato d’Arte Moderna e Contemporanea ArtePadova, che chiuderà lunedì 19 alle h 13. Centoventotto le gallerie partecipanti, con un livello medio di proposte decisamente più alto degli scorsi anni, anche se i veri e propri capolavori offerti sono — come forse è giusto che sia — in numero estremamente ridotto.

Lucio Fontana - Concetto spaziale, Attesa, 1964-65
Lucio Fontana – Concetto spaziale, Attesa, 1964-65

La parte del leone la fa la Galleria Mazzoleni (stand 150) che quest’anno propone, tra l’altro, un bel Concetto spaziale, Attesa blu del 1964-65 di Fontana, tre Burri (tra cui una Muffa del 1951 e un Multiplex del 1981 molto bello), alcuni Vedova storici (due Senza titolo del 1959 ma anche un Cantiere del 1946-47) e, ancora, tre bellissimi Alviani. Altre gallerie con un’offerta molto interessante sono Maco Arte di Padova (98), con opere storiche di Birolli, Santomaso, Turcato, Dorazio ma anche due piccoli e preziosi Boetti e quattro deliziosi disegni di Baruchello; Santo Ficara (178) con un bellissimo Mainolfi e un grande Turcato; Tonelli (126) di cui segnalo in particolare una piccola ma intrigante scelta di opere di Fontana.

Due disegni di Fontana proposti da Galleria Tonelli
Due disegni di Fontana proposti da Galleria Tonelli

Lo stand più sorprendente è però quello di Gino Monti (172), completamente dedicato a Gino De Dominicis, a 20 anni dalla scomparsa: una vera e propria retrospettiva con una quindicina di opere che vanno dal 1964 al 1997.

 Luigi Mainolfi proposto da Santo Ficara
Luigi Mainolfi proposto da Santo Ficara

Come sempre, alcuni artisti sembrano essere privilegiati per il loro fortunato momento di mercato: è il caso di Achille Perilli, onnipresente nella fiera di quest’anno, probabilmente in vista delle diverse retrospettive in arrivo — prima fra tutte quella all’Ermitage di San Pietroburgo che aprirà a metà dicembre prossimo — e della pubblicazione del Catalogo Ragionato delle opere.

Giulio Turcato proposto da Santo Ficara
Giulio Turcato proposto da Santo Ficara

In realtà, oltre a Perilli, diversi artisti provenienti dal Gruppo Forma 1 risultano molto rappresentati in quest’edizione di ArtePadova: Carla Accardi, Piero Dorazio e Giulio Turcato. Un altro autore praticamente onnipresente negli stand è Piero Gilardi (ma quanti Tappeti natura ha prodotto?), come pure Alberto Biasi e in generale gli esponenti dell’arte cinetica e programmata. Poi ancora si nota una presenza alquanto massiccia di opere di Roberto Crippa, Agostino Bonalumi, Bernard Aubertin, Salvatore Licata, Claudio Olivieri, per finire — un po’ sorprendentemente — con Georges Mathieu, artista non comune nel panorama collezionistico italiano. In chiara flessione invece, rispetto agli anni passati, Mario Schifano e in generale la Scuola di Piazza del Popolo, come pure Turi Simeti, di cui sta forse passando il momento di boom.

Il problema è che spesso, per riuscire a esporre l’autore trendy, vengono messe in vendita opere di qualità piuttosto standard, e non è raro che — rispetto ai dipinti — le cose più interessanti si trovino nella dimensione del disegno o comunque dell’opera su carta: ad esempio, proprio per quanto riguarda Perilli, Globart Investment di Firenze e Art Investment di Milano (stand 16) propongono una bella scelta di disegni degli anni Cinquanta e Sessanta. E ancora, rimanendo nell’ambito delle opere su carta, troviamo cose notevoli da Gomiero di Padova (stand 36 — un bel Marino Marini del 1935; due Sironi; dei deliziosi Giò Ponti…), da Arteelite di Savona (35 — un’interessantissima antologia di Futuristi, e anche un bel Nudo di Le Corbusier del 1962), da De’ Bonis di Reggio Emilia (136 — piccoli ma bellissimi Guttuso).

Mathieu e Hartung, Galleria Eidos di Asti

Vi sono però anche gallerie attente a un’offerta personale e raffinata, a volte lontana dal mainstream: è il caso di Eidos di Asti (stand 72), che propone autori poco frequentati come Bruno Di Bello o Reale Frangi, ma anche due begli Hartung e un disegno di palme molto stilizzato ed elegante di Mario Schifano. Oppure di Sirio di Padova-Milano (104) con diversi bei Veronesi e un interessante Ennio Finzi (K 16, 1957); Ca’ di Fra’ (80 – Pad. 7) che prosegue il suo recupero degli artisti del Gruppo del Cenobio; Scarchilli di Roma (80 – Pad. 8), che offre opere di Claudio Cintoli e, tra l’altro, due notevoli lavori degli anni Sessanta di Giosetta Fioroni, un bel piccolo Accardi e un progetto storico di Christo: Valley curtain (Project for Colorado) del 1970.

Ennio Finzi - K 16, 1957
Ennio Finzi – K 16, 1957

Tra le proposte più propriamente contemporanee segnalo il bel Senza titolo (Lightning over Paris) di Cristiano Pintaldi (Contini Contemporary di Londra, stand 130) e il dipinto dell’artista lettone Edite Grinberga della Galleria Forni (166)

Il dipinto di Edite Grinberga proposto dalla Galleria Forni
Il dipinto di Edite Grinberga proposto dalla Galleria Forni

Permettetemi però di concludere con una mia personalissima top ten tra le opere viste in Fiera. Diciamo pure: quelle che mi piacerebbe possedere, anche se dubito fortemente di vedermele recapitare in regalo all’uscita di questo articolo…

Jacques Wolf - La toilette, 1930-1934
Jacques Wolf – La toilette, 1930-1934

— Jacques Wolf: La toilette, 1930-34, Galleria Matteotti di Torino (stand 206). Inizio forse inaspettatamente da questo dipinto di un artista francese (1896-1956) che fece parte dei cosiddetti “orientalisti”. È un quadro dal grande fascino, sospeso tra realismo magico e sensualità balthusiana;

Felice Casorati - Cerere II, 1930-1933
Felice Casorati – Cerere II, 1930-1933

— Felice Casorati: Cerere II, 1930-33, Artemisia Fine Art di Londra (16). A proposito di “realismo magico”… però un Casorati meno severo, dove la stilizzazione non inficia una carnalità del resto insita nel soggetto. Grande (cm 210×114) tempera su tela, ma chi ha avuto la geniale idea di attaccare — presumibilmente qualche decennio fa — sulla tela in basso a sinistra una etichetta Dymo recante autore e titolo?

Etichetta Dymo sulla tela di Casorati
Etichetta Dymo sulla tela di Casorati

— Pier Paolo Calzolari: Senza titolo, 1970, ARTantide.com, Verona-Pechino (170). Un’opera di valore museale, di grandi dimensioni (cm 75×201) e del pieno periodo di sperimentazione, da parte dell’artista, di materiali come sale, piombo, ruggine;

Roberto Crippa - Sughero, 1959
Roberto Crippa – Sughero, 1959

— Il grande Sughero del 1959 di Roberto Crippa (provenienza Collezione Iolas) proposto da Lara e Rino Costa di Valenza (AL), stand 142;

Emilio Vedova - Senza titolo, 1959
Emilio Vedova – Senza titolo, 1959

— Il Concetto spaziale, Attesa di Fontana, il Multiplex di Burri e uno dei Senza titolo di Vedova della Galleria Mazzoleni di cui si è detto a inizio articolo;

De Pisis - Composizione (Pagliaccio), 1916
Filippo De Pisis – Composizione (Pagliaccio), 1916

— Il rarissimo Composizione (Pagliaccio) del 1916 di De Pisis — tra Futurismo e Dada — della Galleria Matteotti;

Il minuscolo Mark Tobey proposto dalla Galleria Accademia di Torino
Il minuscolo Mark Tobey proposto dalla Galleria Accademia di Torino

— Il minuscolo Mark Tobey del 1961 proposto dalla Galleria Accademia di Torino (24);

— Daniel Spoerri: Tableau piège, 1972, di Soave Arte Moderna e Contemporanea di Alessandria (102), che presenta una buona selezione di opere di Nouveau Réalisme degli anni Sessanta e Settanta (bella la piccola Compressione di César, mia undicesima scelta).

Segnalo, in coda, la solita maleducazione già lamentata in passato: molti “galleristi” non solo non salutano o non alzano nemmeno il naso dai loro smartphone, ma spesso non rispondono neanche al saluto loro rivolto da quello che dovrebbe o potrebbe essere un potenziale cliente…

Sandro Naglia
Sandro Naglia
Nato nel 1965, Sandro Naglia è musicista di professione e collezionista d’arte con un interesse spiccato per gli astrattisti italiani nati nei primi decenni del Novecento e per quelle correnti in qualche modo legate al Pop in senso lato (Scuola di Piazza del Popolo, Nouveau Réalisme ecc.).
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2 COMMENTS

  1. Probabilmente è vero, ma l’educazione e la capacità di public relations dovrebbero essere parte imprescindibile di un lavoro come quello del gallerista.

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