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Aste: Farsetti e la galleria dei capolavori

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Autonno caldo per la Casa d’Aste Farsetti di Prato che per la sua asta di dicembre ha messo insieme un doppio catalogo da capogiro, per un totale di 509 lotti suddivisi in tre sessioni: le prima, dedicata a Dipinti, Disegni, Sculture, Grafica (2 dicembre) – la meno interessante e su cui non ci soffermeremo -; la seconda incentrata sull’Arte Contemporanea (3 dicembre) e la terza, bellissima, sull’Arte Moderna (3 dicembre).

Ma vediamo insieme quali sono le opere più interessanti di questa asta, iniziando dalla sessione di Arte Contemporanea del 3 dicembre alle ore 11 (lotti 301-440): una selezione ricchissima di opere di assoluto pregio, a partire dall’assemblaggio su lamina di metallo, Please do not Disturb (1967), di Man Ray proposto al lotto 393 con una stima di 90-140.000 euro. Opera transitata dalla storica Galleria Arturo Schwarz di Milano, dove è stata acquistata dall’attuale proprietario.

LOTTO 393   – MAN RAY, PLEASE DO NOT DISTURB, 1967. Assemblaggio su lamina di metallo, cm. 47,5×38,7 (cornice)

Ai lotti 398 e 423 è, invece, Agostino Bonalumi a far bella mostra di sé con due tele estroflesse degli anni Ottanta: Blu (1987) e Bianco (1983) stimate, rispettivamente, 50-70.000 euro e 90-130.000 euro. Mentre al lotto 429 Farsetti propone, a 60-90.000 euro, Superficie G. 99 (1950) di Giuseppe Capogrossi.

Proseguendo tra le opere di Arte Contemporanea, merita attenzione il Senza titolo del 1977-78 a firma di Enzo Cucchi che troviamo al lotto 431 con una stima di 90-140.000 euro. Segue, al lotto 437, Fermenti al Sud, olio e tecnica mista di Giuseppe Santomaso del 1960 (stima: 100-150.000 euro).

LOTTO 431  – ENZO CUCCHI, SENZA TITOLO, 1977-78. Olio e innesti in ceramica su tela, cm. 140×230 (tela), cm. 160×230 (totale)

Se questi sono, certamente, i lotti più preziosi di questa sessione, l’occhio attento del collezionista non dovrebbe però farsi sfuggire altri lavori inseriti in questo bel catalogo. E’ il caso, ad esempio, della carta Vibrazioni simultanee (1961) di Mario Nigro (lotto 354, stima: 5800-8800 euro) o del delicatissimo olio di Piero Pizzi Cannella, Gioria del Cuore, che troviamo al lotto 378 con una stima di 15-25.000 euro.

Al lotto 382 abbiamo, invece, una bachelite del 1972 di Vicenzo Agnetti (lotto 14-22.000 euro), presente anche al lotto 395 con il lavoro Due dati o più istanti – lavoro del 1972 (stima: 25-35.000 euro).

LOTTO 419  – RODOLFO ARICÒ, PROSPETTIVA GENERALE, 1972. Acrilico su tela tesa su tavola, dittico, cm. 140x400x8 (assieme)

Ma attenzione la meritano anche il Senza titolo (1973) su cartoncino di Pier Paolo Calzolari (lotto 384, stima: 55-75.000 euro); Uso del rimario nel corso dell’inchiesta sugli ultimi giorni di Pompei, lavoro del 1966 di Gianfranco Baruchello (lotto 394, stima: 8-14.000 euro); lo storico dittico Prospettiva Generale (1972) di Rodolfo Aricò al lotto 419 (stima: 90-130.000 euro) e il Senza titolo (1956) di Tancredi proposto al lotto 436 con una stima di 45-65.000 euro.

Se la sessione di contemporanea è ricca di spunti, è però quella dedicata all’Arte Moderna a rappresentare una vera e propria galleria di capolavori. 105 lotti che si aprono con alcune opere su carta di una bellezza incredibile, a partire da Confessionale (1960), disegno di Domenico Gnoli (lotto 503, stima: 4-7.000 euro) che ci fa apprezzare a pieno le grandi qualità di disegnatore dell’artista romano.

LOTTO 503  – DOMENICO GNOLI, CONFESSIONALE, 1960. Inchiostro e acquerello su carta, cm. 43×35,7

Poco dopo, al lotto 505, ecco che abbiamo Potrait de Jeunne Fille au Chapeau, delicata matita su carta di Amedeo Modigliani realizzata nel 1916 (stima: 28-38.000 euro) a cui seguono carte di Rosai, Sironi, Roberto Marcello Baldessari – sue le due matite cubiste del 1915-16 presenti ai lotti 510 e 511 – e Giacomo Balla.

Di quest’ultimo, peraltro, impossibile non citare il bellissimo pastello Campagna Romana (1902), proposto al lotto 518 con una stima di 30-40.000 euro. E poi opere storiche di Severini, Ubaldo Oppi, Antonio Ligabue – ben quattro i lotti a suo nome, tra i quali lo stupendo Tigri contro leopardo (1944-45) stimato 70-100.000 euro.

LOTTO 518  – GIACOMO BALLA, CAMPAGNA ROMANA, 1902 CA. Pastello su carta applicata su cartone, cm. 26,7×36

E poi, il miglior Renato Guttuso autore – tra le altre sue opere in catalogo – della sensuale Salomé (1940-41) proposta al lotto 536 con una stima di 70-90.000 euro. Ma scorrendo le pagine di questo catalogo, l’occhio si ferma tra i profumati Fiori nello studio (1942) di Filippo De Pisis al lotto 544, dei quali pare quasi di sentire il solletico alle narici nell’avvicinarsi per apprezzarne il tratto pittorico (stima: 40-60.000 euro). Ma questo è solo uno dei lavori storici del pittore ferrarese, tutti bellissimi, offerti in questa vendita.

LOTTO 544   – FILIPPO DE PISIS, FIORI NELLO STUDIO, 1942. Olio su tela, cm. 59×55

E’ poi la volta di Ardengo Soffici, seguito dal sofferente Lorenzo Viani di cui abbiamo I derelitti, olio su cartone del 1929 stimato 18-28.000 euro. E, ancora, altre carte di Modigliani e nove disegni di Giorgio Morandi che ci guidano, sicuri come il loro tratto, alla nitida Natura morta (1952) del lotto 562 (stima: 1.1-1.500.000 euro) a cui segue il paesaggio urbano Cordile di Via Fondazza (1935) sempre del pittore bolognese (stima: 650-850.000 euro), vero e incontrastato protagonista di questo eccellente catalogo.

LOTTO 568   – FELICE CASORATI, IL MATTINO (MATERNITÀ), (1954). Olio su tela, cm. 90×55

Passata una serie di lavori di Ottone Rosai, rapisce la delicatezza dell’olio Il Mattino (Maternità) del 1954 a firma di Felice Casorati al lotto 568 (stima: 60-90.000 euro), che non esito a definire come uno dei lotti più belli di questa selezione.

Al n. 576 abbiamo poi un Concetto Spaziale, Attesa (1965-66) bianco di Lucio Fontana, solcato da tre netti tagli verticali (stima: 700-900.000 euro) e poi, giù giù, ai lotti 586 e 588 dove, di Giorgio De Chirico, Farsetti propone Cavalli antichi in riva al mare, degli inizi degli anni Settanta (stima: 60-90.000 euro) e Spiaggia Misteriosa del 1968 (stima: 180.000-280.000 euro).

LOTTO 593  – CARLO CARRÀ, NUOTATORI, 1929-30. Olio su tela, cm. 88,8×137,5

Colpisce, per la sua modernità, Ritratto, tela di Alberto Savinio del 1926-27 (lotto 591, stima: 50-70.000 euro) e, infine, ci perdiamo nello statico silenzio dei Nuotatori di Carlo Carrà (lotto 593, stima: 750-950.000 euro) in cui il suono della risacca si dissolve nell’immobilità dell’immagine. Semplicemente stupendo.

Nicola Maggi
Nicola Maggi
Giornalista professionista e storico della critica d'arte, Nicola Maggi (n. 1975) è l'ideatore e fondatore di Collezione da Tiffany. In passato ha collaborato con varie testate di settore per le quali si è occupato di mercato dell'arte e di economia della cultura.
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